Azionismo viennese

L’azionismo viennese (in tedesco Wiener Aktionismus) è una corrente artistica del Novecento. Tale corrente si sviluppa in Austria verso la prima metà degli anni sessanta e si può considerare affine alle contemporanee esperienze internazionali dello happening e della performance art. L’azionismo viennese si caratterizza per un uso insistente di immagini e tematiche di matrice psicologistica, sado-masochistica e autolesionistica, ispirate da un diffuso atteggiamento dissacrante, a tratti profanatorio, nei confronti dei simboli religiosi, delle funzioni del corpo e delle pratiche sessuali. Questi elementi hanno portato, soprattutto nei primi anni di attività del gruppo, a diverse denunce e condanne legali nei confronti dei suoi componenti.
L’azionismo viennese non si definisce in base a un “manifesto” specifico che ne descriva i presupposti stilistici, semmai tramite i molti testi e dichiarazioni individuali dei suoi componenti. Attraverso azioni individuali e collettive, foto, pitture, disegni, film, testi critici e poetici, i suoi principali rappresentanti – gli artisti Günter Brus, Otto Mühl, Hermann Nitsch e Rudolf Schwarzkogler – hanno inteso reagire in modo drastico a un certo accademismo, arretratezza e chiusura mentale della cultura austriaca ufficiale del dopoguerra.
In sostanza, la pratica dell’azionismo significa l’esperienza di un progressivo passaggio, da parte di alcuni pittori austriaci della stessa generazione, dal medium pittorico tradizionale rappresentato dalla tela, dai pennelli e dai colori, all’uso del proprio corpo e delle proprie azioni come elementi espressivi. Il colore si trasferisce dalla superficie della tela a quella del corpo umano e viene in seguito ad essere sostituito dal sangue o da altri fluidi corporali, da cibi o da viscere di animali, in azioni che invadono lo spazio circostante, a volte scomposte e imprevedibili, a volte progettate nei dettagli. Tali azioni possono sconfinare, come nel caso di Hermann Nitsch, nella messa in scena di riti parareligiosi a scopo terapeutico e catartico (con riferimenti alla liturgia cristiana e alla tragedia greca classica) che durano giornate intere e a cui partecipano numerose persone, inglobando sensazioni sia erotiche che di disgusto senza soluzione di continuità (Nitsch definisce il suo operato Orgien-Mysterien Theater, “Teatro delle Orge e dei Misteri”).

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