Là dove osano i collezionisti

Gallerie, case d’asta, fiere ma anche mostre, musei ed esposizioni di varia natura e genere. Il Sistema dell’arte contemporanea è un mondo caleidoscopico che può abbagliare e far smarrire che vi si affaccia per la prima volta. Quando, anni fa, mi hanno chiesto di occuparmi di mercato dell’arte la sensazione che ho provato è stata quella di una leggera vertigine. Fresco di studi storico-artistici potevo conoscere i vari elementi del puzzle, ma non sempre mi risultavano chiare le interconnessioni di questo network articolatissimo che, come internet, avvolge, ormai, tutto il mondo. Per questo credo sia utile, prima di intraprendere l’affascinante viaggio nel mondo del collezionismo,  sedersi  comodamente al tavolino e studiare la mappa di questa “terra di mezzo” tra cultura ed economia.

Il planisfero del mercato dell'arte.Fonte: Artprice

Il planisfero del mercato dell’arte. Fonte: Artprice

Come si può vedere in questa mappa di Artprice, leader mondiale nei dati relativi al mondo delle aste e autore ogni anno di un importante report, il mercato dell’arte è una realtà globale in cui cultura e commercio si intrecciano in pericolose evoluzioni; dove lavorano e si muovono milioni di persone spinte dalle più varie aspirazioni. Una vera e propria multinazionale che ha le sue sedi principali a New York e Londra ma che, negli ultimi anni, si sta estendendo, come altre attività economiche, in Asia, in particolare in Cina e ad Hong Kong.

Per quanto articolato e complicato possa sembrare, la cosa rassicurante, almeno in questo primo approccio, è che questo sistema economico si fonda sempre sugli stessi elementi di base. Ma procediamo per gradi.

Tanto per cominciare, è necessario fare una prima distinzione tra due tipologie di mercato: quello primario, dove le opere d’arte vengono vendute per la prima volta, e quello secondario dove, invece, vengono vendute tutte le volte seguenti. Il confine tra queste due realtà è permeabile e capita spesso che gli operatori che lavorano in uno possano essere presenti anche nell’altro. Questo vale, in particolare, per le case d’asta che normalmente inseriscono in catalogo opere che sono già passate di mano altre volte ma che, sempre più spesso, vendono anche lavori che appaiono per la prima volta sul mercato, come è accaduto, ad esempio, per la versione dell’Urlo di Munch battuta all’asta il 2 maggio scorso per la cifra strabiliante di 119.9 milioni di dollari e che fino a quel momento era stata conservata dalla famiglia Olseg che l’aveva ricevuta in dono direttamente dall’artista.

La White Cube Gallery di Londra

La White Cube Gallery di Londra

Primario o secondario che sia, il vero protagonista del mercato dell’arte è il Mercante: un’etichetta che accomuna tanto i galleristi che gli intermediari e gli agenti degli artisti. A seconda del mercato in cui operano si parlerà di mercante primario o secondario ma resta comunque  lui il principale punto di riferimento per i collezionisti. In particolare se ha un suo spazio espositivo: la Galleria.

Come vedremo più avanti i mercanti che operano sul mercato primario, si comportano quasi come delle istituzioni culturali più che da commercianti: organizzano, per gli artisti che rappresentano, mostre ben curate e accompagnate da cataloghi; propongono programmi educativi e danno vita a progetti esterni. D’altronde il ruolo della Galleria, storicamente, va oltre quello della semplice vendita di un’opera: sono veri e propri centri di divulgazione culturale; sono loro, non dobbiamo dimenticarlo, che hanno contribuito all’affermazione dell’Impressionismo, del Cubismo e di tanti altri movimenti d’avanguardia. Diverso il discorso per i mercanti secondari ma di questo parleremo in un altro momento.

Strettamente connesso al mondo delle Gallerie è quello delle Fiere d’Arte. Ce ne sono un’ottantina in tutto il mondo anche se quelle realmente importanti sono molte meno. La Fiera dà la grande opportunità di avere a portata di mano Gallerie provenienti da varie parti del paese o del mondo, a seconda dell’importanza dell’evento. Gallerie che difficilmente una persona potrebbe visitare direttamente nella loro sede.

L'ingresso della Frieze Art Fair al Regents Park di Londra

L’ingresso della Frieze Art Fair al Regents Park di Londra

Negli anni le Fiere d’Arte si sono evolute moltissimo, trasformandosi da noiosi eventi commerciali a momenti vivaci, animati da una giusta dose di mondanità. Insomma: assieme alle settimane delle aste, alle Biennali e alle varie inaugurazioni, sono quei momenti che un collezionista deve avere in agenda perché, oltre agli acquisti, permettono di avere una panoramica più o meno completa delle nuove tendenze nel mondo dell’arte, di fare conoscenze interessanti e prendere contatti che potrebbero risultare utili in seguito.

Amate e odiate, le Case d’Asta sono, invece, entrate nel mondo dell’arte contemporanea alla fine degli anni Novanta e, come detto, pur operando principalmente sul mercato secondario non mancano di fare incursioni nel primario. Anzi, questo è un fenomeno le cui dimensioni si stanno ampliando a vista d’occhio e le principali case – Sotheby’s, Christie’s e Phillips de Pury -, alla costante ricerca di opere fresche per i propri clienti, non mancano di inserire nei propri cataloghi lavori mai apparsi sul mercato, opere di giovani artisti emergenti che possono raggiungere anche quotazioni molto elevate. E’ per questo che, anche se il terreno di caccia privilegiato dai collezionisti rimane il mercato primario, le aste serali che si tengono a New York e a Londra sono ormai state inserite in agenda come imperdibili.

Un'asta di arte contemporanea da Sotheby's

Un’asta di arte contemporanea da Sotheby’s

Ci sono, poi, i Consulenti d’Arte: il loro compito principale è quello di guidare il collezionista nelle sue scelte e di farlo accedere ad opere che, in  un mercato molto competitivo come quello dell’arte contemporanea, sarebbero altrimenti inarrivabili. Si tratta di una figura relativamente nuova all’interno del sistema dell’arte e non sempre molto amata dai collezionisti più puristi che ritengono che una collezione debba essere una cosa strettamente personale.  Non è difficile vederli collaborare con le banche di investimento che offrono ai propri clienti servizi di art advisor.

Chiudono il cerchio, infine: Internet, le mostre negli Istituti d’Arte – dove un collezionista dal buon occhio può pescare qualche nuovo talento – gli Atelier Aperti, punto d’accesso a quegli artisti che non sono rappresentati da nessun mercante, e le Aste di Beneficenza.

Questo, in estrema sintesi, il mondo in cui il collezionista si muove per soddisfare la propria passione. Un mondo che impareremo a conoscere attraverso storie e approfondimenti ma anche seguendo l’attualità di questo settore che, a differenza di altri campi del collezionismo d’arte, vive, muta e cresce attorno a noi.

2 Commenti

I commenti sono chiusi