India e Pakistan insieme alla Biennale

Rashid Rana, Veil I, 2004
Rashid Rana, Veil I, 2004

Secondo The Art Newspaper, India e Pakistan saranno insieme alla 56. Biennale di Venezia con a una presentazione ufficiale congiunta a Palazzo Benzon. Agli artisti Shilpa Gupta e Rashid Rana l’onore di rappresentare questa unione storica, all’interno di questo particolare Padiglione sovranazionale, con il progetto My East is your West. «Vorrei che il subcontinente indiano – ha commentato a prosito Rana – fosse uno spazio simile all’Unione europea, dove persone provenienti da paesi vicini possono avere libertà di movimento e di idee. Iniziative come questo progetto potrebbero essere passi importanti verso la realizzazione di questo sogno, che non potrà diventare realtà nella mia vita, ma che spero che lo possa essere in quella dl mio figlio».

In passato, l’India e il Pakistan sono stati scarsamente rappresentati a Venezia. Dopo un padiglione nazionale attentamente curato alla Biennale del 2011 – la prima partecipazione indiana ufficiale alla manifestazione – l’India non ha preso parte all’edizione 2013. Prima del 2011, peraltro, il subcontiente era stato presente in modo “ufficioso” a Venezia solo altre 8 volte tra il 1954 e il 1982. Presenza irregolare anche per il  Pakistan che manca dalla Biennale dal 1956.

La mostra del Padiglione di India e Pakistan è organizzata dalla Fondazione Gujral,  fondata in India nel 2008 da Mohit e Feroze Gujral, figlio e nuora dell’artista modernista indiano, Satish Gujral. L’organizzazione non-profit sostiene l’arte contemporanea e il design nel subcontinente indiano.

Gli Artisti

Shilpa Gupta nasce nel 1976 in India, a Mumbai, città dove vive e lavora. L’artista ha realizzato mostre personali in Asia, Europa e Stati Uniti, tra quelle degli ultimi anni ricordiamo: Kunstnernes Hus di Oslo, MO Mucsarnok Kunsthalle di Budapest, MAAP Space di Brisbane, Contemporary Art Center di Cincinnati, Museum voor Moderne Kunst di Arnhem, Arnolfini di Bristol, Castello di Blandy in Francia, OK Center for Contemporary Art di Linz. Gupta ha preso parte alla Triennale Younger Than Jesus, New Museum, New York; Biennale di Lione a cura di Hou Hanru; Biennale di Gwangju diretta da Okwui Enwezor e curata da Ranjit Hoskote; Triennale di Yokohama curata da Hans Ulrich Obrist; Biennale di Liverpool curata da Gerardo Mosquera e Biennali di Auckland, Seul, L’Avana, Sydney e Shanghai; nel 2013 ha partecipato alla Biennale di Sharjah curata da Yuko Hasegawa, nel 2014 alla 8° Biennale di Berlino curata da J.A. Gaitan e al Dhaka Art Summit Festival. Il suo lavoro è stato esposto in prestigiose istituzioni internazionali Tate Modern, Serpentine Gallery, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Daimler Chrysler Contemporary, Mori Museum, New Museum, Chicago Cultural Center, Centre Pompidou, Louisiana Museum e Devi Art Foundation a Gurgaon e, solo nell’arco del 2014, Guggenheim-USB in collaborazione con Singapore’s Centre for Contemporary Art, City Art Centre di Edimburgo, OCT Contemporary Art Terminal di Shanghai, Museum of Fine Arts di Houston, Faurschou Foundation di Copenhagen, National Museum of Modern and Contemporary Art di Seoul.

Rashid Rana (Lahore, 1968), artista Pakistano considerato tra i più quotati del suo territorio.  Si è formato come pittore presso il National College of Arts di Lahore e al Massachusetts College of Fine Arts di Boston. E’  docente e fondatore del dipartimento di Belle Arti presso Beaconhouse National University di Lahore. Tra le mostre personali più recenti sono da ricordare la grande retrospettiva di metà carriera (70 opere) dal titolo Labyrinth of Reflections a Mohatta Palace Museum di Karachi (2013); così come le indagini a Cornerhouse, Manchester (2011) e al Musée Guimet, Parigi (2010). Nella sua carriera ha partecipato a importanti mostre collettive presso la Biennale di Kiev (2012); Fotomuseum Winterthur, Whitechapel Gallery e Saatchi Gallery a Londra (2010); l’Asia Society di New York (2009), la quinta edizione della  Asia Pacific Triennale, Queensland Gallery of Art, Brisbane (2006) e alla Biennale di Singapore (2006).  Nelle sue fotografie, sculture e stampe digitali, Rana traspone le immagini da un tempo e luogo a un altro, attraverso la loro manipolazione, ripetizione e il montaggio. Dal 2004 Rana ha iniziato a lavorare con tecniche di fotomontaggio che sono diventate il suo marchio di fabbrica: utilizzando un software informatico si è specializzato nel comporre immagini utilizzando varie fotografie ridotte alle dimensioni di un pixel. Con questa tecnica ha realizzato lavori in cui sovrapponeva immagini  pornografiche hardcore alla sagoma del burqa (velo, 2004) o trasformava centinaia di istantanee scattate nei macelli in facsimili di tappeti persiani (Red Carpet, 2007).