Gallerie & Co.: 10 mostre da non perdere

Installation view Sol LeWitt, Between the Lines, 2017, Fondazione Carriero / Photo: Agostino Osio / Courtesy: Fondazione Carriero
Installation view Sol LeWitt, Between the Lines, 2017, Fondazione Carriero / Photo: Agostino Osio / Courtesy: Fondazione Carriero

Ed eccoci arrivati al consueto appuntamento con le mostre nelle gallerie e negli spazi espositivi del Bel Paese. 10 quelle che questa settimana vi consigliamo di mettere in agenda a cominciare da Sol LeWitt. Between the Lines, mostra a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas visitabile da ieri pomeriggio alla Fondazione Carriero di Milano. Nel decennale della scomparsa di LeWitt, Between the Lines intende offrire un punto di vista nuovo sulla pratica dell’artista statunitense, esplorandone i confini – nel rispetto di quelle norme e di quei principi alla base del suo pensiero – e isolando i momenti fondanti del suo metodo di indagine e dei processi che ne derivano. Attraverso un nutrito corpus di opere che ripercorrono l’intero arco della sua carriera – da 7 celeberrimi Wall Drawings a 15 sculture come Complex Form e Inverted Spiraling Tower, fino alla serie fotografica Autobiography  – e partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione, il progetto espositivo esplora la relazione del lavoro di LeWitt con l’architettura.

L'artista americano Sol LeWitt fotografato nel 1961 nel suo appartamento di  Manhattan.

L’artista americano Sol LeWitt fotografato nel 1961 nel suo appartamento di Manhattan.

Between the Lines si basa su una chiave di lettura forte e innovativa, tesa innanzitutto a riformulare l’idea che sia l’opera a doversi adattare all’architettura, fino ad arrivare a sovvertire il concetto stesso di site­-specific. Con la collaborazione dell’architetto Rem Koolhaas – per la prima volta nella veste di curatore – in dialogo con il curatore Francesco Stocchi, Between the Lines affronta ampi aspetti dell’opera di LeWitt, con l’obiettivo ambizioso di superare quella frattura che tradizionalmente separa l’architettura dalla storia dell’arte e che caratterizza l’intera pratica dell’artista, rivolta più al processo che al prodotto finale, e scevra di qualsiasi giudizio estetico o idealista.

L'artista tedesca Irma Blank è protagonista al Museion di Bolzano

L’artista tedesca Irma Blank è protagonista al Museion di Bolzano

Ha aperto giovedì scorso al Museion di Bolzano, la mostra Irma Blank Opere su carta dalla Collezione Museion, curata da Andreas Hapkemeyer. Oltre 50 lavori a inchiostro o pittura su carta presentano l’affascinante opera dell’artista tedesca, che prende le mosse dalla scrittura per rinunciare alla parola leggibile. Ciò che ne risulta sono scritture fittizie, che della scrittura conservano solo il gesto e formano blocchi di testo e capitoli come nelle pagine di libri e giornali. La tendenza alla meditazione, tipica del lavoro di Blank, è rafforzata dall’uso intenso del colore blu. Con la mostra di Irma Blank Museion continua l’indagine sulle opere dell’Archivio di Nuova Scrittura conservate in collezione.

Bruno Munari. The game is on!, exhibition view, MAAB Gallery, Milano

Bruno Munari. The game is on!, exhibition view, MAAB Gallery, Milano

La milanese MAAB Gallery presenta Bruno Munari. The Game is On! Che ripercorre la ricerca di Bruno Munari, inquadrando la sua sperimentazione a tutto tondo nel desiderio di opporsi a ogni forma grande e piccola di dogmatismo culturale, di rigidità mentale, di fondamentalismo intellettuale, di stanzialità. Con Munari invece l´arte contemporanea afferma un valore positivo: la coesistenza delle differenze, e l’artista diviene colui che si muove su crinali volutamente incerti, in una zona dai confini sovrapposti e spesso mutevoli.  In mostra i collages chiamati semplicemente Astratti, le sue celebri Macchine Inutili, le Sculture da Viaggio e la Sedia per visite brevissime, assieme ai Negativi-Positivi degli anni Cinquanta e alle Curve di Peano. Peraltro, fino al 10 gennaio, anche a Palazzo Pretorio di Cittadella ospita una mostra dedicata all’artista milanese a 110 anni dalla sua nascita: Bruno Munari: aria | terra, a cura di Guido Bartorelli.

Ornaghi & Prestinari, Appunti, 2016 legno, gesso, pigmenti OP5477C, bolo armeno, foglia argentata e punzonature realizzate con un cacciavite a stella
113 x 100 cm. Courtesy: the artis and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Paula Abreu Pita

Ornaghi & Prestinari, Appunti, 2016. Legno, gesso, pigmenti OP5477C, bolo armeno, foglia argentata e punzonature realizzate con un cacciavite a stella
113 x 100 cm. Courtesy: the artis and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Paula Abreu Pita

Oggi, nell’ambito del progetto Out of the box. Arte – impresa – territorio inaugura a Villa Pacchiani a Santa Croce sull’Arno “Stille”, una mostra di Ornaghi & Prestinari a cura di Ilaria Mariotti. Per questa edizione del progetto Ornaghi & Prestinari sono stati invitati a porsi in dialogo con il Consorzio Depuratore quale elemento chiave e metafora per leggere caratteristiche e dinamiche dell’intero territorio che presenta un modello produttivo particolare fatto di piccole e piccolissime imprese del settore concia calzatura che beneficiano le une della presenza delle altre. La mostra presenta, così, un gruppo di opere inedite realizzate appositamente per il progetto e in relazione al percorso di incontro e scambio con il Consorzio Depuratore. Il tema dell’acqua, della sua depurazione e re-immissione in un circolo vitale, la sostenibilità delle azioni nel mondo contemporaneo, l’idea di trasformazione, la vita degli oggetti e dei materiali, l’identità dei nostri territori e la riflessione sui processi di trasformazione in atto e ultimo ma non meno importante, l’incontro con tecnologie avanzate di depurazione sono le tematiche sulle quali Ornaghi & Prestinari riflettono in questo progetto espositivo.

La Galleria Nicola Pedena di Caserta ospita Unfolding, nuova personale di Matteo Montani.

La Galleria Nicola Pedena di Caserta ospita Unfolding, nuova personale di Matteo Montani.

Domani a Caserta, la Galleria Nicola Pedana presenta Unfolding, un progetto di Matteo Montani a cura di Alessandra Troncone, che si dispiega in tre tempi e luoghi diversi: la Reggia di Caserta, dove verrà presentata una scultura dell’artista; la galleria Nicola Pedana, che ne ospita la mostra personale e il museo MADRE, dove al termine del progetto sarà presentata la pubblicazione che documenta gli sviluppi del progetto. Pur essendo caratterizzati da una propria autonomia, i tre momenti sono legati tra loro da un profondo filo concettuale: la trasformazione della materia e della forma, il rivelarsi e scomparire dell’immagine, la suggestione di una dimensione altra, sono alcuni dei temi che connettono tra loro queste occasioni espositive e di riflessione sul lavoro di Montani.

Un lavoro dell’artista croata Vlatka Horvat

Un lavoro dell’artista croata Vlatka Horvat

Questo lunedì, la milanese Renata Fabbri arte contemporanea presenta Surroundings, la prima mostra personale in Italia e in galleria dell’artista croata Vlatka Horvat. Nella mostra, che prende spazio all’interno di tutti i locali della galleria, Vlatka Horvat indaga la linea dell’orizzonte come potente e contraddittoria metafora; da una parte limite spaziale e confine, dall’altra meta a cui si aspira di giungere. Attraverso le opere realizzate con diverse forme e media – fotografie alterate, collage, sculture e fragili interventi ambientali – l’artista rende l’orizzonte confine liminare tra spazio e visibilità, segno o luogo di azioni in potenza future.

Elvio Chiricozzi, Si aprì e poi si chiuse, 2017, matita su tela, 200x200 cm

Elvio Chiricozzi, Si aprì e poi si chiuse, 2017, matita su tela, 200×200 cm

Martedì 21 novembre, a Roma, la galleria Anna Marra Contemporanea inaugura Carichi di chiaro in notte acre, mostra personale di Elvio Chiricozzi, artista che abbiamo avuto modo di apprezzare in occasione di ArtVerona. In mostra opere recenti, disegni a matita su legno o tela, di grandi dimensioni, che proseguono idealmente la serie Ritroverai le nubi, avviata nel 2013, con la quale l’artista si soffermava sulla dimensione basica dell’evento mediante l’osservazione di fenomeni che mutano continuamente, pur senza rinunciare alla loro identità. Le nubi, infatti, e poi i fulmini, entrati successivamente nell’iconografia di Chiricozzi, sono una metafora del nostro essere, in cui l’attenzione verso il mondo ci rende caleidoscopici, mentre l’identità non muta.

Dal 30 novembre la Galleria Raffaella Cortese, ospita Quest, personale di Kiki Smith

Dal 30 novembre la Galleria Raffaella Cortese, ospita Quest, personale di Kiki Smith

Da mercoledì 29 novembre la Galleria Raffaella Cortese inaugura Quest, la quarta personale di Kiki Smith in galleria. In occasione di questa nuova mostra, l’artista statunitense di origine tedesca, presenterà disegni e sculture realizzati nel 2016 incentrati sul volto femminile. I titoli sia dei disegni – Gift, Sense, Utterance, Flurry, Seek, Pathology, Capture, Tilt, Hoping, Future Sense – sia delle sculture – Send, Surge, Receive, Transmission, Conductor, Foreseen, Shooting Start, Crescent Bird – suggeriscono azioni in svolgimento. La coscienza sembra proiettarsi fuori dal volto, presente con tratti fisiognomici simili in tutte le opere esposte ad eccezione di alcune di esse dove una mano, una stella e un volatile sono protagonisti. Le azioni suggeriscono uno scambio, dallʼinterno allʼesterno e viceversa, non svelando la verità sul nostro essere o il destino che ci aspetta quanto ponendo quesiti circa le modalità in cui facciamo esperienza del nostro corpo e del mondo, come ha affermato la stessa Smith: “Sono disegni di teste che parlano e vedono, ricevono e ascoltano, trasmettono e chiedono nel mondo”.

Keith Haring è tra gli artisti in mostra alla Wunderkammern di Roma per la mostra Long live the revolution

Keith Haring è tra gli artisti in mostra alla Wunderkammern di Roma per la mostra Long live the revolution

Si intitola Long live the revolution, la nuova mostra collettiva degli artisti Tomaso Binga, Paolo Buggiani, Richard Hambleton, Keith Haring e Ken Hiratsuka che dal 2 dicembre prossimo potrete ammirare negli spazi della galleria Wunderkammern di Roma. Per la prima volta la galleria romana espone le opere di grandi maestri che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea, grazie alla loro volontà di uscire fuori dagli schemi. Ed è, infatti, la ribellione, intesa come sovvertimento di un ordine statico, il motore del lavoro di tutti gli artisti coinvolti in Long live the revolution, dove le opere sono connesse tra di loro da uno schema che si ripete con modalità differenti: sono pensate per stupire lo spettatore, sorprenderlo per catturarne l’attenzione fino a condurlo alla riflessione e, in maniera auspicabile, a una sentita e profonda consapevolezza della necessità di un cambiamento.

Noa Pane, Nature in a cage, 2014

Noa Pane, Nature in a cage, 2014

Infine, ci piace chiudere questa nostra selezione di mostre, segnalandovi la mostra #Giovani scultori al Cassero ospitata fino al 28 gennaio negli spazi de Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento – Museo Civico di Montevarchi realtà museale tutta da scoprire e unica del suo genere. In mostra le opere dei tre scultori finalisti per la sezione scultura del “Premio Nazionale delle Arti Claudio Abbado” nel 2015: Noa Pane (Roma, 1983) – vincitrice del PNA nel 2017 -, Leardo Sciacoviello (Vercelli, 1979) – già assistente di David Mach – e Luigi Scopelliti (Reggio Calabria, 1988) che affrontano problematiche sociali contemporanee. Il percorso espositivo, in tutto sei opere, è allestito nelle sale della collezione permanente del Museo, in un dialogo con le sculture presenti.