L’acquisto di opere d’arte: implicazioni fiscali

In Italia il rapporto tra mondo dell’arte e fisco non sempre è idilliaco. Qualcosa è cambiato recentemente, con l’introduzione dell’art bonus, ma ancora resta tanto da fare per rendere il nostro mercato un luogo in cui si può serenamente acquistare arte. Ce ne parla il dott. Marco Bodo in questo video, registrato  in occasione della Art & Law Conversatioin:“Il Mercato dell’arte oggi: nuove sfide economiche e legali”, incontro organizzato da BusinessJus, il network di avvocati partner storico di Collezione da Tiffany, si è tenuta il 5 novembre scorso  presso la Casa d’Aste Sant’Agostino di Torino.

4 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    D'accordo sulla relazione, ma se io artista mi propongo alla Sant'Agostino e nessuno mi risponde, poi faccio la stessa proposta a Londra e mi rispondono anche se non parlano la mia lingua, mi fanno una perizia e mi incentivano, perché mai devo tenere la mia arte in Italia ? SA http://armellin.blogspot.com

  • Anna Castoro ha detto:

    Quello che di ce Stefano Armellin è giusto. In Italia imperversa ormai già da tempo un’ apatia, un pressapochismo e sfiducia, anche negli addetti ai lavori. Non si prendono la briga di approfondire, conoscere un artista,investire su di lui. Non a caso sono le Case d’Asta londinesi ad aver segnalato di recente che in Italia ci sono ottimi artisti, non valorizzati.

  • Adriano Caverzasio ha detto:

    E’ il cattivo costume di quasi, ma potrei dire tutte, le gallerie italiane non rispondere agli artisti nemmeno per fissare un appuntamento presso di loro. L’artista viente subissato da e-mail solo per invitarlo a partecipare ad inutili collettive, senza logica, ma dietro cospicui compensi.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Sfortunatamente non credo sia un “cattivo costume” solo italiano. Recenti studi, infatti, hanno messo in evidenza come nel Regno Unito il 70% degli artisti non esponga perché gli viene chiesto di pagare per farlo. L’unico consiglio che mi sento di dare è di valutare attentamente da chi proviene l’offerta: se è solo uno spazio che offre le proprie pareti direi di evitare assolutamente. Se invece l’offerta viene da uno spazio che, comunque, offre un pacchetto credibile di promozione (partecipazioni a fiere ecc.) potrebbe essere un’occasione per investire su noi stessi. Ovviametne state attenti al curriculum della galleria: è bene che sia una struttura riconosciuta dal sistema e seria (informatevi a giro), perchè non di rado capitano offerte molto allettanti che si tramutano, alla fine, in grandi fregature. Poi, sono d’accordo con lei: il gallerista che fa il suo mestiere non dovrebbe farsi pagare dall’artista. Ma un po’ la crisi, un po’ il fatto che tanti galleristi sono improvvisati portano a questa situazione. Auguri.

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