Basilea: la giovane arte italiana a “Scope Basel”, “The-Solo-Project” e “Liste”

Una vista di Scope Basel (immagine di repertorio)
Il pubblico in visita a Scope Basel (immagine di repertorio)

Dopo aver visto quale sarà la presenza italiana ad Art Basel 2016, diamo adesso un’occhiata alle altre fiere che si terranno a Basile negli stessi giorni: Scope Art Fair, The-Solo-Project, Liste e Photo Basel. Dove, complessivamente, saranno presenti altre 19 delle nostre gallerie. Iniziamo con Scope. Con all’attivo oltre 75 edizioni in 15 anni, Scope Art Fair è una tra le più celebrate vetrine per l’arte contemporanea emergente. Famosa per la sua capacità di prevedere le nuove tendenze dell’arte visuale. Nella sua edizione di Basilea (14-19 giugno), che quest’anno compie il 10° anniversario, saranno presenti ben 85 gallerie internazionali ospitate nella nuova sede della Clarahuus  a tre isolati dalla Messeplatz e vicinissima ad Art Basel. Buona la presenza italiana: 6 le nostre gallerie presenti che portano in fiera alcuni dei migliori giovani artisti del nostro paese.

La Clarahuus di Basilea nuova sede della fiera Scope Basel

La Clarahuus di Basilea nuova sede della fiera Scope Basel

La prima che incontriamo è la romana Francesca Antonini Arte Contemporanea che nel suo stand ospiterà lavori di Keren Benbenisty, Guglielmo Castelli (n. 1987) e Gioacchino Pontrelli (n. 1966). Castelli è uno dei millennials italiani da tenere sott’occhio, si pensi a gennaio che Forbes l’ha inserito tra i 30 Under 30 europei più influenti del momento. Dopo un esordio come illustratore di Vogue è approdato da pochissimo alla pittura e già la sua carriera è costellata di riconoscimenti e di personali in Italia e in Europa. Tra i suoi soggetti preferiti, una realtà rappresentata nella sua instabilità e fragilità, con rappresentazione sempre un po’ evanescenti, quasi oniriche.

Guglielmo Castelli, Untitled, 2016.

Guglielmo Castelli, Untitled, 2016.

Se Guglielmo Castelli è uno degli astri nascenti della pittura italiana, è già da tempo molto apprezzato a livello internazionale il performer Luigi Presicce (n. 1976): l’artista su cui punta la Galleria Bianconi di Milano. Nato come pittore, Presicce basa oggi il suo lavoro sulla realizzazione di performance che uniscono teatralità e ritualità in un costante riferimento alla cultura e all’iconografia popolare. La sua pratica artistica ricerca una dimensione metafisica e irreale con performance dotate di una forte valenza visiva che mirano ad andare oltre a una dimensione teatrale. I suoi tableau vivant, fatti di pitture o sculture letteralmente ‘viventi’, vivono di immaginari resi manifesti in dialogo e connessione con simbologie più oscure e legate all’esoterismo e alla massoneria.

Luigi Presicce, Trittico della Giovinezza Angelica, 2016

Luigi Presicce, Trittico della Giovinezza Angelica, 2016

E se la Galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea porta in fiera Fred Stonehouse, la Montoro12 Contemporary Art di Roma che si presenterà, invece, con una selezione di lavori dei suoi migliori artisti: Faig Ahmed, Nicholas William Johnson, , Virginia Ryan, Jorge Mayet, Alfonso Fratteggiani Bianchi (n. 1952) e Emmanuele De Ruvo (n. 1983) che abbiamo intervistato qualche mese fa. Artista sempre più amato dal collezionismo italiano ed internazionale De Ruvo porta avanti una ricerca artistica che si sviluppa in complesse strutture in equilibrio precario e “attraversate” da forze contrapposte che si annullano dando vita ad una vera e propria estetica del bilanciamento perfetto, intesa come metafora della vita, sia di quella organica che di quella psicologica.

Emmanuele De Ruvo, 1638-1983 Construction, 2014

Emmanuele De Ruvo, 1638-1983 Construction, 2014

La galleria Wunderkammern (Roma/Milano) presenterà invece “Engineering”, mostra di uno dei più importanti artisti italiani della scena Urban Art: 2501 (n. 1981). L’artista esplora le relazioni tra il gesto umano e la produzione meccanica, la casualità contro la prevedibilità, l’idea di flusso in opposizione alla quiete. La mostra presenterà un corpus di nuovi lavori creati appositamente per la fiera: una serie di sculture in ceramica realizzate con stampante 3D saranno esposte insieme a incisioni di acido su lastre di alluminio e rame e opere su carta. Ted Barr e Gunther Egger sono invece i nomi proposti dalla Alessandro Berni Gallery di Perugia.

2501, Glacial Landscape, 2016

2501, Glacial Landscape, 2016

Da Scope a The-Solo-Project Contemporary Art Fair (13-18 giugno), interessante e innovativo format fieristico nato nel 2008 per iniziativa di Paul Kusseneers, direttore della Kusseneers gallery di Brussels, che si basa sul proporre unicamente dei solo show che permettano di approfondire la conoscenza degli artisti e del loro lavoro. Le gallerie possono partecipare solo su invito e sono rigidamente selezionate così da avere presenti solo i migliori laboratori della creatività artistica contemporanea. Ed è con un certo orgoglio che rileviamo una buona presenza italiana, a conferma che nel nostro Paese sono tante le gallerie di livello. Partiamo dalla Main Section che vede arrivare da Bolzano la Antonella Cattani Contemporary Art che presenta Julia Bornefeld e Antonella Zazzera (n. 1976). Diplomatasi all’Accedemia di Belle Art di Perugia anche la Zazzera vanta un curriculum di tutto rispetto. La sua ricerca artistica, che spazia dalla pittura alla fotografia passando dalla scultura, si fonda su quello che lei chiama il “segnotraccia“, archetipo visivo e sensitivo che diviene identificazione totale con l’essere nel suo divenire. I lavori di questa eccellente artista perugina sono il risultato di un lungo percorso che, negli anni, l’ha vista lo studio dell’arte italiana ed il recupero dei suoi valori: traccia, luce, spazio.

Antonella Zazzera, Untitled, 2015

Antonella Zazzera, Untitled, 2015

Matt Mc Clune e Emanuela Fiorelli (n. 1970) sono gli artisti che porterà a Solo Project la Galleria Renata Fabbri di Milano. Artista ormai “rodata”, la Fiorelli porta avanti da tempo una ricerca che si concretizza nella complessità della “costruzione” dell’opera, un’alternanza di pieni e vuoti, da cui scaturisce un’illusione spaziale dominata dal rigore concettuale. Si sviluppa in questo modo un originale, intrigante rapporto con la matematica, in virtù del quale le forme geometriche danno vita a textures di fili strettamente legate al concetto di una spazialità armonica. Sempre da Milano arriva anche la M77 Gallery con Bernardo Siciliano (n. 1969) e Ieva Petersone. Mentre Alberto di Fabio (n. 1966) è l’artista della galleria milanese Luca Tommasi. Tutta “storica”, infine, la proposta dello Studio GR di Sacile/New York che punta su Alberto Biasi e Jorrit Tronquist.

Emanuela Fiorelli, Senza titolo, 2016

Emanuela Fiorelli, Senza titolo, 2016

Passando alla sezione POWER! Solo-Position troviamo il solo show di Fabrizio Corneli (n. 1958) curato dalla Anna Marra Contemporanea di Roma che porta in fiera anche la “personale” di Perino&Vele. Al secolo Emiliano Perino (n. 1973) e Luca Vele (n. 1975) il duo Perino&Vele è attivo dal 1994 e da sempre giocano con la capacità degli osservatori di riconoscere nelle loro sculture la propria realtà quotidiana, mostrando loro attraverso una luce nuova, iconica ed allo stesso tempo ironica, il mondo degli oggetti che ci circondano. Il materiale che prediligono per le loro opere è la cartapesta e anche se nel tempo si sono misurati con lavori di dimensioni sempre più monumentali, l’uso di questo materiale, con ironia, riesce a sottrae quell’aura e quella solidità tipica di una scultura tradizionale.

Perino&Vele, Boom, 2013

Perino&Vele, Boom, 2013

Bruno Fontana (n. 1947) è, invece, il nome italiano proposto dalla galleria Rivière / Faiveley di Parigi.  Mentre la scultrice italiana Maïmouna Guerresi (n. 1951) viene portata a Basilea dalla Galleria Materia di Roma che presenta anche Giulia Marchi (n. 1976). Nel lavoro di questa artista riminese, ricerca letteraria e approccio concettuale si uniscono diventando i i precisi stilemi del suo linguaggio fotografico – dall’utilizzo del foro stenopeico alla costruzione materiale delle proprie macchine fotografiche, dalla sperimentazione condotta trattando chimicamente le matrici di polaroid al costante richiamo al testo, punto di partenza e chiave di lettura attraverso il quale dipinge i suoi paesaggi rarefatti.

Giulia Marchi, dalla serie Multiforms. Matèria, image ©Matèria Gallery

Giulia Marchi, dalla serie Multiforms. Matèria, image ©Matèria Gallery

Sempre molto vicino ad Art Basel, circa 10 minuti a piedi, si trova poi la LISTE Art Fair che giunge alla sua 20 edizione. Dalla sua fondazione nel 1996, LISTE è diventata un punto di riferimento per le gallerie più giovani anche se, tra gli espositori, se ne trovano anche di già abbastanza affermate. Ma soprattutto è la fiera in cui “scoprire” giovani talenti e artisti ancora poco noti al grande pubblico. Quest’anno il comitato scientifico della fiera ha selezionato 79 gallerie provenienti da 34 paesi. Tra queste anche 5 realtà italiane tra le più interessanti da punto di vista della ricerca. Tra queste la Galleria Fonti di Napoli che porta a Basilea anche i giovani Nicola Gobbetto (n. 1981) e Renato Leotta (n. 1982). Nel lavoro di Gobbetto la consapevolezza della fragilità e l’umanità diventa il vero atteggiamento “eroico” della vita mentre in Untitled (Pompei) di Renato Leotta storia e paesaggio incontrano segni astratti e concettuali creando un sistema simbolico per un paesaggio contemporaneo. I lavori presenti in fiera, che l’artista ha realizzato insieme ad un archeologo, riproducono due mosaici romani che sono tradotti in modo fenomenologico nello spazio, divenendo un tentativo di creare una grammatica visiva.

Renato Leotta, Untitled (Pompei), 2010

Renato Leotta, Untitled (Pompei), 2010

La Galleria Frutta di Roma si presenta, invece, con due emergenti che già hanno fatto molto parlare di sé: Santo Tolone (n. 1979) la cui pratica artistica, che spazia tra video, fotografia, installazione e scultura, è un tentativo di tracciare un percorso dalla costruzione mentale al significato e dallo schema alla realizzazione, diventando così il contrario di astrazione; e Gabriele de Santis (n. 1983) che incentra la sua ricerca sulle modalità con cui un oggetto può essere liberato dal suo stato usuale e trasposto nel regno delle belle arti, prendendo in considerazione gli effetti che inevitabilmente questo reinserimento comporta.

Gabriele De Santis; "As Yet Untitled", 2016; Inlaid Marble; 70 × 61 × 2.5 cm; Unique; Courtesy of Frutta, Rome

Gabriele De Santis; “As Yet Untitled”, 2016; Inlaid Marble; 70 × 61 × 2.5 cm; Unique; Courtesy of Frutta, Rome

E a LISTE ci sarà anche la Galleria Monitor che a Basilea porta Tomaso De Luca (n. 1988) a cui a da poco dedicato una bellissima personale. Nel suo lavoro De Luca è interessato all’analisi critica delle strutture politiche in cui sono incorporati i materiali. Le sue sculture, i disegni e le architetture disfunzionali distruggono e ricompongono la realtà, riducendola ai suoi pezzi costitutivi, che vengono poi riconfigurati in uno nuovo ordine imprevisto. Il processo di appropriazione della realtà conduce, così,  Tomaso De Luca a mettere in discussione la posizione del soggetto.

Tomaso De Luca; "Hooded Soldier", 2016; 3D print, plastic and marble powder; 39,7 × 29 × 23,4 cm; Photo Credits: Francesco Fonassi and Tomaso De Luca; Courtesy: the artist and Monitor, Rome

Tomaso De Luca; “Hooded Soldier”, 2016; 3D print, plastic and marble powder; 39,7 × 29 × 23,4 cm; Photo Credits: Francesco Fonassi and Tomaso De Luca; Courtesy: the artist and Monitor, Rome

In modo concettualmente simile e in continuo movimento tra gli opposti, che oscillano tra una cosa e il suo contrario, le opere di Matteo Callegari (n. 1979), presentato dalla Galleria Federico Vavassori di Milano, sono icone dell’impossibilità attuale di definire qualsiasi cosa attraverso la nozione di dicotomia. Mentre Francesca Minini punta su Riccardo Beretta (n. 1982) che, con tecniche particolari e antiche, plasma il materiale preservandone le caratteristiche intrinseche: guarda indietro al passato e dà agli oggetti un significato attutale e una nuova interpretazione; e Alice Ronchi (n. 1989) nelle cui sculture e installazioni, oggetti di uso quotidiano incontrano un mondo di invenzione e fantasia. Le opere di Ronchi ci mostrano, infatti, che l’immaginazione è tanta parte di quella realtà che l’artista sceglie consapevolmente di guardare con gli occhi di un bambino affascinato.

Alice Ronchi; "A Dinosaur can be vain", 2015; Installation with sculptures, drawing and wallpainting; Dimensions variable; Photo by Gert Jan Van Rooij

Alice Ronchi; “A Dinosaur can be vain”, 2015; Installation with sculptures, drawing and wallpainting; Dimensions variable; Photo by Gert Jan Van Rooij

Infine, tra gli stand di LISTE troviamo anche Laveronica arte contemporanea di Modica che porta in fiera l’olandese Staal Jonas e l’italo-libica Adelita Husni-Bey  (n. 1985), artista e ricercatrice la cui pratica prevede l’analisi e contro-rappresentazione delle ideologie egemoni nelle società occidentali contemporanee. E veniamo, così, all’ultima delle fiere che si terranno a Basilea nei giorni di Art Basel: Photo Basel (15-19 giugno). Qui la presenza italiana è molto più ristretta e, di fatto, coincide con la sola Raffaella De Chirico Arte Contemporanea che porta il fotografo Alejandro Cartagena.