Italiani in tournée: la nostra arte nel mondo

L’andamento dell’arte italiana nelle ultime aste londinesi potrebbe far pensare ad un calo d’interesse da parte del collezionismo internazionale nei confronti dei nostri artisti.  L’unica Italian Sale di quest’anno – la Thinking Italian di Christie’s – si è chiusa d’altronde con un risultato certamente non esaltante: 34.2 milioni di £ (buyer’s premium escluso) contro un’aspettativa minima di 39.5 milioni e tanti, troppi, lotti aggiudicati sotto le aspettative. Il mercato dell’arte però, non è solo quello delle aste – anche se questo è certamente quello che fa più notizia. E così oggi torniamo a dare uno sguardo a chi, dei nostri artisti, sta facendo parlare di sì sulle piazze internazionali, dando uno sguardo alle programmazioni delle principali gallerie e istituzioni museali del mondo.

Rosa Barba, Risposta Perpetua al Suono e alla Luce, 2017

Rosa Barba, Risposta Perpetua al Suono e alla Luce, 2017

E iniziamo da Parigi dove, proprio in questi giorni, si è tenuta l’edizione 2018 della Foire internationale d’art contemporain – FIAC dove l’arte del nostro paese, oltre che nelle gallerie presenti coi loro stand, ha ben figurato nella sezione FIAC Projects che presentava le sue sculture e installazioni in situ, all’interno della prestigiosa cornice del Petit Palais, attorno al Grand Palais e su Avenue Winston Churchill, nuovamente pedonalizzata quest’anno durante la settimana della Fiera. A rappresentare l’Italia: Salvatore Arancio, presentato dalla galleria Semiose di Parigi, e Rosa Barba, sotto le insegne della Galleria Vistamare di Pescara. Mentra ai Jardin des Tuileries la Galerie Alberta Pane  presentava un nuovo lavoro del goriziano Michele Spanghero.

Alberto Burri, Rosso Nero, 1955. Courtesy: tornabuoniArt

Alberto Burri, Rosso Nero, 1955. Courtesy: tornabuoniArt

Nel “Fuori FIAC”, invece, Tornabuoni Art ha inaugurato il 19 ottobre scorso a Parigi una mostra dedicata ad Alberto Burri con oltre 30 opere che ne ripercorrono l’intera carriera. La Galerie Thaddaeus Ropac presenta, fino al 5 gennaio prossimo, la prima storica retrospettiva di Emilio Vedova in Francia: Emilio Vedova, A Historical Survey che copre gli anni dal 1950 al 1985 con una particolare attenzione ai primi anni ’80, un periodo chiave nella carriera dell’artista. La mostra presenta opere rappresentative delle sue serie più acclamate, tra cui Plurimi (1961-63), The Carnivals (1977-83), Da Dove (1984) e Di Umano (1985) e Oltre (1985).

Una vista della mostra Emilio Vedova, A Historical Survey alla Galerie Thaddaeus Ropac di Parigi

Una vista della mostra Emilio Vedova, A Historical Survey alla Galerie Thaddaeus Ropac di Parigi

Rimanendo in Francia, la Galleria Continua porta nella sua sede Les Moulins la mostra Ornaghi & Prestinari: Early Autumn. Mentre a Berlino, la Galerie EIGEN + ART presenta una personale di Nicola Samorì dal titoloMalafonte. Instabili dimore dello sguardo è il titolo della doppia personale di Emanuela Fiorelli e Paolo Radi alla Kromya Art Gallery di Lugano, in Svizzera. Paese dove a Vevey la Galerie Tirelli ospita Intersezioni una mostra di fotografia che riunisce quattro protagonisti della scena artistica italiana: Davide Bramante, Ottavio Celestino, Claudia Peill e Sergio Scabar.

L'istallazione di Marina Apollonio nel cortile della Fondazione La Pedrera di Barcellona.

L’istallazione di Marina Apollonio nel cortile della Fondazione La Pedrera di Barcellona.

Marina Apollonio, Mario Ballocco, Franco Grignani, Gruppo N e Gruppo T sono solo alcuni degli italiani presenti nella mostra Action <-> Reaction: 100 years of Kinetic art alla Kunsthal di Rotterdam. Mostra che segna un nuovo passo importante nella riscoperta dell’Arte Cinetica e Programmata. E ancora Marina Apollonio è presente con una importante installazione nel cortile de La Pedrera Foundation di Barcellona dove è in corso la mostra Open Works. 1955 – 1975.

Guido Guidi Ronta 1984 ©Guido Guidi

Guido Guidi Ronta 1984 ©Guido Guidi

Al di là della manica, la Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra presenta A New Figurative Art 1920-1945: Works from the Giuseppe Iannaccone Collection, che mette insieme opere di molti dei più significativi artisti che appartenevano a scuole e tendenze influenti, come la Scuola di Via Cavour, i Sei di Torino e Corrente. Mentre fino al 21 dicembre, il fotografo italiano Guido Guidi è protagonista negli spazi della galleria Large Glass, con 27 stampe tratte dal suo ultimo libro d’artista: Per Strada.

Una vista della mostra Michelangelo Pistoletto: Origins and Consequences alla Galleria Mazzoleni di Londra

Una vista della mostra Michelangelo Pistoletto: Origins and Consequences alla Galleria Mazzoleni di Londra

Mazzoleni, invece, nella sua sede londinese presenta la mostra Michelangelo Pistoletto: Origins and Consequences, a cura di Alberto Fiz e che mette insieme una serie di lavori provenienti da varie collezioni private, coprendo un arco temporale che dal 1958 arriva al 2012. Arriva da Parigi nella sede londinesi dalla galleria Tornabuoni Art, la retrospettiva dedicata ad Afro Libio Basaldella: Afro: Gesture, Line and Colour: The Makings of an Abstract Expressionist. Mentre a Pietro Consagra è dedicata la mostra curata da Francesca Pola per la sede inglese di Robilan+Voena: Pietro Cosagra: Frontal Sculpure 1947-1967.

Una vista della mostra Pietro Cosagra: Frontal Sculpure 1947-1967 da Robilant+Voena a Londra.

Una vista della mostra Pietro Cosagra: Frontal Sculpure 1947-1967 da Robilant+Voena a Londra.

La Senesi Contemporanea, invece, ospita fino al 5 dicembre Luca Pignatelli: Recent Works, mentre è Maurizio Cattelan a rappresentare l’Italia alla South London Gallery dove è in corso KNOCK KNOCK, una mostra che esplora l’uso durevole dell’umorismo come strumento nell’arte contemporanea. Con opere di oltre trenta artisti, lo spettacolo si estende sullo spazio principale della SLG e sui tre piani della sua nuova dependance nell’ex stazione dei pompieri di Peckham Road. Cogliamo poi l’occasione per ricordare come, fino al 17 novembre, Richart Saltoun ospiti la prima personale di Eliseo Mattiacci nel Regno Unito, Roma, di cui vi avevamo già parlato nel nostro speciale dedicato alla Frieze Week.

Una vista della mostra Fausto Melotti The Deserted City alla Hauser & Wirth di New York.

Una vista della mostra Fausto Melotti
The Deserted City alla Hauser & Wirth di New York.

Spostandoci dall’altra parte dell’oceano, nella Grande Mela si avvia verso la conclusione la mostra Fausto Melotti: The Deserted City curata da Edoardo Gnemmi, Direttore della Fondazione Fausto Melotti, alla per Hauser & Wirth e che presenta sotto una nuova luce il lavoro scultoreo la sensibilità poetica del nostro artista. Mentre Alberto Burri, Piero Manzoni e Carol Rama sono tra gli artisti selezionati da Brett Gorvy per la collettiva Intimate Infinite: Imagine A Journey allestita negli spazi della Galleria Lévy Gorvy: una mostra che invita i visitatori ad immergersi nell’opera di artisti che hanno collassato la vastità dell’infinito in dimensioni tangibili attraverso dettagli ossessivi, la produzione di segni concentrati, l’intensità distillata in piccola scala o la matericità tattile delle loro superfici.

Una vista della mostra ntimate Infinite: Imagine A Journey alla galleria Levy Gorvy di New York.

Una vista della mostra ntimate Infinite: Imagine A Journey alla galleria Levy Gorvy di New York.

Sempre a New York, la Grey Art Gallery e il MET – The Metropolitan Museum of Art presentano NeoRealismo: The New Image in Italy, 1932–1960. Mentre alla fotografia italiana sono dedicate varie mostre come The New Beginning for Italian Photography: 1945-1965 alla Howard Greenberg Gallery, Nuova Fotografia Italiana: A Group Exhibition of Vintage Photographs alla Keith de Lellis GalleryPostwar Italian Photographs ancora al Metropolitan Museum of Art.

Cesare Barzacchi, Ragazzini di borgata, Roma, 1937 © Eredi Cesare Barzacchi

Cesare Barzacchi, Ragazzini di borgata, Roma, 1937 © Eredi Cesare Barzacchi

Ancora a New York, il  Center for Italian Modern Art ospita fino al 15 giugno 2019 Metaphysical Masterpieces 1916-1920: Morandi, Sironi, and Carrà che il prossimo anno passerà il testimone ad una mostra dedicata a Marino Marini. E fino al 1° novembre, l’Italian Cultural Institute ospita Young Italians collettiva organizzata assieme a Magazzino Italian Art  –  dove è in corso, lo ricordiamo, Arte Povera: From the Olnick Spanu Collection – e che vede insieme 12 giovani artisti italiani emergenti a cura di Ilaria Bernardi: Davide Balliano, Danilo Correale, Irene Dionisio, Antonio Fiorentino, Silvia Giambrone, Domenico Antonio Mancini, Elena Mazzi, Luca Monterastelli, Ornaghi&Prestinari, Gian Maria Tosatti, Eugenia Vanni e Serena Vestrucci.

Antonio Fiorentino, Untitled/Dominium Melancholiae, 2013/2018 – Uno dei lavori esposti nella mostra Young Italians, all'IIC di New York

Antonio Fiorentino, Untitled/Dominium Melancholiae, 2013/2018 – Uno dei lavori esposti nella mostra Young Italians, all’IIC di New York

In Oriente, Guglielmo Castelli è i protagonisti di  Intriguing Uncertainties, la mostra collettiva attualmente in corso al Parkview Museum di Singapore. Silvia Camporesi, una delle giovani promesse della fotografia Italiana, è tra i protagonisti di Extraordinary Visions. L’Italia ci guarda, la mostra presentata al MAXXI di Roma nel 2016 e in partenza, il 30 ottobre prossimo, per il Cultural Institute in New Delhi. Mentre l’opera Forme Sensibili di Licia Galizia sarà esposta nell’Ambasciata d’Italia in India in occasione del Technological Summit 2018. Insomma, in tutto il mondo l’arte italiana continua a far parlare di sé!

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