Fiere d’Arte: l’Italia nello scenario globale

Artissima 2015
Artissima 2015

Il mondo delle fiere d’arte è in continua espansione e oggi rappresenta il settore dominante, almeno dal punto di vista numerico, del cosiddetto Sistema dell’Arte. Basti pensare che oggi, in tutto il mondo, ce ne sono circa 270 mentre nel 2005 erano appena 68, con un incremento del 297% in dieci anni.  E secondo l’International Fair Report 2016, realizzato da The Art Newspaper in collaborazione con MOMART, le fiere americane sono cresciute del 53% dall’inizio del nuovo millennio, quelle europee dell’60% e rispettivamente dell’80% e dell’85% quelle sudamericane e asiatiche. Per non parlare di quelle che si tengono nel continente africano, aumentate di oltre il 400% in 15 anni, anche se in questo caso il numero reale è rimane ancora basso.

Come è cresciuto il settore delle fiere dal 2005 al 2015. Fonte: International Fair Report 2016

Come è cresciuto il settore delle fiere dal 2005 al 2015. Fonte: International Fair Report 2016

Un vero e proprio boom che, come ha messo in evidenza Y-Jean Mun-Delsalle su Forbes, fa sì che oggi «il modello classico del mercato dell’arte – basato sulle transazioni in galleria – sia sempre più governato dalle fiere d’arte». Le fiere internazionali, commenta Mun-Delsalle, «agiscono come una piattaforma fondamentale per le gallerie e gli artisti per rendere nota la loro presenza, vendere le loro opere e stringere legami con i principali attori del settore dell’arte, che non sarebbero stati in grado di contattare con altrimenti. Sono inoltre un modo pratico per critici d’arte, collezionisti, curatori, direttori di musei e appassionati, per entrare in contatto diretto e avere accesso a una vasta gamma di opere provenienti da tutto il mondo, riunite sotto lo stesso tetto in un solo colpo».  Una piattaforma talmente fondamentale da rappresentare oggi uno dei canali principali di vendita delle gallerie che qui realizza circa il 40% delle sue transazioni in arte come messo in evidenza dal TEFAF Art Market Report 2016.  Ma come si posiziona l’Italia in questo scenario? E, soprattutto, quali sono le gallerie italiane più attive nel settore fieristico globale? 

 

Le Fiere italiane nella Top Chart internazionale

 

In assenza di un dato reale sulle vendite, per capire quale sia l’appeal delle fiere italiane rispetto alle concorrenti internazionali sono solo due gli elementi a nostra disposizione: le gallerie partecipanti e il numero dei visitatori. Quest’ultimo dato, peraltro, è molto interessante ed è un indice della crescente popolarità dell’arte contemporanea. Le fiere, infatti, oggi non attirano solo operatori e collezionisti ma sono diventati eventi in grado di attirare un numero sempre maggiore di curiosi, tanto che le 40 fiere più importanti, monitorate dall’International Fair Report 2016 hanno aperto le loro porte, complessivamente, a oltre 1.7 milioni di persone. E dal 2000 ad oggi ha “staccato” oltre 8 milioni di biglietti. L’Italia, in questa particolare classifica, è presente con Artissima ed Arte Fiera posizionate al 15° e al 18° posto nella Top 20 stilata annualmente da Skate’s, rispettivamente con 50.000 e 40.000 mila visitatori (dato 2015).

Le fiere d'arte più visitate del mondo. Fonte: Skate's Market Research

Le fiere d’arte più visitate del mondo. Fonte: Skate’s Market Research

Ma se i visitatori sono certamente una fonte di guadagno importante per ogni evento fieristico, sono le gallerie a fare la differenza. Interessante, quindi, anche il focus sugli espositori fatto dal Report di The Art Newspaper dove le fiere italiane presenti sono 3 su 40 prese in esame: Artissima, Arte Fiera e Miart. Anche se di quest’ultima, ad dire il vero, si va poco oltre la mera citazione. Al là di questo, dal rapporto, che si basa su intervista fatte alle gallerie e ai collezionisti che compongono il popolo delle fiere, Artissima risulta essere una delle fiere più apprezzate dalle gallerie di ricerca che operano nella fascia media del mercato. L’appuntamento torinese, peraltro, è tra le 6 fiere che dal 2011 al 2015 è maggiormente cresciuta in termini di espositori (+24%) anche se fa registrare un tasso di turnover molto alto: 46% di gallerie nuove ad ogni edizione. E spesso, come si evince dal Rapporto, a non tornare al Lingotto dopo una sola apparizione, sono gallerie importanti come quelle sempre presenti ad Art Basel e che in Italia, evidentemente, non trovano un mercato e un collezionismo adatto alla loro proposta artistica. Molto più stabile Arte Fiera che, però, dal 2011 al 2015 ha fatto registrare un calo del -6% nel numero delle gallerie presenti, ma questo è un dato che accomuna molte delle gradi fiere – da Art Basel e Frieze in giù – e dovuto al tentativo di evitare un sovraffollamento degli eventi a scapito della qualità. La kermesse bolognese, però, a livello internazionale rimane – tra le grandi – l’appuntamento più “locale” del globo confermandosi come la fiera delle gallerie italiane, con un 76% di presenze nazionali. Tanto che quell’appellativo di “internazionale” adottato da tempo, fa quasi un po’ sorridere.

 

Sono milanesi le gallerie più attive nelle fiere

 

Come già per il settore delle aste, anche nel campo delle gallerie Milano si conferma la città italiana più vivace. Il capoluogo lombardo occupa, infatti, il 6° posto nella Top 6 dell’International Fair Report 2016 relativa alle città con il maggior numero di gallerie presenti nelle 40 fiere d’arte più importanti del mondo. Dal 2011 ad oggi sono mediamente 78 le gallerie milanesi che prendono parte agli appuntamenti fieristici analizzati, con un incremento del 20% in 5 anni. Anno top: il 2014 con 91 gallerie presenti nelle principali fiere internazionali. Ma se le gallerie milanesi sono le principali rappresentati del sistema dell’arte italiano nel mondo, è la toscana Galleria Continua la più attiva del mondo con 64 partecipazioni fieristiche dal 2011 al 2015 che la collocano in vetta alla Top 20, su un panel di 4269 gallerie analizzate. La seconda italiana è la Galleria Massimo De Carlo (8° con 45 presenze), seguita da Cardi Gallery (14° con 41 presenze) e dalla Galleria Franco Noero di Torino (20° con 38 presenze).

3 Commenti

  • armellin ha detto:

    Aumenta la quantità delle fiere per palesi interessi economici e nello stesso tempo, ma guarda un po’, diminuisce la qualità delle opere. Ripetiamolo : il Capolavoro non é un fenomeno di massa alla produzione é un fenomeno di massa alla visione blindata in un museo. SA

  • anna nassisi ha detto:

    Ho trovato molto interessante questa nota sono una storica dell’arte contemporanea e soprattutto in una prospettiva globale. Quello che manca è intanto un riferimento alla Cina attualmente leader mondiale sul mercato e poi un altro dato importante sul quale sto cercando di scrivere il ruolo tirannico degli archivi del contemporaneo spesso ereditati e in mano a incompetenti

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Gent.le Anna. Intanto mi scuso per il ritardo con cui le rispondo ma sono rientrato oggi da qualche giorno di vacanza. L’articolo cerca di fare il punto sull’Italia come molti di quelli che pubblichiamo e per questo non ci sono riferimenti alla Cina della quale abbiamo parlato, anche se brevemente, nel precedente post dedicato al mondo delle aste, ossia a quella fetta di mercato di cui il Paese detiene la leadership. Per quanto riguarda l’altro tema, delicatissimo, a cui fa riferimento è di grandissimo interesse e anche noi stiamo facendo da tempo delle ricerche non solo sul loro ruolo, ma anche su alcuni metodi di autenticazione che spesso non solo proprio “professionali” e rischiano più che di tutelare di danneggiare l’opera dell’artista di riferimento. Magari potremmo unire le forze… che ne dice? Un caro saluto. Nicola

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