La classificazione doganale degli oggetti d’arte e da collezione

Foto di ddzphoto da Pixabay. Pixabay License Libera per usi commerciali Attribuzione non richiesta
Foto di ddzphoto da Pixabay. Pixabay License Libera per usi commerciali Attribuzione non richiesta

Come promesso in un mio precedente intervento, Le aliquote Iva dei beni artistici in Italia, cercherò di approfondire il tema, non semplice, delle classificazioni doganali dei beni artistici e da collezione.

La circolazione dei beni e delle persone fra i vari paesi oggi è parte della quotidianità ed è sempre più frequente la possibilità che, nel caso specifico, le opere d’arte varchino i confini nazionali per essere compravendute o trasportate all’estero (o dall’estero in Italia) per i più svariati motivi.

La natura stessa dell’opera fa si che la stessa “debba” poter essere trasferita, spostata o compravenduta con la maggiore facilità possibile senza troppi ostacoli (ma con le necessarie e dovute cautele) sia sul territorio nazionale che su quello estero, favorendone così anche la crescita del suo valore.

Quando si tratta di circolazione internazionale delle opere non si può prescindere dal dover approfondire i temi della normativa doganale e della normativa IVA che riguarda i beni artistici. La qualificazione e la classificazione del bene artistico diventano quanto mai importanti in particolar modo quando ci si avvicina ad un ambito come l’arte contemporanea, in continua evoluzione, sia per quanto attiene alle soluzioni immateriali e concettuali dell’arte sempre più spesso adottate che per la scelta dei materiali utilizzati, che possono dare adito a “confusioni” o “interpretazioni errate” delle norme doganali.

E’ indubbio che l’errata qualificazione e classificazione dei beni in Dogana conduce all’errata applicazione dei dazi doganali o all’errata applicazione del regime IVA, ostacolando così la più efficace circolazione dei prodotti artistici, incidendo, spesso negativamente, dal punto di vista fiscale sull’operazione posta in essere.

 

L’importazione delle opere e degli oggetti da collezione in Italia

 

Le norme del nostro ordinamento sull’importazione degli “oggetti d’arte, da collezione e d’antichità, sia in relazione all’IVA, sia in relazione ai dazi doganali, prevedono l’applicazione di specifiche disposizioni maggiormente vantaggiose rispetto alle norme impositive ordinarie previste per gli altri beni. Condizione necessaria è che i beni possano essere considerati “oggetti d’arte, da collezione o di antichità“…e sembra una cosa ovvia ma spesso non è così!

Abbonati subito a CdT PRO!

PER CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO DEVI ESSERE ABBONATO

PUOI ABBONARTI SUBITO A PARTIRE DA 40 € ALL'ANNO IVA INCLUSA!

 

ABBONATI ORA

 

SE HAI GIA' UN ACCOUNT, EFFETTUA IL LOGIN E PROSEGUI NELLA LETTURA: