Galllery to Gallery: Bologna e la staffetta tra gallerie che non ti aspetti

Bologna, il portico di San Luca, Foto di gustavozini da Pixabay

Sei gallerie d’arte moderna e contemporanea. Una città: Bologna. Si è aperto martedì nel capoluogo emiliano Galllery to Gallery, progetto che nasce in risposta al lockdown di questi mesi e che offre agli amanti dell’arte e ai collezionisti una nuova modalità di visita guidata che coinvolge alcune delle più importanti gallerie cittadine: Enrico Astuni, CAR DRDE, De Foscherari, Gallleriapiu, Otto Gallerie e Studio G7.

«E’ un invito all’azione per incoraggiare le persone a riattivare lo sguardo e guardare l’arte dal vivo in un periodo di totale allontanamento dall’esperienza fisica e di fruizione degli spazi espositivi – spiegano i galleristi – E’ un invito a consumare l’arte attivamente e a tornare a vivere la galleria come luogo di scambio culturale».

«Questo progetto di collaborazione – proseguono – si è sviluppato dall’idea di celebrare l’esperienza dal vivo e segna anche la riapertura delle rispettive attività espositive dopo più di due mesi di chiusura. Sebbene difficile questo è il momento per sottolineare la nostra presenza in città, le basi della nostra professione e l’impegno verso la comunità. Da anni supportiamo i nostri artisti attraverso la diffusione e la promozione di progetti sempre più ambiziosi, contribuendo in maniera costante alla scena culturale nazionale e internazionale».

Una veduta di Bologna. Foto di RitaMichelon da Pixabay

«Il sistema arte – concludono -, fatto di tantissimi attori (curatori, assistenti di galleria, allestitori, consulenti, uffici stampa) è in una situazione di estrema fragilità, e per questo il mercato è oggi più che mai indispensabile per la sopravvivenza degli artisti, il supporto alla produzione e l’intero sistema».

Così, è nata l’idea di questo progetto collaborativo che invita a prenotarsi per una staffetta non prevedibile in giro per gli spazi espositivi coinvolti nel progetto: sai dove parti ma non dove arrivi. Il percorso digitale verrà costruito rispettando il tempo a disposizione del fruitore e verrà condiviso una volta arrivati nella galleria di partenza. Diamo però uno sguardo anche alle mostre attualmente in programma presso gli spazi coinvolti:

La Galleria Enrico Astuni ospita Vado al massimo. Cronache dall’Italia postmoderna, mostra curata da Luca Beatrice. In mostra sono stati selezionati diciotto artisti italiani attivi negli anni Ottanta, includendo nel termine “arte” anche la moda con Missoni, la fotografia pubblicitaria di Oliviero Toscani, il design e l’architettura di Massimo Iosa Ghini e Riccardo Dalisi, senza privilegiare una sola linea o un linguaggio particolare, cercando piuttosto di riproporre la molteplicità di allora, per uno sguardo orizzontale, libero, disinvolto. Ma attenzione: non è un’operazione revival né la nostalgia per un sapore vintage, perché quella stessa voglia di libertà non è invecchiata neanche un po’.

La Gallerie Enrico Astuni di Bologna

Da CAR DRDE è invece in corso la personale di Elia Cantori: Shadow in Process. La mostra pone a confronto tre serie di opere di nuova realizzazione che ampliano e approfondiscono a livello formale e concettuale la ricerca alla base della sua produzione artistica da una decina di anni, un’indagine sulle possibilità documentative della forma nella sua capacità di aderire al fenomeno in cui la materia è intesa come campo d’azione di leggi fisiche e camera di registrazione dei loro effetti.

Una vista della mostra di Elia Cantori, Shadow in process, alla CAR DRDE di Bologna

Negli spazi della galleria De’ Foscherari è invece allestita la prima mostra personale di Michele Zaza a Bologna. La video-installazione site specific, Segreto cosmico 2018 e le due installazioni storiche Universo estraneo 1976, composta da ventisette foto, e Cielo abitato 1985, composta da sette foto in dialogo con ventuno sculture in legno, restituiscono un importante atto visivo sul tema dello spazio cosmico e della ricerca dell’alterità per Michele Zaza.

Una vista della mostra di Michele Zaza alla Galleria de’ Foscherari di Bologna

Estetica con Conseguenze è invece la proposta della GALLLERIAPIU. Un progetto che nasce dalla volontà di porre l’attenzione sul lavoro della galleria e sugli artisti con cui collabora. Negli ultimi cinque anni di attività GALLLERIAPIU ha contribuito alla produzione di opere multimediali, sculture, video, ambienti, performance, opere pittoriche, immagini, fotografie, alcune ancora custodite nel magazzino delle galleria. I progetti ambiziosi che si sono succeduti all’interno di GALLLERIAPIU hanno dato vita all’ “estetica con conseguenze”, termine coniato dal collettivo rumeno Apparatus 22 per definire la linea di ricerca della galleria, fa riferimento a pratiche artistiche perturbanti, provocatrici di pensiero che analizzano aspetti essenziali per un’indagine critica della società attuale e futura.

L’opera di Ann Hirsch “The Bath” (2017) è tra quelle scelte per il progetto espositivo“Estetica con conseguenze” della Gallleriepiù di Bologna

Da Otto Gallery è in atto, invece, la mostra URS LÜTHI Aus der Serie der grossen Gefühle che presenta per la prima volta in Italia, dopo le mostre realizzate da Studio d’Arte Cannaviello negli anni 80, una parte meno nota, ma non per questo meno significativa, della ricerca artistica del grande maestro svizzero, la sua produzione pittorica. Una pittura volutamente banalizzante e ironica, indifferente a tecnicismi e qualità estetiche primarie, che affronta il rapporto esistenziale, di senso tra l’individuo e la sua identità, il corpo e il suo doppio; ma soprattutto il medium pittorico in Urs Lüthi sembra deputato a dare forma e carne ai sentimenti e alle emozioni.

Una vista della mostra di Urs Lüthi, dal titolo Aus der Serie der grossen Gefühle (dalla serie dei Grandi Sentimenti) alla OTTO Gallery di Bologna

Infine Studio G7 presenta Chiaroscuro, mostra collettiva che per il secondo anno conclude la stagione espositiva della galleria. In questa nuova edizione i lavori di Bill Beckley, Gregorio Botta, Daniela Comani, Franco Guerzoni, Eduard Habicher, Jacopo Mazzonelli, Mariateresa Sartori sono stati selezionati per indagare il ruolo dell’immagine nel nostro nuovo quotidiano costruendo un percorso che cerca di riflettere e aprire un dibattito sulla situazione contemporanea.

Una vista della mostra Chiaroscuro allo Studio G7 di Bologna

Questi gli indirizzi web a cui scrivere per prenotare la visita guidata e richiedere informazioni:

ENRICO ASTUNI [email protected]
CAR DRDE [email protected]
DE’FOSCHERARI [email protected]
GALLLERIAPIU [email protected]
OTTO GALLERY [email protected]
STUDIO G7 [email protected]

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