Iraq: alla Biennale di Venezia per salvare la cultura del Paese

Phille Van Couteren
Phille Van Couteren

Phille Van Couteren è stato nominato curatore del Padiglione Nazionale dell’Iraq alla Biennale di Venezia. Van Cauteren è attualmente il direttore artistico dello S.M.A.K. Museo di Arte Contemporanea di Ghent e nel 2013 ha co-curato il Padigline del Belgio. Per questa occasione punterà a realizzare «un Padiglione che entri in risonanza con i nobili scopi dell’identità irachena che vanno ben oltre i fragili confini del Paese», come ha spiegato il curatore stesso nel comunicato stampa inviato dalla Fondazione Irachena per la Cultura Contemporanea RUYA.

L’impegno di Van Cauteren a coltivare e potenziare gli artisti iracheni si estende anche al di là della Biennale. «La mostra nel Padiglione costituirà l’inizio di un rapporto costante con Ruya –   ha spiegato -. Insieme lavoreremo per permettere ad una nuova generazione di artisti iracheni di trascendere la loro geografia e prosperare su scala globale».

Tamara Chalabi, Ha detto il presidente di Ruya, ha aggiunto: «Philippe Van Cauteren è nella giusta posizione per esplorare i terreni complicati dell’Iraq, avendo lavorato in diversi contesti internazionali ed avendo allargando ulteriormente l’attenzione artistica dello SMAK. In questo momento molto critico per l’esistenza dell’Iraq, ritieniamo che la presenza di un padiglione nazionale dell’Iraq a Venezia fungerà da ambasciatrice cruciale per la resistenza della cultura contemporanea irachena».

In concomitanza con la mostra di Venezia, Ruya sta producendo un libro in collaborazione con Mousse Publishing. La mostra sarà allestita allo S.M.A.K. nella primavera 2016.

1976: la prima volta dell’Iraq in Laguna

La prima partecipazione dell’Iraq alla Biennale di Venezia risale al 1976, poi trent’anni di conflitti hanno impedito agli artisti iracheni contemporanei di presentare il loro lavoro per un padiglione iracheno alla Biennale. Questo fino al 2011 e alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte dove il Paese ha presentato un suo Padiglione con 6 artisti da due generazioni, che comprendevano diverse discipline artistiche (pittura, performance, video, fotografia e installazione).