#italiansystem: la sfida di ArtVerona 2020

Mentre siamo tutti in attesa del 18 maggio, che dovrebbe segnare la ripartenza anche per il settore dell’arte, in casa ArtVerona fervono i preparativi per la prossima edizione. Forse una delle più delicate in 16 anni di storia della kermesse veronese, che ha saputo consolidarsi nel panorama nazionale divenendo uno dei punti di riferimento del nostro collezionismo.

Una delicatezza riassunta dallo stesso nome scelto per questa edizione, che si terrà dall’11 al 13 dicembre: #italiansystem. Da un lato, infatti, questo nome riassume certamente la progettualità di una manifestazione che punta a coinvolgere e rafforzare il dialogo tra gli operatori, nazionali e internazionali, che contribuiscono a definire e promuovere il sistema dell’arte italiano.

Dall’altro, però, non può che richiamare alla mente proprio la fragilità di questo “sistema italia“, messo a dura prova in questi mesi di lockdown e che, come ho già avuto modo di sottolineare, si sta riversando un po’ pericolosamente (aste, fiere ecc.) nel secondo semestre dell’anno, rischiando un sovraffollamento potenzialmente dannoso. In questo momento, però, è necessario pensare al futuro, dimostrare di avere fiducia nel domani.

ArtVerona 2019, credits SkymindImages

Anche in questo ArtVerona, almeno stando alle notizie preliminari che ci giungono, mi pare che possa essere una metafora del nostro sistema che in questo periodo difficile ha saputo reinventarsi; trovare nuovi modi per fare quello che da anni veniva portato avanti sempre nello stesso modo. E chissà che questo non ci faccia trovare addirittura più forti davanti alla sfida del futuro.

Ce lo dirà il tempo. Intanto sappiamo che il team guidato da Stefano Raimondi, il nuovo curatore artistico della fiera, è al lavoro per ridisegnare i contenuti e le prospettive di ArtVerona. Importanti professionisti del settore sia nazionali che internazionali affiancheranno, infatti, quest’anno la squadra ormai consolidata di Veronafiere e stanno contribuendo a delineare un progetto dinamico, che vuole accogliere la sfida di questo momento, pur fra le tante incertezze legate alla diffusione del Coronavirus, guardando anche alle nuove possibilità con concretezza e inventiva.

Lo stesso polo di Veronafiere, uno tra i più importanti e solidi in Italia, sta definendo nuovi modelli di fruizione dei propri ambienti “fisici” – per  consentire lo svolgimento in sicurezza, sia per gli espositori che per i visitatori, della fiera -, che di quelli quelli digitali. La manifestazione potrà così beneficiare anche di una nuova e strutturata piattaforma online, che offrirà ulteriori occasioni di incontro, dialogo e business.

Stefano Raimondi, ph.PaoloBiava

Ancora è ovviamente presto per sapere quali gallerie saranno presenti in fiera – hanno tempo fino al 31 luglio per presentare la domanda di partecipazione -, ma le nuove date scelte proprio per accogliere le esigenze degli operatori, fanno ben sperare che anche l’edizione 2020 di ArtVerona possa essere una manifestazione di qualità capace, come in passato, di contribuire al rilancio del sistema dell’arte italiano.

Nell’attesa di conoscere i nomi dei “protagonisti”, iniziamo allora a dare uno sguardo al “contenitore”. Accanto a Main, la sezione dedicata alle principali gallerie d’arte moderna e contemporanea, ArtVerona intende mettere al centro dell’edizione 2020 due nuovi progetti, entrambi su invito: Introduction e Pages.

In Introduction, con la prestigiosa curatela di Giacinto Di Pietrantonio, gallerie storiche introdurranno gallerie più giovani a cui hanno fatto da “mentori”. Pages invece, curato da Andrew Berardini, darà a una selezione di importanti riviste di settore sia italiane che straniere la possibilità di presentare la loro storia e i collegamenti con il sistema dell’arte italiano.

Evolution, anch’essa novità 2020, punta a presentare gallerie che lavorano con artisti che conducono la propria ricerca attraverso le varie sfaccettature del digitale, ambito quanto mai attuale in questo momento, dalla realtà virtuale a big data e nanotecnologie.

ArtVerona 2019, credits SkymindImages

Next è riservata alle gallerie che presentano ciascuna fino a tre talenti delle generazioni più recenti, mentre Solo è concepita come una serie di spazi aperti che permettono agli espositori di valorizzare con un progetto monografico un artista italiano nato a partire dagli anni ’90.

Nuovi contenuti sono allo studio anche per gli appuntamenti e i format, insieme ai nuovi curatori Maria Chiara Valacchi (il programma di Talks), Giulia Floris (LAB1, un focus sulle realtà no-profit più sperimentali con un progetto dedicato alle residenze d’artista), Saverio Verini (StandChat, gli incontri con gli artisti).

La centralità dei collezionisti italiani nel progetto alla base di ArtVerona viene ribadita poi con l’ingresso nel team di Edoardo Monti nel doppio ruolo di VIP manager e digital strategist, di Elena Forin per la parte Corporate oltre che dall’edizione del quinquennale di Critical Collecting, progetto editoriale ideato e sviluppato da Antonio Grulli.

Contenuti aggiornati e nuovi curatori anche per Art & The City, programma coordinato di eventi che animerà e coinvolgerà i luoghi e le istituzioni più significative della città di Verona, strutturato in sezioni tematiche: Performance & The City, curato da Claudia Santeroni e Marzia Minelli; Video & The City, curato da Jessica Bianchera e Marta Ferretti; Collection & The City, con una mostra curata da Irene Sofia Comi; Sculpture & The City, inedito progetto di scultura pubblica curato da Elena Forin e realizzato in collaborazione con Marmomac, la più grande manifestazione al mondo dedicata al settore lapideo e alle sue tecnologie.

ArtVerona 2019, credits SkymindImages

Novità importanti anche nell’Advisory Board: Maria Grazia Longoni Palmigiano, avvocato, partner di LCA Studio Legale e collezionista, e Alessia Zorloni, fondatrice di Art Wealth Advisory e docente, affiancano ora Diego Bergamaschi, collezionista, vicepresidente CLUBGAMeC, fondatore di Seven Gravity Collection e Collection of Collections (CoC), Antonio Coppola, imprenditore, collezionista e presidente della Fondazione Coppola, Giorgio Fasol, collezionista e presidente di AGI Verona Associazione Culturale e Mirko Rizzi, direttore creativo e presidente dell’Associazione Marsèlleria.

«Ora più che mai crediamo fortemente che la prossima edizione di ArtVerona possa essere un esempio concreto della capacità e del rilancio del ‘sistema Italia’ – ha dichiarato qualche settimana fa direttore artistico Stefano Raimondi -. In questa situazione di incertezza diventa importante fare rete, ascoltare le diverse esigenze e rafforzare il dialogo tra operatori nazionali e internazionali che contribuiscono a definire e promuovere il sistema dell’arte italiano».  Speriamo sia così…