Nouveau Realisme

La formula “Nouveau Realisme” fu inventata nel 1960 dal francese Pierre Restany, brillante figura di critico militante, per designare le esperienze di un gruppo di giovani artisti che rappresentavano secondo lui l’alternativa europea al New Dada americano, preludio alla Pop Art. “Nuovo realismo” perché questi artisti riprendono la lezione interrotta degli storici “ready made” di Duchamp, l’assunzione dadaista dell’oggetto nel sistema dell’arte. Ricominciano a prelevare frammenti concreti dalla vita quotidiana, ma con fantasia enfatica, ironia aggressiva. Arman accumula gli oggetti banali in serie. César schiaccia lamiere di automobili. Cristo “impacchetta” cose comuni (e poi, in un crescendo gigantista, interi monumenti o edifici). Hains straccia manifesti mentre l’italiano Mimmo Rotella che li reincolla. Spoerri fissa resti di cena sulle tavole imbandite e le appende. Yves Klein fa imprimere sulle tele corpi di modelle nude impregnate di colore blu… Dunque una presa di possesso irriverente del territorio senza confini fra arte e vita. Così ancora Tinguely realizza con rottami riciclati sculture semoventi, sussultorie, sonore, Niki de Saint Phalle (nome d’arte) plasma sculture di esagerata, policroma sessualità, Raysse gioca con immagini kitsch. Una carica che non si è ancora esaurita.

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