La “Notifica” dimezza l’asta Pandolfini: ritirati 57 lotti

Una vista dell'esposizione dei lotti dell'asta di Pandolfini
Una vista dell'esposizione dei lotti dell'asta di Pandolfini

Una cosa del genere temo non si fosse mai vista sul mercato dell’arte italiano: 57 lotti su 111 ritirati dalla vendita perché “raggiunti” dalla notifica di dichiarazione di Interesse Culturale. E’ quanto è successo all’asta di Arte Moderna e Contemporanea di Pandolfini del 3 dicembre scorso a Milano, che ha visto la Soprintendenza di Roma che ha sottoporre, appunto, alla dichiarazione di eccezionale interesse storico artistico tutti i lotti in catalogo che erano contrassegnati con la provenienza da una importante azienda Italiana.

Si è trattato della dichiarazione della “notifica” di 57 lotti che sono stati vincolati come una unica eccezionale collezione dalla Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali in quanto il nucleo di opere che Pandolfini ha presentato in catalogo nella sua sessione di Arte Moderna e Contemporanea a Milano «rappresenta la tangibile testimonianza di una delle più interessanti operazioni di mecenatismo industriale illuminato nell’Italia che si affacciava agli anni del boom economico” ed ancora “perché le opere elencate si configurano come una collezione d’arte dalle specifiche e ben peculiari caratteristiche rivestendo un eccezionale interesse per le circostanze che ne hanno determinato la formazione e per la molteplicità degli ambiti interdisciplinari implicati».

Questo è quanto si legge nella nota che la casa d’aste fiorentina ha inviato oggi alla stampa e contenente anche il commento dell’Amministratore delegato di Pandolfini Pietro De Bernardi: «Anche se per noi naturalmente questa situazione ha comportato da un lato il ritiro dalla vendita di tutte le opere coinvolte con evidenti problemi di ordine economico e organizzativo, dall’altro le motivazioni con cui la Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali ha provveduto ad avviare il procedimento di dichiarazione di eccezionale interesse culturale ci rendono orgogliosi di aver gestito e presentato una collezione così importante per il panorama culturale Italiano».

Una magra consolazione, considerato anche l’ottimo andamento che comunque ha avuto l’asta che si è regolarmente svolta nella sede milanese della casa d’aste in Via Manzoni, confermando la tendenza già ben nota di una notevole effervescenza del mercato con aggiudicazioni di rilievo e con offerte molteplici che sono giunte dai tanti clienti collegati al telefono e sulla piattaforma Pandolfini Live. Fra le aggiudicazioni da segnalare è la vendita per 613.000 euro di Trophée, un olio su tela eseguito tra il 1928 e il 1929 da Giorgio de Chirico. L’opera che doveva con ogni probabilità, visto il formato, essere un sovraporta per la sala di casa Rosemberg, ha una ricca bibliografia e un’importante vicenda collezionistica che la porta a riapparire in Italia solo negli anni sessanta.

Da registrare anche il successo di Ottone Rosai, il dipinto L’Incontro è passato di mano a 62.500 euro, oltre quattro volte la stima minima, alla fine di una combattuta competizione tra un compratore in sala e i telefoni, e il grande interesse riservato da parte del pubblico per Concetto Spaziale, una carta, penna, buchi e strappi che Lucio Fontana ha eseguito nel 1949 che ora è in una nuova collezione per 32.500 euro. Bene anche La Laguna Bianca, un olio su tela del 1954 di Renato Birolli che ha raddoppiato la stima di partenza
chiudendo a 30.000 euro.

© 2018, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

Lascia un commento