La scultura “Panna e Lumache” raccontata da Andrea Massaioli

Andrea Massaioli, Panna e Lumache, 2005. Scultura in ceramica, 16 x 22 x 12,5 cm. Courtesy: l'artista.
Andrea Massaioli, Panna e Lumache, 2005. Scultura in ceramica, 16 x 22 x 12,5 cm. Courtesy: l'artista.

Andrea Massaioli è nato nel 1960 a Torino, dove vive e lavora. Il lavoro di Andrea è focalizzato sui linguaggi della pittura e della scultura, di cui rivisita generi e tecniche in chiave a volte poetica e lirica in altre più visionaria. La base della sua poetica è una visione olistica della realtà dove oggetti, cose quotidiane, esseri animali e vegetali, organi genitali… sono isolati e trasformati in nuovi totem, figure apotropaiche, emblemi di una profonda e ambigua relazione tra il mondo umano e quello naturale, bussole che possono orientarci verso nuove visioni.

Invitato a partecipare in collettive nazionali e internazionali, segnaliamo tra queste What can we see from silk road (7th Beijing International Art Biennal, National art Museum of China / Beijing, 2017); FAR OFF 2017 (1 Koffer Kunst, Art Fair Köln, Germania, 2017); HERE (Cavallerizza Reale, Torino, 2017); Deep blue (Palazzo Botton e Castello di Castellamonte, Torino, 2016); IMPOSSIBILE (Galleria Spaziobianco, Torino, Palazzo Giorgi, Ospedale Medioevale, Badia di San Fedele, Poppi, Arezzo, 2016);  HERE (Cavallerizza Reale, Torino, 2016); Imago Mundi – Luciano Benetton Collection: Praestigium Italia (Fondazione Sandretto, Torino, 2015); Nel blu dipinto di blu. Da Yves Klein a… (Museo MACA, Acri, Cosenza, 2015).

Project Marta – Monitoring Art Archive – un servizio che, a partire dall’intervista con l’artista, realizza una scheda tecnica completa di tutte le informazioni utili a conoscere in profondità le opere d’arte –  ha raccolto tecniche e materiali in particolare per due tipologie di lavori, sculture e dipinti. Oggi vi presentiamo parte dell’intervista realizzata per Panna e Lumache, una scultura in ceramica realizzata nel 2005, di piccole dimensioni, 16 x 22 x 12,5 cm, raffigurante tre lumache immerse in una spruzzata di panna montata, nella quale sembrano nuotare e affondare.

Andrea Massaioli

Andrea Massaioli

Benedetta Bodo di Albaretto: In molti casi nel tuo lavoro la componente figurativa è un pretesto e i materiali ed il colore sono i veri protagonisti… vale anche per Panna e lumache?

Andrea Massaioli: «Certo e riuscire ad ottenere la panna in ceramica è un’operazione altamente alchemica, bisogna passare attraverso diversi stati della materia, rendere la terra liquida ma non troppo, eliminare le bolle d’aria… si tratta di una tecnica veramente particolare, volta ad ottenere attraverso varie cotture (terzo fuoco) una superficie a lustri, luminescente e preziosissima. In genere gli elementi naturali sono lo spunto iniziale, ma risultano sempre collegati ad un elemento biografico, una natura che non solo mi circonda, ma di cui sono partecipe, in qualche modo ne sono “investito”. Le lumache – in particolare le limacce, non le chiocciole – trovate nel mio giardino, appartengono ai fasti di un sottobosco da riscattare, nella preziosità della forma e nella sostanza filosofica dell’Essere. Come in un curioso ossimoro, lumache e panna sono avvicinate, tra splendore e repulsione, in un imprevedibile slittamento di senso, cromatico e gustativo, solido e liquido, ludico e metafisico».

B.B.: Molti tuoi lavori – penso ai dipinti, ai disegni – raccontano storie a partire, appunto, da elementi naturali o del quotidiano. Nel caso delle lumache mi hai raccontato che sono delle presenze fisse nella tua casa in campagna e che sono diventate delle “modelle”. C’è qualche cosa in particolare che vorresti venisse notato e compreso dal pubblico e dagli operatori per Panna e lumache?

A.M.: «Il tema delle lumache è iniziato tanti anni fa e continua a pulsare sempre in nuove varianti e tecniche artistiche. Sono un soggetto ideale per me perché possono aiutare ad aprire dimensioni molto diverse: a volte ludiche altre inquietanti, metafisiche o erotiche, oppure ironiche… Il loro essere così primitivo mi incute timore e rispetto».

Andrea Massaioli, Panna e Lumache, 2005. Scultura in ceramica, 16 x 22 x 12,5 cm. Courtesy: l'artista.

Andrea Massaioli, Panna e Lumache, 2005. Scultura in ceramica, 16 x 22 x 12,5 cm. Courtesy: l’artista.

B.B.: Hai sperimentato e selezionato materiali e colori differenti, in questo caso suppongo che il riferimento sia all’aspetto della panna stessa, ma in generale puoi raccontarmi come li scegli e che risultato ti aspetti?

A.M.: «Più che sperimentare materiali nuovi si tratta di sperimentare nell’ambito di ciò che è permesso da questa tecnica, passando attraverso continue prove e fallimenti, facendo lievitare e setacciare la terra in certi modi, abbinando e accostando colori di cui non puoi prevedere il risultato finale… sempre fermo restando che non sono un ceramista, ma un artista che usa la ceramica in prima persona senza delegare ad altri il lavoro. Panna e lumache è una scultura realizzata con ceramica bianca a terzo fuoco, la cui superficie è stata cotta con lustro madreperlaceo. La prima difficoltà che mi son trovato ad affrontare è stata quella di trasformare la terra in panna, ma anche affrontare la fragilità e la sottigliezza di alcune parti del corpo di questi animali, come le antennine non è cosa facile, perchè nel momento della cottura anche piccole bolle d’aria possono far esplodere queste parti così delicate».

B.B.: Conservazione e manutenzione preventive: sei solito lasciare indicazioni per garantire una corretta gestione dei tuoi lavori?

A.M.: «Se non esposta conviene riporla sotto una teca in modo che la polvere non si accumuli. Non tenerle al gelo, le temperature sotto zero potrebbero creparle. Fragilissima nel trasporto, consiglio affidarsi ad un trasportatore fidato come Fabrizio Musso, che realizza casse su misura rivestita di poliuretano espanso».

Andrea Massaioli, Panna e Lumache, 2005. Scultura in ceramica, 16 x 22 x 12,5 cm. Courtesy: l'artista.

Andrea Massaioli, Panna e Lumache, 2005. Scultura in ceramica, 16 x 22 x 12,5 cm. Courtesy: l’artista.

B.B.: In generale ed in questo caso specifico, hai mai avuto problemi riguardo il modo in cui i tuoi lavori sono stati esposti al pubblico?

A.M.: «Ho prodotto anche altre ceramiche di piccole dimensione, con il rischio furti sempre in agguato, per cui in alcuni casi applico un biadesivo alla base della scultura per assicurarla al sostegno espositivo, se la base è compatta, ma non è il caso di Panna e lumache. Questo genere di sculture purtroppo spinge la gente a desiderare di toccarle, cosa pericolosissima per la ceramica, data la sua fragilità, e soprattutto nel caso della ceramica a biscotto – dunque non invetriata, come per tutta la mia serie di Neonate – per cui il sudore della mano può essere assorbito dalla superficie macchiandola. In questi casi, le mie opere vanno movimentate indossando guanti bianchi».

B.B.: Le tue sculture richiedono condizioni espositive particolari, ad esempio una base di appoggio specifica (ed in caso, è in dotazione oppure no?), una sequenza all’interno della serie, una visione a 360°?

A.M.: «Nel caso di Panna e lumache è consigliabile una visione a 360°. L’opera non dispone di una sua base di appoggio specifica, una buona opzione espositiva nelle mostre, ma i privati generalmente non la usano. A questi consiglio sempre una protezione tipo box o campana in plexiglass, per proteggere la scultura da deposito di polvere e per prevenire danni accidentali».

1 Commento

  • Bruno ha detto:

    Bruno grossetti fan e sponsor della prima ora ,applaude il massa e curioso lo contatterà Ewwiwa L essere arte !

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