Hauser & Wirth rappresenta Roberto Cuoghi

L'artista Roberto Cuoghi
L'artista Roberto Cuoghi

Partirà il 28 febbraio prossimo dall’Art Show di New York (28 febbraio – 3 marzo), la nuova collaborazione tra l’artista italiano Roberto Cuoghi e la galleria Hauser & Wirth che gli allestirà un solo show in fiera dedicato ai suoi più recenti lavori scultorei, con particolare riferimento al suo progetto più importante, Putiferio, iniziato nel 2016. Sviluppate su commissione per la Deste Foundation sull’isola greca di Hydra, le opere di Putiferio sono realizzate attraverso un processo di cottura che utilizza dei forni costruiti dall’artista riscaldati a 1200° . Usando una stampante tridimensionale modificata, Cuoghi ha scansionato fotograficamente granchi acquistati al mercato ittico locale per creare stampe 3D; ha aggiustato i file per creare la forma desiderata prima di stampare il tutto in argilla. Cuoghi, inoltre, ha sperimentato innumerevoli tecniche di cottura al fine di creare variazioni nel colore e nella struttura delle sue sculture. L’artista ha trascorso mesi a sviluppare i suoi forni nelle campagne milanesi prima di ricostruirli su Hydra per la successiva “cottura” dei granchi.

Roberto Cuoghi, SS(XCIIIP)c/m/l, 2018 © Roberto Cuoghi

Roberto Cuoghi, SS(XCIIIP)c/m/l, 2018 © Roberto Cuoghi. Courtesy the artist and Hauser & Wirth.

Nel solo-show all’interno dello stand di Hauser & Wirth a The Art Show, verrà presentato anche Ether en Flocons (2016 – 2018), un’installazione composta da 10 uccelli fatti di agar-agar e gelatina di maiale. Ogni uccello è derivato dallo stesso stampo in cui Cuoghi versa la sua sostanza e aspettando che si solidifichi. I batteri e le muffe si sviluppano nel tempo, poiché l’uccello rimane vulnerabile agli elementi e ulteriormente trasformato dall’ambiente naturale. Cuoghi interrompe il processo attraverso una tecnica chiamata liofilizzazione, in cui l’uccello viene prima congelato a temperature estreme e poi messo in un liofilizzatore per un mese, trasformando la gelatina precedentemente instabile in una scultura stabilizzata. La nascita viene quindi consolidata in una macchina a vuoto e il lavoro è completo solo quando Cuoghi aggiunge gli ultimi abbellimenti. Questo progetto molto ambizioso e dispendioso in termini di tempo, realizzato in collaborazione con un gruppo di conservatori, segna un nuovo territorio per Cuoghi ed è emblematico della sua continua devozione agli esercizi di metamorfosi.

Roberto Cuoghi, Ether en Flocons, 2016 – 2018 © Roberto Cuoghi. Photo: Alessandra Sofia

Roberto Cuoghi, Ether en Flocons, 2016 – 2018 © Roberto Cuoghi. Photo: Alessandra Sofia

Marc Payot, partner e vicepresidente di Hauser & Wirth, ha dichiarato: «Siamo profondamente onorati di iniziare questa collaborazione con Roberto Cuoghi dopo aver seguito e ammirato il suo lavoro per molti anni. Il nostro dialogo con Roberto si è evoluto parallelamente al crescente coinvolgimento della galleria con altri grandi artisti italiani. È già una leggenda tra i collezionisti seri, i curatori e i suoi pari, e non vediamo l’ora di condividere la sua brillantezza con un pubblico più ampio in tutto il mondo. È impossibile tracciare paralleli diretti tra Cuoghi e altri artisti, ma nel suo atteggiamento di piena immersione e totale impegno nel suo lavoro, e nella sua inventiva, vediamo parallelismi con molti artisti nel nostro programma che superano i confini e mettono continuamente alla prova se stessi e gli altri. Quello di Cuoghi è esattamente il tipo di pratica artistica che riteniamo privilegiato sostenere».

Roberto Cuoghi, SS(XCIVP)c, 2018. Ceramic, porcelain, ceramic-coated aluminum, glass, aluminum, 243 individual ceramic elements. Overall dimensions determined by the space. Dimensions of aluminum baskets: 23 x 72 cm / 9 x 28 3/8 in. 2 x 15.5 x 48 cm / 6 1/8 x 18 7/8 in. 2 x 16 x 56 cm / 6 1/4 x 22 in. © Roberto Cuoghi. Courtesy the artist and Hauser & Wirth. Photo: Alessandra Sofia.

Roberto Cuoghi, SS(XCIVP)c, 2018. Ceramic, porcelain, ceramic-coated aluminum, glass, aluminum, 243 individual ceramic elements. Overall dimensions determined by the space. Dimensions of aluminum baskets: 23 x 72 cm / 9 x 28 3/8 in. 2 x 15.5 x 48 cm / 6 1/8 x 18 7/8 in. 2 x 16 x 56 cm / 6 1/4 x 22 in. © Roberto Cuoghi. Courtesy the artist and Hauser & Wirth. Photo: Alessandra Sofia.

Nato a Modena nel 1973, Roberto Cuoghi è da sempre interessato al tema della metamorfosi e della rappresentazione dell’identità come processo in continua trasformazione. Utilizzando una varietà di mezzi espressivi, come il video, l’animazione, la scultura, la pittura e l’installazione sonora, Cuoghi ha costruito una poetica complessa che lo ha imposto come una delle voci più interessanti dell’arte italiana e internazionale.

Uno dei suoi progetti più celebri risale a circa venti anni fa, quando l’artista decide di trasformarsi nell’immagine di un uomo di mezza età – da molti ritenuto suo padre – e comincia un processo di mutazione fisica e psicologica, cambiando la propria dieta, l’abbigliamento e il comportamento, fino ad apparire più vecchio di quarant’anni e a sviluppare patologie e abitudini proprie di un sessantenne.

Questa spinta metamorfica appare in molte opere successive dell’artista: nella serie The Goodgriefies (2000) diversi personaggi tratti da fumetti e cartoni animati come i Peanuts o i Simpsons vengono sottoposti a misteriose mutazioni genetiche, mentre negli Asincroni (2003-2004) Cuoghi dipinge ritratti di familiari deceduti utilizzando una speciale tecnica di pittura su acetato che conferisce ai volti una strana presenza gelatinosa, quasi ectoplasmatica.

Roberto Cuoghi

Recentemente Cuoghi ha dedicato molte opere alla sua passione per la cultura assira, di cui studia, ricostruisce, interpreta e spesso reinventa rituali, miti, linguaggi e credenze. Pazuzu (2008), ad esempio, è una scultura di dimensioni monumentali che rappresenta una divinità assira, Pazuzu appunto, re dei demoni del vento. Nell’opera sonora Šuillakku (2008) Cuoghi ha invece creato una composizione musicale immersiva che evoca un lamento assiro del VII secolo a.C., ispirato dalla caduta della città di Ninive.

Negli ultimi anni Cuoghi sta dedicando la propria attenzione a una serie di sculture di varie dimensioni nelle quali la sua ricerca ossessiva sulle proprietà dei materiali dà forma a escrescenze e neoplasmi che ricordano giganteschi termitai o barriere coralline sottoposte a incontrollati fenomeni di mutamento. In questi casi il processo di metamorfosi sembra agire quasi a livello cellulare, risultando in superfici che paiono alternare forme organiche e incrostazioni minerali.

La realizzazione di queste sculture sperimentali prevede spesso la combinazione di tecniche tradizionali e spericolati esperimenti con nuove tecnologie, secondo quella combinazione di arcaico e futuristico che è una qualità distintiva della sua opera.

Cuoghi oggi vive e lavora a Milano.  Nel 2017 il suo lavoro è stato presentato in una retrospettiva presso il Centre d’ Art Contemporain di Ginevra, in prosecuzione al Madre di Napoli e al Kölnischer Kunstverein di Colonia. Ha partecipato in tre occasioni alla Biennale Arte di Venezia, nel 2017 alla 57.edizione, «Viva Arte Viva» diretta da Christine Macel; nel 2013 alla 55. edizione, «Il Palazzo Enciclopedico», diretta da Massimiliano Gio-ni, e nel 2009 alla 53. edizione, «Fare Mondi / Making Worlds», diretta da Daniel Birnbaum. Nel 2013 e nel 2009 ha ricevuto la menzione speciale della giuria. Tra le mostre personali si ricordano «Putiferio», Deste Project Space Slaughterhouse, Idra, 2016, e quelle presso Aspen Art Museum, 2015, Le Consortium, Digione, 2014, New Museum, New York, 2014, Hammer Museum, Los Angeles, 2011, ICA, Londra, 2008.