Fisco: le opere d’arte nel reddito da lavoro autonomo

opere d'arte nel reddito da lavoro autonomo

A differenza di quanto previsto dalla normativa fiscale in tema di reddito d’impresa, nell’ambito del reddito di lavoro autonomo professionale sono state previste specifiche disposizioni in merito all’acquisto e alla cessione di oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione. In particolare l’art. 54 del TUIR – Testo Unico delle Imposte sui Redditi dispone che il costo sostenuto per l’acquisto o per l’importazione di un oggetto d’arte, di antiquariato o da collezione debba essere ricondotto nell’alveo delle spese di rappresentanza e così fiscalmente gestito.

Nell’ambito del reddito di lavoro autonomo professionale le spese di rappresentanza sono deducibili nel limite dell’1% dei redditi percepiti dal professionista nel corso del periodo d’imposta di riferimento. Tali spese andranno pertanto a sommarsi alle altre considerate di rappresentanza ai fini del conteggio del plafond deducibile. A tal proposito, l’art. 54 del TUIR nulla dice in merito alla documentazione necessaria a comprovare la spesa sostenuta per tali beni. In relazione al più generale principio tributario dell’onere della prova, anche tali spese dovranno essere comunque adeguatamente documentate.

Si ricorda che il trattamento delle opere d’arte nel reddito d’impresa è stato trattato in un articolo dedicato ->  Le opere d’arte nel reddito d’impresa

 

SOMMARIO

1. Premessa – 2. La corretta individuazione delle opere d’arte, d’antiquariato e da collezione – 3. L’acquisto di opere d’arte e rilievi fiscali – 4. La vendita di opere d’arte e rilievi fiscali.

 

SCARICA L'APPROFONDIMENTO (.pdf)

 

© 2015, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.