Collezionismo e Assicurazioni: ARTE Generali arriva in Italia

Italo Carli, Head of ARTE Generali Italia

Lanciata con una campagna nata dalla collaborazione artistica tra Oliviero Toscani e Maurizio Cattelan, ARTE Generali è la nuova divisione della compagnia italiana di assicurazione Generali che, dopo il debutto in Germania, il 6 dicembre scorso ha aperto i battenti anche nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato con Italo Carli da poco nominato Head of ARTE Generali Italia ed ex Direttore Generale per l’area Mediterraneo di AXA Art.

Nicola Maggi: Dopo Germania, Francia ed Emirati, ARTE Generali arriva in Italia. Come mai solo adesso?

Italo Carli: «Il programma è stato reso operativo nel corso del 2020 in Germania – il secondo mercato per l’arte nel mondo dopo gli Stati Uniti e il primo in Europa come patrimonio complessivo stimato di opere d’arte – dove si trova, a Monaco di Baviera, la sede di ARTE Generali.   Abbiamo costruito un modello di offerta che non è solo un prodotto assicurativo, ma anche un set di servizi dedicati al mondo dell’arte, erogati anche in forma digitale attraverso un’APP, un unicum nel mercato del Fine Art.

In Italia, questo modello di offerta si avvale da un lato della competenza tecnica assicurativa di Generali Italia, leader indiscusso dell’assicurazione nel nostro paese, e dall’altro della conoscenza specialistica del mondo dell’arte di ARTE Generali e dei suoi partner. Tutto questo ha comportato una complessità organizzativa e gestionale elevata, a cui si è aggiunta la pandemia. Ciononostante, in circa sei mesi siamo riusciti – grazie a un forte spirito di gruppo – a mettere a punto un’offerta esclusiva che, siamo convinti, darà piena soddisfazione alle esigenze dei nostri clienti italiani».

N.M.: Com’è strutturata questa nuova business unit e in che modo si relaziona con Generali Italia?

I.C.: «ARTE Generali è una struttura “specialistica” che si appoggia alle strutture operative di Generali Italia, fornendo alla Compagnia supporto specifico per la promozione e gestione dell’offerta Fine Art. Generali Italia è responsabile per l’attività sottoscrittiva e per la gestione dei sinistri. ARTE Generali mette a disposizione la competenza dei suoi esperti e il suo network di professionisti al fine di fornire eccellenti servizi di assistenza e “conciergerie”».

Il video della campagna di lancio di ARTE Generali

N.M.: Da parte del collezionismo privato c’è una sempre maggior attenzione per le questioni assicurative. Come si sta sviluppando questo mercato e quali prospettive avete per il futuro in Italia e nel Mondo?

I.C.: «Sebbene sia sempre presente un forte aspetto emotivo, le collezioni d’arte rappresentano anche un investimento. La consapevolezza di questo aspetto economico-finanziario fa sì che il patrimonio artistico venga considerato come asset patrimoniale, con la conseguente attenzione a proteggerlo da eventuali eventi che possano ridurne o addirittura cancellarne il valore.

Questo spinge ad una consapevole copertura assicurativa, destinando una piccolissima percentuale dell’investimento in un’opera d’arte alla protezione della stessa, analogamente a quanto si fa quando si acquista una casa. A fronte di questa maggiore consapevolezza da parte dei clienti, mettiamo a disposizione un’offerta che consente di affrontare questi temi in maniera semplice e professionale, fornendo la nostra competenza nell’analisi e conoscenza dei rischi per trovare le risposte adeguate alla protezione – non solo economica – degli investimenti “di passione”.

Siamo convinti che una proposta così strutturata, unita alle capacità e competenze degli agenti di Generali Italia, contribuirà ad uno sviluppo importante di questo segmento di mercato».

N.M.: Pandemia e lockdown come stanno influendo sui vostri piani?

I.C.: «La pandemia ha sicuramente reso molto più complicato lo sviluppo del progetto, perché ha reso impossibili le interazioni personali, fondamentali quando si tratta di condividere un nuovo modo di lavorare per portare al successo un’iniziativa così innovativa.

Il lockdown ha reso inoltre molto difficile la relazione personale tra agenti e clienti e l’erogazione di quei servizi di valutazione, stima e consulenza sui rischi che sono essenziali per costruire una copertura su misura per ogni singolo cliente.

Fatte queste premesse, va però considerato il fatto che siamo “nati” durante la pandemia ed il lockdown, ed il nostro modello operativo, sin dall’inizio, prevede strumenti digitali che agevolano le relazioni con i nostri clienti e partner. Ad esempio, abbiamo messo a punto un’APP dedicata ai clienti che consente, rispettando gli standard di protezione dei dati più stringenti, di catalogare le loro collezioni e addirittura di avere una valutazione delle opere da remoto. Abbiamo anche lanciato tool digitali di sottoscrizione che agevolano i rapporti con gli intermediari».

La sede di ARTE Generali a Monaco di Baviera

N.M.: Cosa propone ARTE Generali ai collezionisti d’arte e come intende differenziare i propri servizi rispetto ai principali competitor?

I.C.: «Alla base della nostra offerta, c’è la solidità finanziaria che il Gruppo Generali garantisce, a cui si aggiungono una soluzione assicurativa fondata sull’eccellenza tecnica e la specifica competenza di ARTE Generali. Il secondo aspetto consiste nell’innovazione: siamo infatti consapevoli di operare su un mercato che non ha avuto evoluzioni significative negli ultimi anni, al quale vogliamo approcciarci in modo più coerente rispetto al secolo in cui viviamo.

Parliamo quindi di un’attenzione senza pari al servizio, combinata ad un’innovazione tecnologica che, siamo convinti, ci consente di avere il miglior modello possibile di offerta, i migliori servizi e il miglior posizionamento nei confronti dei clienti. Infatti, mettiamo a disposizione non solo le competenze uniche del team di ARTE Generali – sia sul piano assicurativo sia su quello della storia dell’arte – ma anche un servizio di “conciergerie” che si avvale di una rete di partner esterni specializzati, attentamente selezionati. Tutto ciò ci consente di disegnare un’offerta davvero su misura del cliente».

N.M.: Oltre al collezionismo privato state pensando di rivolgervi anche a quello “istituzionale”?

I.C.: «L’offerta di Generali Italia e ARTE Generali è attualmente disponibile per collezionisti privati e mostre. Il lancio di soluzioni specifiche per istituzioni artistiche e culturali (musei, fondazioni e collezioni d’impresa) è previsto nei primi mesi del 2021».  

N.M.: Dopo l’Italia quali saranno le nuove tappe di espansione del vostro mercato?

I.C.: «Con differenti set-up, Spagna, Portogallo, Austria e Benelux, poi i paesi nordici e la Svizzera nel 2021. Dal 2022 punteremo su Cina e in particolare Hong Kong, una piazza molto attrattiva per la dinamicità che sta mostrando nel mercato dell’arte anche in tempi di Corona, per poi dal nostro hub asiatico spostarci sulla terraferma e su altri mercati asiatici».