Le proposte di ANGAMC per sostenere la filiera artistica

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Come abbiamo visto la scorsa settimana, l’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, ha inviato una lettera al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, per sollecitare un immediato confronto su temi strategici per un settore duramente colpito dalla prolungata chiusura degli spazi espositivi e dalla sospensione degli eventi fieristici; provvedimenti che hanno aggravato ulteriormente un mercato già in sofferenza a causa di norme restrittive e anacronistiche che non trovano corrispondenza nei concorrenti paesi esteri. (Leggi anche -> Angamc scrive a Franceschini: servono risposte concrete e immediate alla gallerie)

Preso atto dei provvedimenti adottati dal Governo per fare fronte alla grave emergenza sanitaria che ha colpito anche il nostro Paese e atteso l’avvio della “Fase 2”, il presidente Mauro Stefanini e il Consiglio direttivo dell’Angamc hanno così inviato una lettera nella quale, dopo aver evidenziato le attuali criticità del settore,  hanno formulato alcune proposte finalizzate a consentire una ripartenza del settore. I

n particolare, le proposte riguardano l’estensione dell’Art Bonus, l’applicazione dell’iva agevolata al 10% anche sulle fatture emesse da parte dell’intermediario all’acquirente, la riduzione dell’iva sulle importazioni e la sospensione, solo per l’annualità 2020, dei versamenti del diritto di seguito. Riportiamo nel dettaglio le misure agevolative richieste al Governo per aiutare le Gallerie d’arte a superare questo momento di emergenza.

Art Bonus

Al fine di sostenere gli artisti contemporanei si auspica l’estensione della pratica dell’Art Bonus relativamente all’acquisto di opere originali di artisti italiani viventi.

IVA | primo mercato

Le cessioni del primo mercato ovvero la prima cessione dell’opera effettuata direttamente dall’autore. In questo caso la differenza di aliquota applicata sulle fatture (il 10% su quella emessa dall’artista all’intermediario, il 22% su quella emessa dall’intermediario all’acquirente) oltre a ridurre il margine degli intermediari a discapito della concorrenza abbatte la neutralità dell’imposizione obbligando questi al versamento di un debito inesistente (considerando fisso il prezzo finale a cui il collezionista acquista l’opera).

Si ritiene più corretta ed equa, pertanto, l’applicazione della medesima aliquota agevolata del 10% alle operazioni del primo mercato e quindi sia sulle fatture emesse dall’artista all’intermediario che su quella emessa dall’intermediario all’acquirente.

IVA | importazioni

L’aliquota IVA all’importazione per le opere d’arte è fissata al 5% nel Regno Unito e al 5,5% in Francia. Una differenza di 100% o quasi tra le aliquote domestiche e quelle degli Stati più competitivi per le opere destinate alla vendita in Europa da paesi terzi indebolisce la posizione concorrenziale degli operatori italiani.

Abbassamento dell’aliquota IVA sulle importazioni di opere d’arte dal 10% al 5%.

Applicazione dell’IVA ridotta sulle importazioni anche da parte soggetti non residenti che importano opere in Italia.

Diminuzione dell’IVA sulle cessioni da artisti, eredi e legatari al 5%.

Diritto di seguito

Il Diritto di seguito è stato al centro di una annosa questione sfociata alla fine in un vademecum SIAE che ha certamente risolto alcune interpretazioni lasciando però sul tavolo numerose problematiche irrisolte tra cui la disparità di trattamento tra galleria e case d’asta circa la possibilità di utilizzazione del regime IVA del margine.

In attesa del proseguimento dell’interlocuzione istituzionale necessaria per discutere di tali questioni si chiede, per il solo 2020, la sospensione dei versamenti del diritto di seguito.