Fondazione Carriero: quando un collezionista diventa mecenate

Una vista dell'estero della Fondazione Carriero in Via Cino del Duca a Milano
Una vista dell'estero della Fondazione Carriero in Via Cino del Duca a Milano

Istituita nel 2014 per volontà dell’imprenditore e collezionista Giorgio Carriero, la Fondazione che porta il suo nome si “distacca” dalla passione “primordiale” del suo fondatore, la cui collezione personale rimane privata. Inedite e inesplorate sono, infatti, le mostre curate all’interno del quattrocentesco Palazzo Parravicini, che ospita la sede dell’organizzazione. Fin dalle origini, la Fondazione Carriero si propone di porsi nella metropoli milanese quale polo di produzione artistica e divulgazione culturale, volto alla promozione dell’arte contemporanea. Passione, impegno e innovazione sono le linee direttrici della realtà Carriero, che, come emerge dalle parole della direttrice, Olimpia Piccolomini, offre il “privilegio” dell’arte a un vasto (e incuriosito) pubblico.

Deborah Caputo: Secondo lei qual è il motivo principale che ha spinto Giorgio Carriero a dare vita all’omonima Fondazione?

Olimpia Piccolomini: «Giorgio Carriero è un uomo di rara vitalità e curiosità, animato da grandi passioni e, contestualmente, capace di immergersi nel silenzio e nella solitudine della riflessione. Il profondo senso etico e la responsabilità civile che da sempre lo contraddistinguono, hanno spinto Giorgio Carriero ad avvicinarsi all’arte: dapprima, come collezionista e, successivamente, come fondatore e Presidente della Fondazione artistica che porta il suo nome. Alla base di questa ultima scelta c’è la volontà di condividere con il pubblico il proprio interesse per l’arte. Così, con il sostegno dell’amico Ennio Brion, Giorgio è riuscito a creare nel cuore di Milano uno spazio dedicato a mostre e progetti culturali inediti. Escludendo, volontariamente, dall’attività della fondazione l’eventuale esposizione della propria collezione privata. L’iniziativa di cui Giorgio Carriero si è reso promotore si traduce, infatti, in un costante (ed esclusivo) impegno nella produzione e divulgazione artistica, sia mediante la commissione agli artisti di nuove mostre e opere site specific, che la produzione di cataloghi e libri d’artista».

Da sinistra: EnnioBrion, Olimpia Piccolomini e Giorgio Carriero. Courtesy: Fondazione Carriero

Da sinistra: Ennio Brion, Olimpia Piccolomini e Giorgio Carriero. Courtesy: Fondazione Carriero

D.C.: Più in generale, qual è il progetto che sta alla base della Fondazione e quali obiettivi è volto a realizzare?

O.P.: «La Fondazione, che si avvale del contributo di rilevanti professionisti del settore, come il curatore di fama internazionale Francesco Stocchi (chiamato a concepire la mostra di apertura della Fondazione e l’attuale esposizione “Fontana ● Leoncillo, forma della materia”, in corso sino al 9 luglio), mira a diventare un crocevia per la cultura contemporanea: da luogo d’incontro e di riflessione sull’arte moderna e contemporanea, a interlocutore di eccellenza per gli appassionati, fino a guida amichevole per i neofiti e i curiosi. Gli obiettivi che la Fondazione si prefigge sono, in particolare, la promozione, la valorizzazione e la divulgazione dell’arte presso un pubblico più ampio possibile, compresi i più giovani, ai quali è dedicato il progetto denominato Fondazione Carriero Kids».

D.C.: A quale tipologia di artisti si rivolge la Fondazione: giovani ed emergenti o anche già affermati? Quali criteri adottate per selezionare gli artisti e le opere per le vostre esposizioni?

O.P.: «Le mostre della Fondazione Carriero rappresentano un vero e proprio viaggio alla scoperta tanto di artisti affermati, quanto di nomi emergenti o da riscoprire; ciò anche attraverso la giustapposizione e il dialogo tra i rispettivi lavori. Per esempio, la mostra inaugurale “imaginarii”, ha visto il giovane Davide Balula misurarsi con due grandi maestri come Gianni Colombo e Giorgio Griffa. Così anche l’attuale esposizione dedicata a Leoncillo e Fontana, che, attraverso il dialogo e il confronto tra i due artisti, mira a stabilire un doppio senso di lettura: da un lato, portare l’attenzione del visitatore su un artista da riscoprire, come Leoncillo, dall’altro, accendere i riflettori su aspetti meno evidenti – se non addirittura inediti – del lavoro di un artista già assai noto come Lucio Fontana. Per la scelta dei progetti, la Fondazione – oltre, come già ricordato, ad avvalersi dell’esperienza di Francesco Stocchi – vanta un comitato scientifico, composto da Giorgio Carriero, Paola Nicolin ed Ennio Brion, i quali, mediante un sincero gioco di squadra, si occupano quotidianamente della gestione delle attività e del programma culturale della Fondazione».

Una vista della bellissima mostra "Fontana ● Leoncillo, forma della materia", attualmente in corso alla Fondazione Carriero (fino al 9 luglio)

Una vista della bellissima mostra “Fontana ● Leoncillo, forma della materia”, attualmente in corso alla Fondazione Carriero (fino al 9 luglio)

D.C.: Attraverso quali strumenti concretizzate la vostra opera di sostegno e divulgazione degli artisti e, più in generale, dell’arte contemporanea?

O.P.: «La proposta culturale della Fondazione Carriero vuole essere originale e innovativa, senza, tuttavia tralasciare, qualità e rigore scientifico. Cerchiamo di ottenere questo risultato lavorando a stretto contatto con gli artisti, commissionando loro opere e prodotti editoriali inediti, nonché attraverso una costante collaborazione con altre Fondazioni e con gli archivi ufficiali. Infine, la Fondazione mira a mantenere una dimensione di apertura, accoglienza e divulgazione nei confronti di un vasto e differenziato  pubblico, non rivolgendosi, dunque, solo agli appassionati. Anche per questo abbiamo scelto di mantenere completamente gratuiti le mostre e gli appuntamenti della Fondazione».

D.C.: Può dare un consiglio agli artisti che sono agli inizi della loro “carriera” e a coloro che si approcciano per la prima volta al collezionismo…

O.P: «Sia ai giovani artisti, che ai futuri collezionisti, consiglierei di puntare sempre sulla qualità: i primi, nella produzione di opere, i secondi nella scelta delle stesse, senza, dunque, lasciarsi influenzare dalle logiche del mercato e dalle mode. Studiare, conoscere, visitare, aprirsi alle molteplici esperienze dell’arte e della cultura contemporanea sono aspetti fondamentali per la crescita professionale di un artista, ma anche di un collezionista consapevole».