Aste: si riparte da Londra e l’Italia è subito protagonista

Cresce l’interesse del collezionismo internazionale per l’arte italiana. E dopo un 2014 che potremmo definire storico, anche solo alla luce delle Italian Sale dell’ottobre scorso, le prime aste dell’anno, in programma a Londra la prossima settimana, parlano molto italiano: maestri storici come Fontana, Boetti o Gnoli. Ma anche qualche talento emergente come Matteo Pugliese (n. 1969) e, soprattuto, il giovanissimo Gabriele De Santis (n. 1983) che debutta in asta nella day sale di Phillips de Pury in compagnia del ben più rodato Francesco Vezzoli (n. 1971) che compie, invece, il 70° passaggio in asta. E questa è, se si vuole, la vera notizia perché, sinceramente, è la prima volta che vedo un nostro artista nato dopo il 1980 presente in un’asta internazionale.

 

Nelle Day Sale a caccia di talenti emergenti

 

Se le Evening Sale sono, per tradizione, le aste di punta, con cataloghi frutto di una selezione strettissima. Le Day Sale, pur mantenendo una buona qualità media, hanno le maglie più larghe e cataloghi molto più ampi che superano anche i 200 lotti. In queste sessioni d’asta si possono trovare le opere minori dei maestri storici del contemporaneo,  messi in vendita con quotazioni più contenute. Se scorrete le centinaia di lotti messi all’incanto nelle aste diurne di Sotheby’s (11/02) e di Christie’s (12/02), ad esempio, troverete circa una ventina di opere di artisti storicizzati italiani inserite in catalogo a stime ben lontane da quelle che si trovano nelle aste serali: Bonalumi, Clemente, Melotti, Pomodoro, Gnoli. E non mancano neanche dei Boetti con stime tra le 8000 e le 25 mila sterline. Setacciando bene i due cataloghi salta fuori persino una Combustione di Burri del 1957, in catalogo con un prezzo di 40-60 mila sterline. Come un lavoro di Cattelan e un piccolo dipinto di Rudolf Stingel. Solo Lucio Fontana ha prezzi un po’ più alti.

Alberto Burri, Combustione, 1956. In catalogo da Christie's nella Day Sale del 12 febbraio con una stima di 40-60 mila Sterline (Lotto 169)

Alberto Burri, Combustione, 1956. In catalogo da Christie’s nella Day Sale del 12 febbraio con una stima di 40-60 mila Sterline (Lotto 169)

Si tratta però di opere – passatemi il termine – di seconda scelta. Per questo, ma è una mia opinione personale, in queste sessioni d’asta è meglio orientare la propria attenzione sui giovani in catalogo, così da accaparrarsi, per le stesse somme, lavori sicuramente più significativi all’interno della carriera dell’artista. Poi, ovviamente, dipende dagli interessi e dal tipo di collezione che si intende mettere insieme. Comunque, è proprio “frugando” tra tutti questi nomi storici dell’arte contemporanea italiana che appare una scultura di Matteo Pugliese: lotto 223 nella day sale di Sotheby’s.

Matteo Pugliese, Custode Samurai VIII, 2003. In asta nella Day Sale di Sotheby's il 12 febbraio con una stima di 15,000-20,000  sterline. (Lotto 223)

Matteo Pugliese, Custode Samurai VIII, 2003. In asta nella Day Sale di Sotheby’s il 12 febbraio con una stima di 15,000-20,000 sterline. (Lotto 223)

Classe 1969, questo artista milanese ha debuttato nel 2001 con una mostra autofinanziata per poi, da lì ad un anno e mezzo, tenere la prima esposizione “ufficiale” presso una galleria di brera a Milano e, pochi mesi dopo, una personale a Bruxelles. E’ l’inizio di una rapida carriera che, oggi, vede i suoi lavori esposti in permanenza sia in gallerie italiane che estere : Roma, Hong Kong, Londra, Bruxelles, Lugano e l’Aja. Oltre ad essere presentati – dalle verie gallerie che lo seguono – alle fiere d’arte nazionali ed internazionali di maggior rilievo, dalla Hong Kong Art Fair ad Arte Fiera, passando per la spagnola Arco e la francese Fiac. Negli ultimi anni  una decina di suoi lavori della serie Extra Moenia sono già passati in asta, raggiungendo risultati significativi: nel febbraio 2014 una sua scultura del 2012 – Zeitgeist – è stata venduta a Londra da Sotheby’s per 27.500 £ e il 17 ottobre 2014 l’opera Evasione (2008) è stata aggiudicata da Bonhams 18.750 £. Per capire come si sta sviluppando il suo mercato, nel 2009, un’opera simile a quelle appena citate, era stata battuta da Pandolfini per poco più di 9000 sterline. Sarà interessante vedere come andrà con il suo Custode Samurai VIII (2003) in catalogo con una stima di 15-20 mila £, anche perché, se non erro, questa è la prima opera della serie dei Custodi a passare in asta.

Gabriele de Santis, Untitled, 2014. In asta da Phillips de Pury nella Day Sale del 13 febbraio con una stima di £8,000 - 12,000  (Lotto 107)

Gabriele de Santis, Untitled, 2014. In asta da Phillips de Pury nella Day Sale del 13 febbraio con una stima di £8,000 – 12,000 (Lotto 107)

Ma se Pugliese è comunque un nome noto e il suo mercato è in costante crecita, quello di Gabriele De Santis (n. 1983) è decisamente una new entry per il mondo delle aste. Specie se paragonato a Francesco Vezzoli (n. 1971), presente nello stesso catalogo con l’opera Enjoy the New Fragrance (Frida Kahlo for Greed) del 2009. Rapprentato dalla Frutta Gallery di Roma, De Santis ha una formazione internazionale e un linguaggio concettuale non privo di ironia nel dirci che non tutto ciò che appare esiste realmente. La sua ultima serie di lastre di marmo dipinte – a cui appartiene anche l’Untitled (2014) in asta da Phillips (Stima: 8000-12000 £) – è stata molto apprezzata per il grade equilibrio tra consistenza, forma e colore. Vedremo come sarà accolta dal pubblico dell’asta del 13 febbraio, ma una cosa è certa: il mercato dell’arte italiana sta vivendo un periodo di vera gloria.  Peccato non si possa dire lo stesso del mercato italiano dell’arte.

 

Le evening sale parlano italiano

 

Ma veniamo a quelle che sono le vere protagoniste della prossima settimana: le aste serali o evening sale che dir si voglia. Ancora una volta, nei cataloghi c’è tanta Italia. Apre le danze Sotheby’s che nell’asta  del 10 febbraio prossimo metterà in vendita un catalogo di 77 opere. Delle tre evening sale in programma a Londra, quella in New Bond Street è certamente l‘appuntamento da cui ci si possono attendere i risultati più sorprendenti, grazie anche a tre lotti di punta di altissima qualità, tra i quali spicca un rarissimo Concetto Spaziale, Attese bianco di Lucio Fontana a 23 tagli su due registri, datato 1965. L’opera, acquistata da un collezionista svedese nel 1966 alla Pierre Gallery di Stoccolma, torna sul mercato, dopo 50 anni di assenza con una stima di 5-7 milioni di sterline. Un capolavoro unico: al mondo esiste solo un altro lavoro bianco con un così grande numero di tagli. A suo fianco altre 8 opere italiane tra le quali: Dittico Bianco (1968) di Enrico Castellani e una Mappa (1983) di Alighiero Boetti, entrambe in catalogo con una stima di 800.000-1.200.000 sterline. Da seguire anche l’Untitled (1994) di Rudolf Stingel, che parte da una stima di 400-600 mila sterline e che fa parte di un gruppo di monocromi argentati realizzati dall’artista tra 1989 e il 1994.

Enrico Castallani, Dittico Bianco, 1968. In catalogo nella Evening Sale di Sotheby's il 10 febbraio prossimo con una stima di 800.000-1.200.000 £ (Lotto 21)

Enrico Castallani, Dittico Bianco, 1968. In catalogo nella Evening Sale di Sotheby‘s il 10 febbraio prossimo con una stima di 800.000-1.200.000 £ (Lotto 21)

Punta a raggiungere i 95 milioni di sterline Christie’s che l’11 febbraio batterà 65 opere. Dopo il successo di Eyes Wide Open: An Italian Vision del febbraio scorso (un totale di 38.4 mln di sterline e 13 record d’artista), il catalogo della evening sale di Christie’s comprende un 15% di artisti italiani, tra i quali: Michelangelo Pistoletto, Donna nuda che avvita una lampadina (stima: £800,000 – £1,200,000); Domenico Gnoli, Inside of Lady’s Shoe, 1969 (stima: £1,500,000 – 2,000,000); Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese (il sole), 1959 (stima: £1,000,000 – 1,500,000); Alighiero Boetti, Mappa del mundo – L’insensata corsa della vita, 1988 (stima: 800,000 – 1,200,000) e Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1965 (stima: £1,000,000 – 1,500,000).

Domenico Gnoli, Inside of Lady's Shoe, 1969. In catalogo nella Evening Sale di Christie's l'11 febbraio con una stima di 1.500.000-2.000.000 £ (Lotto 41)

Domenico Gnoli, Inside of Lady’s Shoe, 1969. In catalogo nella Evening Sale di Christie’s l’11 febbraio con una stima di 1.500.000-2.000.000 £ (Lotto 41)

Nessun italiano, invece, tra i 30 lotti della evening sale di Phillips de Pury del 12 febbraio, ma sarà interessante seguirla per vedere se ci saranno evoluzioni (in positivo o in negativo) di alcuni degli esponenti più in vista della nuova generazione di pittori che sta attirando sempre di più le attenzioni della critica, del collezionismo e anche delle istituzioni. Mentre molto italiana sarà l’asta che, sempre il 12 febbraio, si terrà da Bonhams: 6 dei 45 lotti proposti. Tutte opere di qualità modesta con stime abbastanza basse, ma interessanti per la varietà dell’offerta che vede, accanto a Castellani, un lavoro di Maurizio Nannucci e uno di Mario Merz. E vicino a Ceroli: Valerio Adami e Gastone Novelli. A testimonianza della crescente richiesta di opere italiane anche su piazze impegnative come quella Londinese.

7 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    Rimane attuale la constatazione di chi ci deve essere dietro perché un artista possa presenziare in Asta. Su questo argomento servirebbe un articolo specifico. Non intendo parlare di raccomandazioni visto che comunque un valore minimo le opere devono presentarlo.Ma di un sistema non proprio limpido, dove chi é in cerchie, circoli, clan ben costruiti intorno a mercanti blasonati, può avanzare in Asta o alla Biennale (in questo ultimo caso c'é la dimenticanza immediata da parte del pubblico per le opere mediocri, circa il 90% di quelle esposte). Torniamo quindi ad un discorso etico e di riconoscenza verso chi effettivamente produce un Capolavoro e merita il record in Asta. SA http://armellin.blogspot.com Pompei, giovedì 5 febbraio 2015

  • Nicola Maggi ha detto:

    Che il sistema non sia limpidissimo, è chiaro. Nell'arte come in ogni attività umana vanno avanti i partiti e gli amici di partito. Poi dipende da che piano del palazzo vogliamo guardare. Una cosa è certa, il collezionista/investitore è certamente una manna per il mercato ma una vera sciagura in termini di rapporto prezzo/qualità. Sarà un caso che i collezionisti veri si stiano sempre indirizzando verso le fasce medie del mercato?

  • armellin ha detto:

    Certamente. Come già aveva evidenziato Bonami nel suo libro : Lo potevo farlo anch’io (2007), il collezionista investitore acquista un prezzo prima di un pezzo, e in ogni caso i Capolavori assoluti sono già al sicuro nei musei, chi va in Asta non è certo Guernica, ma un normale Picasso. Bisogna anche capire che se i collezionisti veri si indirizzano come dite verso le fasce di medio/mercato, probabilmente cercano di fiutare anche loro I giocatori di carte del futuro, ma devono essere bravi a comprendere se dietro l’opera c’è davvero un Cézanne.
    Ho aggiornato il mio post di apertura con una Lettera aperta a Ravasi, Franceschini e Trione, giusto per mettere i puntini sulle ì : http://armellin.blogspot.it/2014/12/i-grandi-musei-nel-xxi-secolo-e-opera.html#links ; Venice The Opera on line oltre la Biennale 2015. SA

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Esattamente. In fondo è quello che da noi faceva Giuseppe Panza. Ovviamente di persone con questo fiuto ne esistono pochissime, ma muoversi nelle fasce più basse del mercato, dove si muovo i giovani non oggetto di speculazione, certamente ci protegge da rischi inutili. Alla resa dei conti sono dell’idea che l’unico rischio che deve correre un collezionista sia quello di mettersi in casa qualcosa che gli piace veramente, in grado di entrare in risonanza con il suo Io più profondo, e acquistata ad un prezzo di mercato giusto. Se poi quell’artista sarà il Picasso del futuro solo il tempo potrà dirlo. Intanto preoccupiamoci si non seguire troppo le mode, di educare il nostro gusto e di lasciarlo libero di muoversi in giusto bilanciamento con la testa.

      • armellin ha detto:

        D’accordo. Possiamo estendere questa preziosa osservazione a tutto il patrimonio culturale sia italiano che mondiale. L’educazione al bello é un’educazione civica permanente. SA

  • Cecilia Martinelli ha detto:

    State sempre a criticare quando più volte ho proposto il registro artisti che diventerebbe un metodo molto semplice per dare informazioni su le nostre vendite realizzate pubblicandole nelle riviste di settore e questo metodo porterebbe ad una statistica di percentuale dell'artista e del valore effettivo delle sue opere. ma per quale motivo tutti si ritirano difronte a questo. Lo fanno le case d'asta lo possiamo fare anche noi.Meditate gente meditate invece di lamentarvi,criticare il sistema è possibile cambiarlo se veramente vogliamo cambiarlo noi come artisti.

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