Il “diritto di seguito” tra modalità operative e implicazioni fiscali

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Il percorso del diritto di seguito all’interno del mercato dell’arte è stato da sempre pieno di ostacoli, con la presenza di due interessi contrapposti: per gli operatori quello non essere gravati da ulteriori adempimenti mentre per gli artisti di ottenere il giusto riconoscimento anche dopo la cessione delle loro opere.

A testimonianza delle difficoltà nella sua concreta applicazione vi è una normativa piuttosto frammentata a livello internazionale, con alcuni paesi che non lo riconoscono tra cui Usa, Giappone, Svizzera e Canada solo per citarne alcuni dei più rilevanti. Senza trascurare il caso della California, la quale solo a metà del 2018 ha definitivamente dichiarato inapplicabile tale diritto nel proprio territorio.

Nel nostro paese, invece, dopo anni di confronto istituzionale, alcune delle principali incertezze sono state attenuate con la recente pubblicazione delle linee guida da parte della SIAE (aggiornate al 17 aprile 2019). Tuttavia esistono ancora molti punti aperti che inducono a pensare come tale argomento rappresenti ancora un tema molto attuale per tutti gli operatori che ogni giorno vivono il mercato dell’arte.

Il diritto di seguito (droit de suite) è stato concretamente inserito nella normativa italiana a partire dal 9 aprile 2006 e permette all’autore di un’opera, o ai suoi eredi, di percepire una percentuale sul prezzo di vendita in occasione delle cessioni successive alla prima, alle quali partecipi un professionista del mercato dell’arte in qualità di venditore, acquirente o intermediario.

La finalità di tale disposizione è quella di consentire all’autore di seguire la fortuna delle proprie opere anche in seguito alla vendita, partecipando così ad un eventuale incremento significativo di fama o di valore che può avvenire con il trascorrere del tempo, anche a vantaggio degli eredi.

I beneficiari di tale normativa sono gli autori di opere di arti figurative quali a titolo di esempio quadri, collages, dipinti e disegni a condizione che si tratti di creazioni eseguite dall’autore stesso o di esemplari considerati originali. Le copie delle opere d’arte prodotte in numero limitato dall’autore o sotto la sua autorità sono considerate originali purché numerate, firmate o altrimenti debitamente autorizzate dall’autore.

In caso di morte dell’artista, il diritto è trasmissibile agli eredi per un periodo di tempo massimo di settanta anni dopo il suo decesso, trascorso il quale le opere si considerano di pubblico dominio. Di seguito vengono analizzate più dettagliatamente le principali condizioni, i soggetti obbligati e le eventuali esenzioni al riconoscimento del diritto in esame.

 

Condizioni, obblighi ed esenzioni di pagamento del diritto

 

L’obbligo di pagamento del diritto di seguito ricade sui soggetti che intervengano professionalmente nella cessione delle opere d’arte successiva a quella effettuata dall’artista (c.d. mercato primario) riconoscendo all’autore un compenso massimo stabilito in Euro 12.500, anche se la normativa individua alcuni casi di esenzione.

In particolare, è prevista una soglia minima per il riconoscimento del diritto, in quanto le transazioni successive alla prima devono avere un prezzo di vendita non inferiore a Euro 3.000.

In aggiunta, è altresì riconosciuta un’ulteriore causa di esenzione denominata stock exemption: il corrispettivo non è dovuto qualora il venditore abbia acquistato l’opera direttamente dall’autore nei tre anni precedenti e la susseguente cessione avvenga ad un valore non superiore a Euro 10.000. La normativa presume che la vendita sia stata effettuata oltre i tre anni dall’acquisto con l’obbligo di riconoscimento del diritto, fatta salva la possibilità per il venditore di fornire la prova contraria ed evitare il pagamento.

Per comprovare come la vendita sia avvenuta in condizioni di esenzione, il professionista dovrà quindi dimostrare che l’opera sia stata acquistata direttamente dall’autore nei tre anni precedenti mediante un apposito contratto. Particolare rilevanza è riconosciuta al riscontro dei pagamenti, i quali è auspicabile possano avvenire mediante strumenti tracciabili come ad esempio i bonifici bancari.

Qualora invece il passaggio dell’opera tra artista e operatore professionale avvenga mediante un mandato senza rappresentanza, tale operazione non si configura come una cessione, con la conseguenza che la successiva rivendita non darà origine al pagamento del diritto di seguito.

In presenza di tale fattispecie giuridica, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), con una recente informativa, chiarisce e auspica che le parti coinvolte, si adoperino per produrre e conservare in modo diligente le opportune documentazioni al fine di escludere l’operatività delle presunzioni di cessione e acquisto. In altre parole, le gallerie d’arte devono conservare diligentemente la documentazione attestante il mandato senza rappresentanza al fine di non incorrere in successive richieste di pagamento.

Questa richiesta si traduce in un adempimento piuttosto delicato per gli operatori professionali, soprattutto in un mercato internazionale dove i rapporti tra artista e galleria d’arte possono essere definiti più semplicemente in maniera verbale senza la necessità di prevedere accordi scritti.

 

Il trattamento fiscale

 

Il trattamento fiscale del diritto di seguito è stato oggetto di intervento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 19 dicembre 2018.  La Corte ha stabilito come l’autore dell’opera non partecipi in alcun modo, neanche indirettamente, alle successive operazioni di rivendita e pertanto il compenso dovuto all’artista sulle seguenti cessioni dell’opera, non sarà soggetto ad imposta sul valore aggiunto.

La normativa Iva, infatti, prevede quale requisito, ai fini dell’applicazione dell’imposta, lo scambio tra i soggetti di prestazioni reciproche. Nel caso di specie, l’autore non interviene nelle successive rivendite, non rispettando pertanto il requisito dell’articolo 2, paragrafo 1, della Direttiva 2006/112/CE. Si suggerisce, alla luce di quanto esposto, di prestare la massima attenzione in caso di cessione di opere d’arte e soprattutto di farsi assistere da professionisti con adeguata esperienza.