Il regime IVA nelle compravendite di oggetti d’arte

Al fine di evitare la doppia tassazione su beni per i quali il rivenditore non ha potuto portare in detrazione l’IVA, il DL 23.2.95 n. 41 (conv. L. 22.3.95 n. 85) ha recepito la direttiva 14.2.94 n. 94/5/CE (c.d. VII direttiva CEE) ed ha introdotto nel nostro sistema fiscale un regime speciale di applicazione dell’IVA per il commercio di beni mobili usati, degli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione, acquistati presso privati in Italia o in altro Stato membro.

Con questo regime l’IVA viene calcolata sulla differenza tra il prezzo di vendita dei beni e quello di acquisto maggiorato dei costi accessori di riparazione, pertanto la base imponibile sulla quale va applicata l’aliquota IVA prevista per la cessione del bene non è determinata come normalmente avviene per le altre cessioni, sull’intero prezzo di vendita, ma solo sull’utile (il margine appunto) che risulta a favore del cedente dopo la rivendita del bene sul quale l’IVA era già stata scontata in via definitiva.

 

Requisiti soggettivi ed oggettivi per l’applicazione del “regime del margine”

 

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