L’importanza di una regolamentazione scritta nei rapporti tra gallerie e artisti

Foto di rawpixel da Pixabay

I rapporti di collaborazione intercorrenti tra artisti e gallerie d’arte sono basati, il più delle volte, su meri accordi verbali. Tale consuetudine comporta non pochi rischi sia per il gallerista che per l’artista. A parte, infatti, l’importanza che è possibile riconoscere o attribuire a un rapporto incentrato su stima e fiducia reciproche, è bene tenere presente che si tratta pur sempre di relazioni commerciali che attengono agli interessi economici di entrambe le parti. Ed è proprio alla luce di questa considerazione che si ravvisa, per il rapporto tra galleria e artista, l’inevitabile necessità di una regolamentazione scritta che ne disciplini gli aspetti principali.

Le tipologie di contratto alle quali è possibile fare ricorso sono molteplici e variano a seconda che l’oggetto dell’accordo sia inerente alla creazione, alla circolazione o alla fruizione dell’opera d’arte. Al di là delle peculiarità delle varie tipologie indicate, sussistono alcuni elementi comuni alle diverse fattispecie contrattuali ai quali è consigliabile prestare particolare attenzione.

Abbonati subito a CdT PRO!

PER CONTINUARE A LEGGERE QUESTO ARTICOLO DEVI ESSERE ABBONATO

PUOI ABBONARTI SUBITO A PARTIRE DA 40 € ALL'ANNO IVA INCLUSA!

 

ABBONATI ORA

 

SE HAI GIA' UN ACCOUNT, EFFETTUA IL LOGIN E PROSEGUI NELLA LETTURA: