Discriminazione di genere e mercato dell’arte: partecipa all’indagine

Il lavoro dell’artista è forse uno dei più antichi e da secoli la presenza femminile è notevolmente documentata. Solo negli ultimi anni, però, le artiste hanno iniziato a ricevere i primi meritati riconoscimenti.

La domanda che ci si potrebbe porre è: perché tutto ciò avviene solo ora e a più di cinquant’anni dalla nascita dei primi movimenti femministi?

I dati riguardanti la percentuale della presenza femminile nel mercato dell’arte sono allarmanti. Se da una parte le istituzioni nel mercato primario sembrano essere attive e propositive nei confronti del tema – basti vedere istituzioni artistiche come il Museo di Baltimora che per l’intero 2020 ha avviato un programma d’acquisto per 2 milioni di dollari di sole opere d’arte realizzate da donne – lo stesso non si può dire per le istituzioni attive nel mercato secondario.

Guardando i dati emerge che, nel mercato primario, le artiste rappresentano il 44% degli artisti esposti nelle gallerie a fronte però di una superiorità numerica delle donne tra i diplomati nelle scuole d’arte.

Al contrario, passando al mercato secondario, l’analisi di Clare McAndrew (The Art Market 2020 – An Art Basel and UBS Report) sul mercato dell’arte evidenzia che nel 2019 le opere di artiste vendute in asta, rappresentavano solo il 7% del totale dei lotti venduti e il 6% del fatturato totale.

Studi sull’argomento, come il report “Glass ceilings in the art market” (2018, Bocart, Gertsberg e Tilburg) mettono in luce la difficoltà riscontrata dalle artiste ad entrare nel mercato secondario, evidenziando che il top 0.03% del mercato dell’arte, che corrisponde al 40% del valore complessivo delle vendite, risulta essere completamente inaccessibile alle donne.

Nel 2019, infatti, di tutte le opere d’arte di artiste donna vendute in asta, solo il 7% supera la cifra di 1 milione di dollari ed ancora più bassa al 5% è la percentuale di opere che supera i 10 milioni di dollari.

È proprio con l’obiettivo di eliminare questo divario tra mercato primario e secondario che è nata la necessità di effettuare un primo passo per identificare le motivazioni che spingono i partecipanti al mercato secondario a favorire gli artisti uomini.

Tale necessità ha dato avvio ad uno studio attualmente in corso e la cui buona riuscita dipende dall’analisi di come il tema è percepito dai partecipanti al mercato dell’arte. Fondamentale è quindi la partecipazione nella fase di raccolta dati da parte di chi opera in tale mercato.

 

Si invitano i lettori a prendere parte alla ricerca:

 

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