iTPC: una APP per combattere i furti d’arte

Nel 2013 sono stati 676 i furti di Beni Culturali in Italia. Un fenomeno che, fortunatamente, si sta riducendo: -31% in un solo anno. Il merito di questo successo: l’attività di repressione portata avanti dal Reparto Speciale dell’Arma dei Carabinieri che si occupa, appunto, di Tutela del Patrimonio Culturale e che, ad inizio aprile, ha presentato la prima APP pensata per contrastare, in modo sempre più efficace, le “ruberie” di opere d’arte.

iTPC -  Una schermata della APP dei Carabinieri

iTPC – Una schermata della APP dei Carabinieri

iTPC – questo il nome dell’applicazione – è uno strumento utile per proteggere i nostri beni culturali, ma anche per tutelare i collezionisti. Chiunque venga trovato in possesso di opere rubate, infatti, rischia grosso e se non riesce a dimostrare la liceità delle modalità di acquisto e la sua totale buona fede, può incorrere nel reato di Acquisto di cose di sospetta provenienza.

Come fare per non correre rischi? Già da tempo esiste la Banca Dati di beni culturali illecitamente sottratti dove potete controllare che la “vostra” opera sospetta non ci sia, ma non sempre si ha un pc a disposizione. Molto più facile avere tra le mani uno smartphone o un tablet e allora… ecco iTPC.

Grazie alla APP del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, sviluppata sia per dispositivi portatili con sistema iOS che Android, sarà possibile:

  • Conoscere l’operato del Comando Carabinieri TPC;
  • Avere a portata di mano i contenuti presenti sul sito del Comando;
  • Consultare i Bollettini delle opere d’arte trafugate.
iTPC - La scheda di un bene.

iTPC – La scheda di un bene.

Per quest’ultimo punto in particolare iTPC permette al collezionista di:

  • visualizzare i beni contenuti nei bollettini: attraverso la comparazione visuale è possibile riconoscere le opere rubate, sfruttando anche una foto scattata tramite la fotocamera del proprio dispositivo mobile.
  • selezionare i beni d’interesse
  • acquisire informazioni sui beni: grazie all’Object ID, creato dall’UNESCO e dai Carabinieri, si può accedere facilmente a quella che, in estrema sintesi, può essere considerata la Carta d’Identità del bene.

Infine, l’APP dei Carabinieri permette di individuare la sede del Comando TPC più vicina.

Insomma, grazie iTPC i ladri di opere avranno i giorni contati e i collezionisti sonni più sereni!

2 Commenti

  • Fabio Dodesini ha detto:

    Complimenti Nicola, i tuoi aggiornamenti sono sempre per me motivo d'interesse. Come tu puoi testimoniare, essendo tu stato tra i primi a recensirci, l'app che abbiamo sviluppato, MYK ART, tendeva anche ad avere questa funzione tra gli obbiettivi a medio lungo termine: aiutare a tutelare il cittadino dall'incauto acquisto ma soprattutto permettere una più agevole interfaccia tra il derubato, i carabinieri e l'eventuLe ignaro acquirente. Avevo già da tempo notato che il sito dell'Arma (di cui io sono orgoglioso fan!) era ed é purtroppo poco fornita d'immagini e dati degli oggetti rubati e che il suo uso fosse purtroppo veramente inadatto…. La situazione italiana, nel sostenere però progetti di software house sono veramente imbarazzanti e così, da poveri squattrinati, ci siamo dovuti fermare nel proseguire queste intuizioni che ora scopriamo con piacere essere delle vere esigenze…. Se l'Arma lo desiderasse, noi siamo qui per sviscerare alcune idee che si dovrebbero integrare alla loro un po' vuota App 😉
    Ciao
    Fabio http://www.mykollektion.com

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Caro Fabio,

      hai proprio ragione. Perché non provate a presentare Nucleo TPC dei Carabinieri il vostro progetto? Una sinergia tra di voi sarebbe veramente fantastica. A proposito: come va la vostra APP? Ci sono aggiormaneti? Fammi sapere.

      Un caro saluto

      Nicola

I commenti sono chiusi