Italiani all’estero: da Isgrò a Londra alla prima retrospettiva U.S.A. di Marisa Merz

Due sculture "Untitled" e un dipinto del 1984 di Marisa Merz in mostra a The Met Breuer in occasione della retrospettiva: “Marisa Merz: The Sky Is a Great Space.”
Due sculture "Untitled" e un dipinto del 1984 di Marisa Merz in mostra a The Met Breuer in occasione della retrospettiva: “Marisa Merz: The Sky Is a Great Space.”

In attesa che la Biennale di Venezia porti l’arte di tutto il mondo in Laguna e in vista delle principali aste di arte moderna e contemporanea del primo semestre, vediamo come la produzione artistica del nostro Paese si sta muovendo sullo scenario internazionale. Anche per capire quali sono gli artisti nostrani che, in questo momento, hanno maggior visibilità. E iniziamo con Emilio Isgrò che, dopo un 2016 eccezionale, è arrivato in questi giorni a Londra dove Tornabuoni Art ha da poco inaugurato la sua prima retrospettiva nel Regno Unito che rimarrà aperta fino all’8 aprile. La mostra londinese, che segue quella dedicata ad Alighiero Boetti, ripercorre la brillante carriera dell’artista dalle sue iconiche cancellature fino alla Poesia Visiva e molti altri lavori recenti sul tema della natura e dell’identità.

Emilio Isgrò, I don’t consider myself a painter, but rather a poet who writes with images, 1985. Courtesy: l'artista e Tornabuoni Art.

Emilio Isgrò, I don’t consider myself a painter, but rather a poet who writes with images, 1985. Courtesy: l’artista e Tornabuoni Art.

Sempre nella capitale inglese, dove si è da poco conclusa presso la NContemporary la collettiva dedicata a Carlo Mollino, Daniele Galliano e Guglielmo Castelli, è attualmente in corso, al BALTIC Centre for Contemporary Art, la mostra her hand around the room: la prima antologica dedicata all’opera di Monica Bonvicini, considerata una delle figure più vitali tra quelle emerse sulla scena artistica internazionale alla metà degli anni Novanta. In mostra una serie di lavori che ripercorrono l’intera carriera della Bonvicini e illustrano la sua ricerca artistica che da sempre indaga i rapporti tra l’architettura, il controllo, il sesso, lo spazio, la sorveglianza e il potere. E ancora a Londra, Sprovieri presenta, fino all’11 marzo, la mostra Alighiero Boetti: Magie straordinarie, dedicata alle opere su carta dell’artista. Mentre si è chiusa il 10 febbraio scorso Valerio Adami: The Narrative Line, mostra di lavori recenti di Adami allestita negli spazi di 

Monica Bonvicini, Light Me Black 2009. Installation view, BALTIC Centre for Contemporary Art, Gateshead. Photo: John McKenzie © 2016 BALTIC

Monica Bonvicini, Light Me Black 2009. Installation view, BALTIC Centre for Contemporary Art, Gateshead. Photo: John McKenzie © 2016 BALTIC

Da Londra a Parigi dove in questi mesi l’arte italiana è stata molto presente con Michelangelo Pistoletto, che ha da poco esposto alla Tornabuoni Art Parigi che, il 2 febbraio scorso, ha inaugurato il suo nuovo spazio nel Marais con una retrospettiva dedicata ad Alighiero Boetti. Mentre la Galerie Bernard Bouche presenta nei suoi spazi, fino al 25 marzo, alcuni lavori recenti dell’artista palermitano Carlo Guaita raccolti nella personale Archeologica. Guaita, in questi nuovi lavori ci trasporta attraverso una scultura (in cemento, in pietra o in cartone), un quadro o libri usando un lessico grammaticale strettamente legato ai titoli delle serie a cui si sta dedicando da un paio di anni a questa parte, come: Dagherrotipi, Orizzonte, io Colassati, Universo Appeso… la ricerca artistica di Guaita confronta così la pittura monocroma e il paesaggio, quest’ultimo interpretato come antagonista ma anche come base generatrice della prima, creando con le sue opere una sorta di stratificazione, di grande archivio.

Una delle pere di Carlo Guaita in mostra alla Galerie Bernard Bouche di Parigi.

Una delle opere di Carlo Guaita in mostra alla Galerie Bernard Bouche di Parigi.

Sempre in Francia, ma questa volta a Toulouse, Les Abattoirs presentano per la prima volta in città, in occasione del 40 ° anniversario del Centre Pompidou, una serie di opere storiche a firma dei protagonisti del Nouveau Réalisme tra i quali anche il nostro Mimmo Rotella. La mostra, Autour du Nouveau Réalismerimarrà aperta fino al 28 maggio. Enrico Baj è, invece, protagonista al Cobra Museum of Modern Art di Amstelveen, in Olanda, con la mostra Enrico Baj: Play as Protest inaugurata il 4 febbraio scorso e che rimarrà aperta fino al 14 maggio. Un’esposizione importante che segna la re-introduzione nei Paesi Bassi del lavoro di Baj, di cui vengono presentate circa 100 opere risalenti agli anni ’50, ’60 e ’70.

Enrico Baj, Trillalì-Trillalà, oil and collage on fabric, 1955. Collection: Fondazione Marconi. ©Archivio Baj, Vergiate.

Enrico Baj, Trillalì-Trillalà, oil and collage on fabric, 1955. Collection: Fondazione Marconi. ©Archivio Baj, Vergiate.

Spostandoci dall’Europa negli Stati Uniti, a New York si sono da poco chiuse la mostre Salvatore Scarpitta 1956–1964 alla galleria Diego Perrone: Self Portraits alla Casey Kaplan, organizzata assieme alla Massimo De Carlo. Marisa Merz: The Sky is a Great Space, la prima grande retrospettiva statunitense mai dedicata a Marisa Merz, l’unica protagonista femminile del movimento dell’Arte Povera. Ancora a New York, la Tina Kim Gallery dedica la prima personale a Davide Balliano che presenta un ampio numero di dipinti recenti creati appositamente per la mostra. Caratterizzati dal suo tipico vocabolario austero e da forme minimaliste, le opere di Balliano visualizzano con cura, sintetizzandoli, elementi che ci parlano del concetto di proporzione e esaminano il posto dell’umanità in rapporto con il potere dell’universo.

Una vista della Personale di Davide Balliano alla Tina Kim Gallery di New York.

Una vista della Personale di Davide Balliano alla Tina Kim Gallery di New York. Courtesy: l’artista e Tina Kim Gallery

Ancora nella Grande Mela, proprio in questi giorni, ha aperto i battenti da Marc Straus la mostra Sandro Chia che, a distanza di circa un decennio, torna a presentare a New York una serie di nuovi lavori dell’artista italiano. Ognuno dei dipinti in mostra è caratterizzato da un unico eroico protagonista inserito in un paesaggio naturale. Colto a metà del cammino, questo ci colpisce con una contrapposizione monumentale in cui gli animali diventano compagni improbabili – cavalli selvaggi abilmente dipinti con accenti d’oro e anatre rese in colori pastello – con un senso enigmatico del dramma che ci fa sperimentare il grande teatro sviluppato con l’olio sulla tela. Il protagonista è un vagabondo, un viaggiatore del tempo che appartiene a nessun luogo e a tutto il mondo.

Una vista della personale di Sandro Chia in corso alla galleria Marc Straus di New York.

Una vista della personale di Sandro Chia in corso alla galleria Marc Straus di New York.

E nuovi sono anche i lavori che Pier Paolo Calzolari presenta alla utilizzare materiali comuni e organici, compreso il sale, piombo, gusci di ostriche, tabacco, e il fuoco, come mezzi per esplorare i vari stati della materia, la transitorietà, la luce e la bellezza. In mostra due installazioni immersive indipendenti e una serie di opere a parete realizzate in piombo.

Una vista della personale di Pier Paolo Calzolari "AND I SAY" alla Marianne Boesky Gallery di New York

Una vista della personale di Pier Paolo Calzolari “AND I SAY” alla Marianne Boesky Gallery di New York

Lay it on the Line, personale di Maurizio Anzieri, artista italiano di base a Londra. Noto per  il suo modo innovativo di trattare la ritrattistica, usando fili da ricamo colorati per creare ritratti surreali e inquietanti partendo da fotografie d’epoca ritrovate, Anzieri in occasione di questa mostra – ospitata nella project room della galleria – rivolge la sua attenzione al paesaggio. Una mostra, dunque, che segna un passaggio importante nella sua carriera artistica.