Oleobromia

Procedimento di stampa fotografica dovuto a C. Welborne-Piper nel 1907 e nello stesso anno proposto anche da L. Wall, rimasto in uso fino al 1930. La matrice argentica su carta al bromuro veniva immersa in un bagno particolare che nel far scomparire l’immagine, solidificava la gelatina grazie al bicromato di potassio, proporzionalmente alla quantità di argento dell’immagine. Questa veniva inumidita in modo da far assorbire acqua alla gelatina. Sulla superficie veniva steso inchiostro litografico o grasso. Nei chiari e nei mezzi toni dove la gelatina era ben impregnata, l’inchiostro non aderiva. Successive passate di inchiostro steso a pennello permettevano di raggiungere l’effetto desiderato. Il nome deriva dalla fusione della stampa originale e il pigmento oleoso.

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