La nuova vita della collezione Sanders

Il prossimo 16 aprile, nel mondo del collezionismo internazionale, sarà certamente ricordato come un giorno storico. Nella sede di Amsterdam di Christie’s, infatti, andrà all’asta la collezione di Piet e Ida Sanders, una delle più importanti al mondo. Naum Gabo, Armando, Jan Shoonhoven, Lucio Fontana, Karen Appell, Marino Marini, Corneille, Anish Kapoor, Christo, Barbara Hepworth e Gibert&George sono solo alcuni degli autori le cui opere compongono un catalogo di oltre 200 pezzi che vanno dai 500 ai 500 mila euro e che, secondo gli esperti della casa d’aste, potrebbero portare ad un risultato finale di circa 3 milioni di euro. Duecento pezzi che rappresentano il cuore di una collezione iniziata quasi settant’anni fa e che ha visto, nel tempo, accumularsi un numero impressionante di opere di arte moderna e contemporanea, di oggetti etnografici e di modelli architettonici che, via via, sono andati ad arricchire le raccolte di alcuni dei più importanti musei olandesi.

Piet e Ida Sanders fotografati all'interno dello Stedelijk Museum di Amsterdam

Piet e Ida Sanders fotografati all’interno dello Stedelijk Museum di Amsterdam

Sì, perché, come ricorda l’ex direttore del Kröller-Müller Museum di Otterlo, Evert van Straaten, nella sua introduzione al catalogo di Christie’s: «Piet e Ida Sanders sono stati ardenti collezionisti e donatori. Entrambi riponevano una grande fiducia nell’arte visuale, la cui conoscenza era radicata nella loro formazione tanto da aver cominciato a comprare arte fin dall’inizio, sempre da artisti nuovi e mai sopra un certo livello di prezzo. Il contatto personale e la discussione con gli artisti era per loro essenziale; li avvicinava al mondo delle idee dal quale queste opere erano nate».

Un passaggio, quello citato, che riassume in poche parole un modo di collezionare che oggi, nell’era dell’acquisto d’arte inteso come investimento, può apparire forse un po’ demodé ma che, invece, rappresenta la quintessenza del vero collezionismo, l’incarnazione dell’amore per l’arte. Un amore che nasceva da un entusiasmo contagioso, in grado di influenzare, stimolandola, la carriera di tanti degli artisti che sono entrati in contatto con loro.

Ida Sanders nel salotto della sua abitazione. Salotto disegnato da Bakema

Ida Sanders nel salotto della sua abitazione. Salotto disegnato da Bakema

La collezione di Piet e Ida Sanders, non a caso, rispecchia a pieno il loro modo di essere, il loro desiderio di conoscenza e di approfondimento, come sottolinea ancora Van Straaten, ma anche la loro grande generosità che li ha spinti a condividere con il pubblico tutto ciò, la loro fonte di ispirazione, rendendola accessibile grazie alle donazioni fatte al Kröller-Müller Museum, al World Museum di Rotterdam o al Stedelijk Museum di Shiedam (la loro città) – tanto per fare alcuni nomi – oltre che finanziando iniziative che portavano l’arte negli spazi pubblici. La scultura di George Rickey che potete ammirare nel cuore di Rotterdam, ad esempio, non sarebbe mai arrivata lì senza la loro mediazione. Sempre con la stessa volontà di portare l’arte vicino alla gente, Piet Sanders ha dato vita alla collezione dell’Università di Rotterdam, dove insegnava legge. Un raccolta universitaria che, inizialmente, comprendeva solo grafica d’arte ma che oggi conta oltre 1500 pezzi tra dipinti, sculture e fotografie, tutti allestiti in uno spazio creato appositamente. E sempre grazie al professor Sanders, l’Università può vantare oggi uno splendido dipinto di Karel Appel sulla facciata.

Una particolare della cucina di casa Sanders con, sullo scaffale, una piccola scultura di Marino Marini

Una particolare della cucina di casa Sanders con, sullo scaffale, una piccola scultura di Marino Marini

La forza motrice di tutto ciò? La curiosità per il non conosciuto e il desiderio di guardare da vicino giovani artisti che danno vita a nuove idee e nuove forme. Sono queste, probabilmente, le caratteristiche peculiari di cui si nutriva l’istinto dei coniugi Sanders che amavano essere sempre circondati dalla loro collezione che, non a caso, era custodita nella loro abitazione dove, in quasi mezzo secolo, hanno raccolto dipinti, disegni e sculture, arte tribale e oggetti d’antiquariato. Proprio per questo uno dei loro criteri di scelta era quasi banale: l’opera da comprare doveva far parte della loro vita quotidiana. Da qui, una collezione in cui troviamo numerose sculture di piccole dimensioni, proporzionate a quelle della loro casa. E proprio per celebrare questo amore, ed in ricordo di Ida Sandes, scomparsa nel 2010, lo Stedelijk Museum di Shiedam ha organizzato, lo scorso anno, un mostra intitolata “Piet en Ida Sanders. Een Leven met Kunst” (Piet and Ida Sanders. A Life With Art). E mai un titolo fu più azzeccato direi…

Adesso, questo mondo fatto di passione, curiosità e legami umani fortissimi, si è concluso. Il professor Pieter (Piet) Sanders, figura di spicco nello sviluppo del sistema internazionale dell’arbitrato commerciale per ben 65 anni (a lui si deve, in gran parte la cosiddetta Convenzione di New York del 1958) e uno dei 200 collezionisti più importanti al mondo, ci ha lasciato il 27 settembre scorso, pochi giorni dopo il suo centesimo compleanno che lo aveva visto, sempre presso lo Stedelijk Museum di Shiedam, presiedere l’apertura di una mostra di opere dalla sua collezione e pronunciare con voce profonda, durante la cerimonia di inaugurazione, una frase che prelude a quanto avverrà il 16 aprile prossimo ad Amsterdam: «Quando me ne sarò andato, Christie’s dovrà venderne un bel po’, ricordatevelo!».

Uno altra immagine dell'interno di casa Sanders. Alle pareti si vedono un'opera di Piet Mondrian e Nature Morte avec Rose di Gino Severini.

Uno altra immagine dell’interno di casa Sanders. Alle pareti si vedono un’opera di Piet Mondrian e Nature Morte avec Rose di Gino Severini.

Un’idea, quella di vendere tutto all’asta dopo la propria morte, maturata già anni addietro e confidata proprio a Evert van Straaten che oggi ricorda l’evento nel suo intervento di apertura del catalogo di: «Qualche anno fa, dopo la morte di Ida, Piet Sanders mi disse che dopo la sua morte, intendeva offrire all’asta quello che rimaneva dalla loro collezione, in mezzo alla quale avevano passato gli ultimi anni della loro vita. In questo modo le opere d’arte avrebbero funzionato in modo diverso rispetto a come avrebbero fatto rimanendo di pubblico dominio». Un “testamento” degno di questo grande collezionista e mecenate che, vedendo il termine della sua vita avvicinarsi, non poteva che non desiderare di passare il testimone ai collezionisti futuri, donando nuova vita a quelle opere che tanto avevano rappresentato durante la sua esistenza. E qui non possiamo che unirci alle parole usate da Jan Paulsson – presidente dell’ICCA – International Congress and Convention Association – per salutare il professor Sanders:

«1912-2012. Un gigante ci ha lasciati, ma con calma e avendo rappresentato un esempio incomparabile di vita vissuta a pieno, lasciandoci in eredità un contributo sostanziale per la comunità internazionale, e un duraturo modello di eleganza, di comportamento e di gioia contagiosa. Probabilmente non ha mai desiderato un momento di silenzio, così lasciate che i nostri spiriti di librino nel ricordare l’uomo gioioso e il suo costante incoraggiamento ed allegria.

Che la tua vita sia di esempio per tutti coloro che si avvicinano al collezionismo. Goodbye Mr Sanders!

Nella Gallery alcune delle opere protagonista della evening sale del 16 aprile da Christie’s Amsterdam:

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