Gerhard Richter è l’artista più influente del mondo

Come ogni anno ad aprile, la rivista tedesca Manager Magazine ha pubblicato Kunstkompass 2014, la classifica degli artisti contemporanei viventi più influenti del mondo. La graduatoria, realizzata da Linde Rohr-Bongard, non vede grandi cambiamenti rispetto all’edizione 2013, con Gerhard Richter che guida sempre il “campionato”, seguito, al secondo e terzo posto, dall’artista statunitense Bruce Nauman e dalla tedesca Rosemarie Trockel. Quinto posto per Cindy Sherman. Il primo italiano nella Top100 è Maurizio Cattelan: 19° posto.

Se la leadership di Richter non meraviglia più (dal 2004 ad oggi l’artista di Colonia ha quasi sempre conquistato il primo posto), quello che impressiona è, piuttosto, il predominio degli artisti tedeschi nella Top 10. Oltre a Richter e Trockel, infatti, nelle prime 10 posizioni abbiamo anche Georg Baselitz (4 ° posto) e Anselm Kiefer (6 ° posto). Un’alta considerazione per l’arte made in Germany che non è confortata da altre classifiche simili (ma meno prestigiose), fatto salvo l’unanime giudizio su Richter.

 

Il pittore tedesco Gerhard Richter: dal 2004 è ai primi posti della classifica Kunstkompass

Il pittore tedesco Gerhard Richter: dal 2004 è ai primi posti della classifica Kunstkompass

 

Il futuro guarda a Oriente

 

Se la parte alta di Kunstkompass 2014 è decisamente targata Europa e Stati Uniti, la sezione dedicata agli artisti di domani guarda sempre più lontano dai confini “tradizionali” del Sistema dell’Arte occidentale: molti dei nuovi talenti indicati da Kunstkompass provengono da Cina (Yang Fudong, 185°), Vietnam (Danh Vo, 270°), Pakistan (Imran Qureshi, 998°) e anche dalla Georgia (Thea Djordjadze, 416°). A conferma di un mondo dell’arte sempre più globalizzato. E se ancora gli artisti provenienti da questi paesi non compaiono tra i primi 100, il loro trend è decisamente positivo: di anno in anno guadagnano sempre più punti, attirando su di sé l’attenzione dei collezionisti. Tra le “Stelle di domani”, anche l’anglo-tedesco Tino Sehgal (1976). Quotazioni in ascesa per il vincitore del Leone d’Oro alla 55a Biennale di Venezia: il luandese Edson Chagas (1977), il cui nome occupa oggi il 118° posto (nel 2013 era al 160°).

 

Edson Chagas, Lone d'Oro alla 55a Biennale di Venezia.

Edson Chagas, Leone d’Oro alla 55a Biennale di Venezia.

 

Tony Cragg è la rivelazione dell’anno

 

Sempre sul fronte dei movimenti di classifica, se le prime 11 posizioni sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto al 2013, nelle retrovie le cose si fanno molto più “calde”. Tra tutti spicca l’artista concettuale americano Lawrence Weiner, passato dal 32° posto al 18°. Thomas Schütte è salito dal 14 ° al 12 °, Imi Knoebel ha scalato nove posizioni arrivando al numero 21, mentre l’americano Claes Oldenburg ne ha recuperate 8. Ma la vera rivelazione dell’anno è lo scultore britannico Tony Cragg passato dal 42° al 25° posto. Da notare che Cragg è molto conosciuto per il suo parco di sculture a Wuppertal e, fino al luglio 2013, è stato a capo della famosa Accademia di Belle Arti di Düsseldorf.

 

Lo sculture inglese Tony Cragg

Lo scultore inglese Tony Cragg

 

Joseph Beuys supera Andy Warhol

 

Con l’edizione 2014, Kunstkompass compie il 45° anno di vita e, ormai da tempo, è considerata il più influente barometro dell’arte contemporanea. La classifica individua i più importanti artisti del nostro tempo, utilizzando un sistema di punteggio elaborato da Willi Bongard nel 1970 e che tiene conto di: mostre, recensioni, acquisti principali, sedi espositive e premi ricevuti. Prezzi di vendita e i successi d’asta non contano. Inoltre, la classifica – redatta annualmente da Linde Rohr-Bongard – comprende una graduatoria aggiuntiva, dedicata agli artisti deceduti che ancora mantengono una forte influenza sul Sistema dell’Arte contemporanea e che, quest’anno, vede Joseph Beuys arrivare prima di Andy Warhol. Mentre, ad alcuni punti di distanza, seguono Sigmar Polke, Louise Bourgeois e Martin Kippenberger. Si classifica al 6° posto, l’artista statunitense Mike Kelley, scomparso il 31 gennaio 2012.

 

Italia al 19°posto con Cattelan

 

Dal 2001 ad oggi,  l’unico artista italiano che è riuscito a scalare la vetta della classifica Kunstkompass è stato Maurizio Cattelan, salito al 5° posto nell’ormai lontano 2009: l’anno precedente era al 14° e prima ancora al 39°. Dal 2013 si trova al 19° posto dopo una risalita inizata nel 2012 quando, partendo dal 26° (2011), guadagnò 5 posizioni arrivando al 21°.  Dal 2006 ad oggi, nella Top 100 di Kunstkompass sono apparsi, oltre a Cattelan, solo Michelangelo Pistoletto e Monica Bonvicini.

Maurizio Cattelan, Senza Titolo, 2002

Maurizio Cattelan, Senza Titolo, 2002

2 Commenti

  • Giuseppina ha detto:

    Belle opere, senza ombre di dubbio, ma come si fa a stimare una graduatoria agli artisti sapendo che ce ne sono tanti e nascosti e che fanno altrettanto belle cose. Forse non possono emergere perchè non hanno trovato il giusto critico o cosa?

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Cara Giuseppina, quello che dice è vero, ma le classifiche nascono, sfortunatamente, solo per misurare il mondo conosciuto. I tanti talenti che ancora devono emergere ovviamente ne restano fuori. Già mi sembra rilevante che Kunstkompass non si fermi ai soliti noti, ma abbia creato una sezione che guarda al domani. Per quanto riguarda l’emersione o meno di un talento, poi, il discorso sarebbe lungo. Sicuramente il critico giusto è utile, ma oggi serve più che mai il Paese giusto, con delle valide politiche per il contemporaneo. L’Italia, in questo caso, non entra neanche in classifica: non pervenuta! Non solo: anche l’eccesso di esterofilia che da sempre caratterizza molto del nostro collezionismo non aiuta. Per questo, nel nostro piccolo, una volta al mese tentiamo di presentare un giovane talento italiano che, a nostro avviso, meriterebbe, almeno a livello nazionale, una maggior attenzione.

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