Aspettando Yayoi Kusama: l’Italia alla FIAC 2019

Grand Palais - 2019 - Marc Domage

Meno di due mesi all’apertura della 46° Foire Internationale d’Art Contemporain di Parigi, più conosciuta come Fiac. L’edizione 2019 della fiera francese, una delle più importanti al mondo, aprirà i battenti il 17 ottobre prossimo al Gran Palais e per quattro giorni offrirà al suo pubblico una curata selezione delle migliori gallerie internazionali specializzate in arte moderna e contemporanea.

197 le gallerie d’arte che hanno aderito alla Fiac 2019, per un totale di 29 paesi rappresentati e con il debutto di Iran e Costa d’Avorio che per la prima volta prenderanno parte alla kermesse parigina. Ma i contingenti maggiori sono quelli europei (70%), francesi (28%) e americani (18%).

Tra i nomi di spicco di questa edizione: Sadie Coles HQ; Hauser & Wirth; Victoria Miro; Sprüth Magers; Michael Werner; White Cube; 303 Gallery; Blum & Poe; Paula Cooper; Gagosian; Gladstone; Nahmad Contemporary; Pace e David Zwirner. Senza dimenticare le nostre Alfonso Artiaco (Napoli); Continua (San Gimignano, Boissy-le-Châtel, Beijing, Habana) e Massimo De Carlo (Milano, London, Hong Kong).

Nathlie Provosty, Council, Untitled (18-27), 2018. Diptych: each sheet 5 7/8 x 9 inches – Watercolor, shellac, pencil, and collage on paper . Courtesy the artist and apalazzo gallery.

Teste di serie di una partecipazione italiana che vede in catalogo la presenza di un totale di 17 gallerie tutte concentrate nel Settore Generale della fiera. Tra queste, oltre alle tre già citate, abbiamo la bresciana apalazzo, alla sua prima partecipazione qui a Parigi e che porta in fiera un solo show dell’americana Nathlie Provosty, seguita da Cardi (Milano, London); Raffaella Cortese (Milano); kaufmann repetto (Milano, New York); Laveronica (Modica) – anche lei alla prima partecipazione – che incentrerà la sua partecipazione sul lavoro di Adelita Husni-Bey.

Adelita Husni-Bey, Graft, 2019. 33 x 30 – oil on linen. Courtesy the artist and Laveronica arte contemporanea

Abbiamo poi Magazzino (Roma); Mazzoleni (Torino, London); Francesca Minini (Milano); Massimo Minini (Brescia); P420 (Bologna); Tornabuoni Art (Firenze, Paris, Milano, London); Tucci Russo (Torino); Vistamare/Vistamarestudio (Pescara, Milano) con uno stand dedicato a Ettore Spalletti e Jan Vercruysse; e ZERO… (Milano) il cui direttore, Paolo Zani, è anche membro del Comitato di Selezione della fiera parigina.

Monica Bonvicini, Anger is the Best, 2019. 200 x 150 cm – Tempera and spray on Fabriano paper . Courtesy of the artist and Galerie Peter Kilchmann, Zurich

Nessuna presenza italiana, invece, nei settori Lafayette – dedicato alle gallerie emergenti -, Design e Editions. Tra i solo-show e le bi-personali che caratterizzano molti degli allestimenti nel Settore Generale, oltre ai nostri Adelita Husni-Bey ed Ettore Spalletti, troviamo anche la siciliana Rosa Barba in coppia con lo svizzero Philippe Decrauzat nello stand di Parra & Romero.

Rosa Barba, Drawn by the pulse, 2018. 3’08” – 35mm film sculpture. Photo: Mikel Eskauriaza © Rosa Barba

“Entrando” negli stand con più artisti, invece, incontreremo Monica Bonvicini che sarà tra quelli portati in fiera dalla svizzera Galerie Peter Kilchmann e da Gilles Drouault; Francesco ArenaGiorgio Andreotta Calò tra quelli della londinese Sprovieri assieme ad Emilio Prini, Jannis Kounellis e Alighiero Boetti. Boetti che, assieme a Michelangelo Pistoletto e Enrico Castellani – presentato anche dalla Galerie Natalie Seroussi -, è tra le star italiane dello stand di Tornabuoni Art; mentre Lucio FontanaAgostino Bonalumi sono tra quelle di Mazzoleni.

Francesco Arena, Ash Horizon II, 2018. 166 X 20 X 20 cm – sahara grey stone, ash of cigars. Courtesy: the Artist and Sprovieri, London

Il giovane Riccardo Baruzzi sarà tra i nomi portati in fiera dalla P420 di Bologna assieme a Paolo Icaro, rappresentato in fiera anche dalla galleria Massimo Minini; mentre Elena Damiani è in squadra da Francesca Minini. Da Tucci Russo, potremo ammirare, tra gli altri, lavori di Giulio Paolini e Giuseppe Peonone che ritroviamo, assieme ad Ettore Spalletti, anche dalla Marian Goodman Gallery. Mentre Carol Rama compare nella proposta della galleria Lévy Gorvy. Ancora Jannis Kounellis compare tra i nomi della Galerie Natalie Seroussi e Pier Paolo Calzolari tra quelli della Galerie Catherine Issert. La belga Meessen De Clercq porterà a Parigi dei lavori di Claudio Parmeggiani,

Riccardo Baruzzi, Fioritura, 2018. 50 x 40 – pastel on wood, acrylic on paper, graphite and pastel on linen. Courtesy the artist and P420, Bologna Photo credit: C. Favero

Trascurabili le novità della Fiac 2019, i cui spazi espositivi nel Grand Palais si estendono tra la Nave e la Galleria Nord-Est al pianterreno, al Salon d’honneur, alle Galeries Supérieures e al Salon Jean Perrin al primo piano. E che, per la prima volta quest’anno, vedono la Galleria Nord-Est disponibile per le mostre e direttamente accessibile sia dalla Nave che dall’ingresso della fiera situato di fronte alla Rotonde Clemenceau, immediatamente davanti alla stazione della metropolitana Champs-Elysées-Clemenceau. L’apertura della Galleria Nord-Est offrirà ai visitatori un assaggio delle maggiori possibilità espositive rese possibili dalla ristrutturazione programmata del Grand Palais a partire da gennaio 2021.

Ettore Spalletti, Scatola di colore, 1991. 14 x 19 x 19 – color impasto on alabaster . Courtesy: Vistamare/Vistamarestudio – Pescara/Milano and the Artist

Passando a FIAC Projects, questa particolare sezione della fiera presenterà quest’anno una trentina di sculture e installazioni, all’interno della prestigiosa cornice del Petit Palais e sull’Avenue Winston Churchill, pedonale durante la settimana FIAC. Tra questi progetti segnaliamo, per l’Italia, quello di Gaetano Pesce, presentato dalla galleria Nathalie Obadia (Paris, Brussels) e quello di Jan Vercruysse curato dalla galleria Vistamare/Vistamarestudio (Pescara, Milano). All’interno di festival Parades for FIAC, dedicato all’arte performativa, invece, sarà rimessa in scena la celebre performance Wearable chairs del 1971 di Gianni Pettena.

Gaetano Pesce, Palladio Cabinet, 2007. L’opera sarà presentata dallaGalerie Nathalie Obadia durante FIAC Projects. Courtesy of the artist & the gallery. Photo: We Document Art

Infine, passiamo a FIAC Hors les Murs la mostra di opere d’arte all’aperto pensata per presentare sculture e installazioni ad un pubblico il più vasto possibile in spazi pubblici emblematici della città: Jardin des Tuileries, Place de la Concorde, il Musée national Eugène Delacroix e Place Vendôme. Offrendo, così, l’opportunità unica agli artisti di entrare in dialogo con siti del patrimonio culturale parigino e, al pubblico, un facile accesso alla creazione contemporanea, incoraggiandone una conoscenza più ampia.

Gianni Pettena, Wearable chairs, 1971 Performance Minneapolis – États-Unis Courtesy galerie Salle Principale, Paris

Tra gli interventi ai Jardin des Tuileries segnaliamo la presenza di quelli di Alex Katz, presentato dalla galleria Thaddaeus Ropac; di Jonathan Meese (Tim Van Laere – Antwerp) e di Moataz Nasr della nostra Galleria Continua. Mentre a Place de la Concorde avremo una serie di interventi architettonici tra i quali quelli, emblematici, di Carlos Cruz-Diez e Odile Decq, presentati da Philippe Gravier (Paris).

Yayoi Kusama, Portrait de l’artiste , 2017. Courtesy Ota Fine Arts, Tokyo/Singapore/Shanghai and Victoria Miro, London/Venice © YAYOI KUSAMA

Al Musée national Eugène Delacroix troveremo alcuni lavori di Glenn Brown, in collaborazione con la galleria Max Hetzler (Berlin, Paris, London…). Grande attesa, poi, per il progetto che la giapponese Yayoi Kusama presenterà, con la collaborazione della Victoria Miro (London, Venezia, New York), in Place Vendôme. Ma di questo vi parleremo più avanti…