Fotografia: le tre fasi del Collezionismo (parte 2)

La fase dell’Aggiustamento

Si è deciso di costruire una collezione di fotografia e si inizia l’avventura. Si studia quale “tema” dare,  quale “impronta”, ed è questo che crea la differenza tra collezione e raccolta. Premetto che mi riferirò ad una possibile collezione di fotografia e non di fotografi/autori contemporanei che, spesso, più che fotografi sono degli artisti che usano come mezzo di espressione la macchina fotografica. Per questo secondo tipo di collezione i criteri sono diversi anche se la differenza tra il fotografo puro e l’artista che usa la macchina fotografica è difficilissima da definire, i confini sono molto più sfumati di quanto si possa pensare, ma diamola come buona a livello intuitivo.
Ritornando, invece, al nostro intento, per costruire una collezione di fotografia credo sia fondamentale conoscere in modo adeguato la storia della fotografia. Esistono vari, anche se non moltissimi, libri a riguardo come La Fotografia, di Walter Guadagnini, in quattro volumi, destinato a diventare uno dei testi di riferimento, o la Storia della fotografia di Beaumont Newhall, forse il migliore anche se molto vecchio.

Nino Migliori  il tuffatore 1951 stampa alla gelatina ai sali d'argento  29,5x39,5

Nino Migliori, Il tuffatore, 1951, stampa alla gelatina ai sali d’argento 29,5×39,5

Credo, comunque, che tra le immagini belle già prese e gli “errori” fatti nella prima fase, si cominci già a delineare quelle che sono le immagini che si amano maggiormente e quello che potrebbe essere il “filone” da seguire. La collezione potrebbe essere fatta per:

Periodo: l’Ottocento, Gli anni Trenta, Il Dopoguerra, Il Moderno ecc.
Nazione: La fotografia in America, I fotografi italiani ecc.
Le prime due: L’Ottocento a Parigi, Gli anni Sessanta in Italia ecc.
Tema: Il Surrealismo, La Scuola di Düsseldorf, Il Pittorialismo, Il Reportage ecc.
Soggetto: Il paesaggio, Il nudo, L’architettura, Il ritratto ecc.
Tecnica: La carta salata, Il dagherrotipo, …..
Singolo artista:

Ricordando che tanto più è vincolante il filone tanto più corriamo il rischio di dover poi rinunciare a delle immagini o autori significativi. Di cataloghi di collezioni pubbliche e private che possono servire da esempio è ricco il mercato, molto ricco. A titolo di esempio ne ho inserito qualcuno nella bibliografia che trovate alla fine di questo articolo. Ma ecco alcuni elementi di primaria importanza da tener di conto quando si inizia a costruire una collezione:

1) La “fattibilità”

Prima di avventurarsi in un progetto che poi si manifesta, a breve tempo, impossibile, occorre fare un piano economico secondo le proprie disponibilità e le proprie intenzioni di investimento, preventivando, anche se con una certa variabilità, un programma annuale. Credo sia inutile sognare una collezione che non è alla portata delle proprie forze, anche perché si possono costruire delle bellissime collezioni con delle risorse limitate: una collezione non vale per il suo valore economico, ma per il taglio che le viene dato, per la scelta delle immagini, per il suo insieme. Le collezioni si fanno “con il cuore, la mente e le mani” e non con i soldi.

Hans Bellmer Les jeux de la Poupée 1937 stampa alla gelatina ai sali d'argento acquarellata  14,2x14,2

Hans Bellmer, Les jeux de la Poupée, 1937, stampa alla gelatina ai sali d’argento acquarellata 14,2×14,2

2) La “reperibilità”

Altro punto fondamentale: le opere che non sempre sono in commercio. Ci sono delle opere assolutamente introvabili, altre magari rarissime, ed è inutile sognare di averle in collezione. Questo problema, che è comune alla maggior parte dei generi di collezionismo, è tanto più grave in questo caso. Se si cerca, ad esempio, di collezionare fotografie dell’Ottocento, è bene sapere che molti fotografi dell’epoca non “vendevano”, ma fotografavano solo  per loro diletto e piacere. Un esempio per tutti, le immagini di Clementina Hawarden, una delle più grandi fotografe inglesi dell’XIX secolo: sono tutte al Victoria and Albert Museum di Londra, regalate dagli eredi al Museo, e non si conoscono sue fotografie sul mercato. Ma di questi esempi potrei farne molti, purtroppo.

3) Il numero

Il valore di una collezione come non dipende dal suo valore economico così non dipende dal numero. Esistono collezioni bellissime di un numero limitato di immagini come, viceversa, collezioni molto ricche numericamente, ma poi, alla fine, banali e senza carattere.
Vorrei, anzi, ripetere una regola fondamentale: è meglio investire in una sola foto importante, anche se più costosa, che in più immagini”. Credo sia la “regola prima”, valida in generale anche per le altre collezioni, anche se so che è una regola difficilissima da rispettare. Diventa più facile fare tanti piccoli acquisti piccoli, che uno solo pesante e, inoltre, il numero ha sempre un suo fascino: portare a casa tante foto appaga momentaneamente di più, ma solo momentaneamente.

4) I magnifici 100

Il numero 100 ha un suo enorme fascino. Trovare i cento capolavori è la meta di molti collezionisti, me compreso. Purtroppo ci ho provato mille volte, ma non riesco a liberarmi delle immagini che ho in più; non mi riesce la selezione: dopo ore e ore di fatica e sacrifici dolorosi vedo che riuscirei a togliere solo un pugno di immagini, rimanendo molto lontano dal magico 100, ma credo sarà il mio prossimo obiettivo.

Paolo Ventura  behind the Walls #7 2011 dittico C-print 102x127 cad.

Paolo Ventura, Behind the Walls #7, 2011, dittico, C-print, 102×127 cad.

Ovviamente non è necessario essere così rigorosi nella scelta: se esistono delle immagini che uno ama, anche se sono al di fuori del programma della collezione, non vedo perché non debba acquisirle: faranno da degno contorno all’impianto generale.

Inutile dire che il programma di una collezione non finirà mai. Nell’elenco delle opere entreranno, continuamente, delle nuove scoperte e amori come, a volte, ma molto raramente, qualche immagine uscirà dalla collezione perché superata da altre fotografie o nuove scoperte. Una collezione non è una cosa morta e finita, ci mancherebbe. La seconda fase resterà viva, anche se le nuove entrate saranno sempre più rade, le immagini mancanti sempre più difficili da trovare, le sostituzioni sempre meno frequenti, ma anche quando si passerà alla fase 3, quella del Godimento, la ricerca continuerà.

La fase del Godimento

Anche se, come detto, la fase due non finisce mai, c’è un momento in cui ci si accorge che la propria collezione ha, in qualche modo, un suo corpo, un suo senso quasi compiuto. Allora si ha il piacere di rivedere  le singole opere, di curare i dettagli come, ad esempio, uniformare i passe-partout usando un solo tipo di cartone e facendo di questo una piccola scorta per gli eventuali prossimi arrivi; oppure rendere omogenei i contenitori, schedare le opere facendo un’archiviazione rigorosa e passando in rassegna i vari libri per provare dove sono pubblicate. Tutte cose che si sono fatte anche in precedenza, ma che ora, con la collezione grossomodo impostata, si possono portare avanti con maggior successo.
La cosa importante è, in questa fase, incontrare altri collezionisti o essere cercato da questi; confrontarsi con altre persone che hanno costruito una collezione; ricevere da qualche curatore delle richieste di prestito per alcuni pezzi da inserire in delle mostre o, addirittura, di poter esporre l’intera collezione, per vederla poi pubblicata nel relativo catalogo. Resta sempre la voglia di cercare nuove immagini, di cambiare qualche foto che non è ancora quella che hai in mente. In me, ad esempio, è sempre viva la voglia, e rappresenterà probabilmente l’obiettivo dei prossimi anni, di portare la collezione ai “100” top. Un lavoro e una fatica enorme, perché non riesco a rinunciare a nessuna delle immagini messe in collezione.

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA DALL’AUTORE

Storia della Fotografia

  • Juliet Hacking, Fotografia. La Storia completa, Atlante, 2013
  • Michel Poivert, La fotografia contemporanea, Einaudi, 2011 (molto francese)
  • Walter Guadagnini, La Fotografia. Le origini 1839–1890 (vol. 1), Skira, 2011
  • Walter Guadagnini, La Fotografia. Una nuova visione del mondo 1891-1940 (vol. 2), Skira, 2012
  • Walter Guadagnini, La Fotografia. Dalla Stampa al Museo 1941–1980 (vol. 3), Skira, 2013 (Nota: manca il quarto che uscirà nel 2014: diventerà la storia della fotografia di riferimento).
  • Italo Zannier, Storia della fotografia Italiana dalle origini agli Anni ’50, Editrice Quinlan, 2012 (un classico);
  • Maria Antonella Pelizzari, Percorsi della fotografia in Italia, Contrasto, 2011 (uscito da poco, molto bello e leggibile);
  • Walter Guadagnini, Una storia della fotografia del XX e del XXI secolo, Zanichelli, 2010
  • Michel Poivert, Storia della fotografia. Dalle origini ai nostri giorni, Electa, 2008 (molto bello e riccamente illustrato ma non molto completo)
  • Beaumont Newhall, Storia della fotografia, Einaudi, 1984 (forse il migliore anche se molto vecchio)
  • Michel Frizot, A  New History of Photography,  Konemann, 1999
  • Noami Rosenblum, Une histoire mondiale de la photographie, Editions Abbeville, 1992

Collezioni di Fotografia

  • Collection M+M Auer: Une histoire de la photographie,  M+M, 2003
  • Katherine Ware e Peter Barberie, Dreaming in black and white : photography at the Julien Levy Gallery, Philadelphia Museum of Art, 2006
  • Collection Photographs: A History of Photography Through the Collections of the Centre Pompidou, Steidl, 2007
  • Sandro Parmiggiani (a cura di), Senza di loro, nemmeno io: la collezione Pierre Borhan di fotografie, Skira, 2006
  • Laura Cherubini e Alessandra Mauro (a cura di), Una storia privata: la collezione Anna Rosa e Giovanni Cotroneo, Contrasto, 2006
  • Marco Antonetto e Bruno Corà, Photo20esimo: maestri della fotografia del XX secolo, Silvana Editoriale, 2008
  • Beate Ermacora, Andreas Hapkemeyer, Peter Weiermair (a cura di), Strategies: Photography of the Nineties : The Sandretto Re Rebaudengo Art Collection, Oehrli, 2001
  • Baqué Dominique, Durand Régis, Photographies modernes et contemporaines. La collection Neuflize Vie, Flammarion, 2007
  • Carlo Bertelli, I pionieri della fotografie. La collezione Robert Lebeck, Idea Books, 1988.
  • Roger Therond, Le surrealisme, Chene, 2001
  • Roger Therond, Le nu, Chene, 2000
  • Roger Therond, Une passion française, Filipacchi, 1999
  • Ned Rifkin, Chorus of light: photographs from the Sir Elton John collection, Rizzoli, 2000
  • Pam Roberts, 150 ans de photographie: oeuvres de la collection de la Royal Photographic Society, Editions Place des Victoires, 2000

I magnifici 100

  • Freddy Langer, Icons of Photography. The 19th Century, Prestel Verlag, 2002
  • Walter Guadagnini, 100. La fotografia in cento immagini, 24 Ore Cultura, 2007
  • John Szarkowski, Looking at Photographs: 100 Pictures from the Collection of the Museum of Modern Art, MoMa, 2009
  • Davide Faccioli, 100 al 2000: il Secolo della Fotoarte, Photology, 2000
  • Bruce Bernard, One hundred photographs,  Phaidon, 2002
  • Hripsime Visser, 100 X Photo: 100 Photographs from the Collection of the Stedelijk Museum Amsterdam, Books Nippan, 1996
  • Peter Stepan, Icons of Photography: The 20th Century, Prestel, 1999
  • Charles-Henri Favrod e Italo Zannier, Cento capolavori dalle collezioni Alinari, Alinari IDEA, 2003

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