Il Mercato Secondario

Il mercato dell’arte secondario si distingue da quello primario, che abbiamo visto negli articoli precedenti, in quanto si riferisce a tutti i passaggi successivi di un’opera dopo il suo primo acquisto.

Gli operatori principali del mercato secondario dell’arte contemporanea sono: le gallerie d’arte, i mercanti d’arte e le case d’asta. E’ chiaro che se stiamo parlando di arte moderna, old masters e antiquariato, il mercato risulta essere, per forza di cose, secondario.

Nell’arte contemporanea, invece, il mercato secondario si interseca spesso e volentieri con quello primario. Basti pensare che quando si parla di contemporaneo si fa riferimento agli artisti che rientrano nei segmenti Classical Contemporary, Avant-garde e Alternative o, prendendo in prestito la definizione utilizzata dalle case d’asta, alla cosiddetta Post-War & Contemporary Art, ossia all’arte creata dal 1946 in poi.

GALLERIE D’ARTE

Considerando il diverso livello qualitativo che contraddistingue le gallerie d’arte, voglio parlare qui dei protagonisti.

Gli innovatori e valorizzatori

Le gallerie leader nel mercato nazionale e internazionale sono quelle gallerie che sono state, se non le scopritrici, le vere promotrici e valorizzatrici di grandi artisti, a livello di mercato primario, fino al successo e alla valorizzazione storica di tali autori.

Alla curatela di mostre di opere recenti degli artisti viventi di cui sono i principali o esclusivi rappresentanti, i galleristi affiancano il commercio delle opere degli stessi artisti al suo livello secondario, riacquistando le opere di periodi precedenti da altri galleristi, collezionisti, mercanti e case d’asta. Commerciano anche opere di altri autori dello stesso movimento, per offrire ai propri clienti la possibilità di completare le collezioni con i pezzi più variegati e significativi.

Tali gallerie fungono da punto di riferimento per tutti i collezionisti in possesso di opere degli stessi autori, o dei loro “colleghi”, per quanto riguarda l’autenticazione delle opere, l’archiviazione e il prestito per esposizioni in musei e istituzioni.

Per continuare a essere degli innovatori, i galleristi investono e promuovono artisti emergenti e il loro potere è tale da assicurarne il successo solo per il fatto di essere tra i leader del mercato.

Esempi internazionali: Leo Castelli, Enzo Sperone, David Zwirner, Gagosian

Le gallerie storiche

Le gallerie che risultano essere leader esclusivamente nel mercato secondario sono quelle gallerie storiche, o i cui titolari sono stati collezionisti riconosciuti da generazioni al punto da aprire una galleria, che propongono opere di autori non più viventi, principalmente di arte moderna o Classical Contemporary. Alcune di loro vendono anche opere degli autori giovani, ma già affermati nel mercato dell’Avant-garde, come ad esempio Damien Hirst o Maurizio Cattelan, proprio perché le loro opere sono già entrate nel mercato secondario.

I galleristi che contano in questo mercato sono coloro che curano esposizioni e pubblicazioni degli artisti di cui sono commercianti, sia in galleria sia in spazi pubblici, e che collaborano con le Fondazioni e gli Archivi che gestiscono l’autenticazione e il catalogo generale dell’autore.

Esempi italiani: Mazzoleni, Tornabuoni, Tega

I MERCANTI D’ARTE

Al di fuori delle gallerie, e in stretto contatto con esse, operano i mercanti d’arte, ossia i puri commercianti di opere d’arte a livello secondario, e gli investitori. Le dimensioni di questo mercato sono le più difficili da misurare e controllare, anche dal punto di vista fiscale.

Tra i mercanti rientrano anche le vendite televisive e i siti di vendita online collector-to-collector come Artviatic.com e dealer-to-dealer Artbanc.net.

LE CASE D’ASTA

Le case d’asta sono le vere protagoniste e il motore del mercato secondario. Fino a qualche anno fa si parlava del duopolio Christie’s e Sotheby’s, ma oggi si può parlare di un trio con Phillips de Pury, soprattutto nell’arte contemporanea. Al ruolo che esse svolgono nel mercato e ai fattori che influenzano l’aggiudicazione delle opere all’asta dedichiamo la prossima puntata che sarà online martedì 31 dicembre.

Il Mercato Secondario (Schema)

Il Mercato Secondario (Schema)

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2 Commenti

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Gentilissima, sicuramente interessante è l’analisi e la successiva segmentazione dei protagonisti del mercato, ma a mio avviso trovo molto “ingegneristico” il procedimento disconoscendo il “mistero” che accompagna ogni singola opera d’arte.
    Come collezionista, ed ogni collezionista è un mondo a se, pur attento alle varie dinamiche non sono molto attratto da quanto viene esposto e proposto in maniera indiscriminata o peggio ancora sotto l’edita del MKT più spinto ad avvalorare mode e tendenze.
    Anche sul termine contemporaneo ho un mio personale intendimento già espresso a Nicola Maggi in precedenza. E’ pur vero che esistono per il collezionista i “fornitori” di cui sopra, ma quello vero ha una propria anima, una sorta di “sana” malattia che lo porta a muoversi in quegli ambiti dove trova maggiore riconoscimento ed un migliore appagamento per i propri sentimenti.
    Parlando dell’Arte Moderna Italiana quella che maggiormente mi occupa, debbo dire che esistono molte altre gallerie storiche ed altrettante case d’asta che muovono giornalmente migliaia di opere e tutto questo favorisce il collezionismo.Non dobbiamo dimenticare che alla fine del gioco sono gli “zeri” che contano pertanto ogni collezionista si muove nel proprio ambito spesso rinunciando a beni primari, l’importante è che la sua raccolta sia suffragata dallo “studio”, dalla “storia” e dall’ “amore” per l’arte. Daniele Taddei

  • Francesca Bonan Francesca Bonan ha detto:

    Gentile Daniele,
    La ringrazio per il Suo interessante intervento. Credo che il marketing non faccia male all’arte come non fa male in tutti gli altri tipi di mercato. A fare marketing possono essere le gallerie d’arte, gli artisti stessi e i collezionisti. La storia dell’arte e della committenza ce lo insegnano. Allo stesso modo credo che in Italia si faccia veramente troppo poco marketing nei confronti degli artisti italiani, quando, come afferma Lei stesso, sono molteplici gli attori, galleristi e collezionisti, che ruotano attorno a questo mercato. Essere collezionisti non significa doversi rifornire dalle tre gallerie che ho citato (ho voluto solo dare qualche esempio), ma occorre essere consapevoli di quali sono le dinamiche del mercato e di quello che apporta maggior valore a un’artista e a un’opera d’arte, quindi saper distinguere una galleria e un mercante che opera in maniera seria e che contribuisce alla valorizzazione dell’opera, rispetto a chi non lo fa.
    Il mistero, o meglio il fascino del mercato secondario, vi è sempre, perché non è possibile controllare quando e chi rivenderà l’opera e in quale modo. Saper riconoscere gli operatori più seri aiuta a orientarsi nel mercato e a non compiere passi sbagliati.
    Cordialmente, Francesca Bonan

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