Londra: curiosando tra fiere ed aste

Vi avevo avvertito: la prossima settimana Londra sarà letteralmente invasa dall’arte in ogni sua forma possibile e immaginabile. Oltre alla coppia di punta Frieze/Frieze Masters, in città si terranno altre 6 fiere, senza parlare delle aste in programma: 6 tra evening e day sale di moderna e contemporanea a cui si aggiungono le due Italian Sales di cui abbiamo già parlato. Ma quanta Italia ci sarà in questo calendario fitto di eventi? Non poca e con proposte anche molto interessanti.

 

Giovani talenti tentano il decollo nell’East End

 

C’è la Londra di Regent’s Park, quella che la prossima settimana accoglierà le centinaia di gallerie che espongono a Frieze. Qui potrete trovare i nostri galleristi di punta – Massimo De Carlo, Giò Marconi, Franco Noero e Raucci Santamaria – che lavorano con gli artisti italiani più in vista: da Francesco Vezzoli a Grazia Toderi, passando per Maurizio Cattelan, Diego Perrone e Rudolf Stingel, senza dimenticare Lara Favaretto, Danilo Correale e Rosa Barba. Ma c’è anche la Londra della celebre Brick Lane, nel cuore dell’East End, vivace centro artistico cittadino dove si trovano numerosi atelier di moda e gallerie; dove basta entrare in un bar o in un locale per incappare in una mostra d’arte o, magari, passeggiando per strada, in un’opera di Banksy. Qui, negli stessi giorni di Frieze si tengono ben 3 fiere, tutte allestite nello stesso stabile: la Old Truman Brewery.

 

The Other Art Fair (16-19 ottobre)

 

Dei tre appuntamenti in programma il più famoso (e importante) è certamente The Other ArtFair, quella originale e ben diversa dall’omonimo (o quasi) evento torinese. La fiera, infatti, punta a dare spazio agli artisti che – selezionati da un apposito comitato – qui possono esporre indipendentemente le proprie opere e mostrarle a galleristi, curatori, critici e collezionisti. The Other, quindi, non è solo un’opportunità di vendita, ma anche un momento che permette agli artisti di lanciarsi nel mondo dell’arte contemporanea ed è un peccato che l’omologo italiano abbia copiato solo il nome dell’evento londinese. Tra i tanti artisti presenti alla quinta edizione, il primo italiano che incontriamo è il fiorentino Daniele Davitti nella cui opera arte europea e giapponese si incontrano, dando vita ad un universo in cui fantasia e realtà collaborano mostrandoci da più punti di vista l’essenza stessa dell’esistenza umana.

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C’è poi lo street artist Fabrizio Cammisecra, meglio conosciuto come #codefc, la cui opera è una vera e propria “telecronaca” del quotidiano, in cui affronta temi sociali, politici e storici. Scorrendo il catalogo ci imbattiamo, poi, nel fotografo friulano Fabrizio Magris e nell’artista napoletana Rosa Migliardi i cui lavori nascono da un’attività affettiva e non intellettuale o premeditata: un’azione quasi istintiva che nasce dalla necessità di esaminare se stessa. Infine, c’è il mondo bizzarro ed evocativo di Siro Carraro. Tutti artisti italiani che in Italia non hanno mai esposto e in cerca di una galleria in quel di Londra.

 

Moniker ArtFair (16-19 ottobre)

 

Per gli amanti della Steet Art, invece, basta fare pochi passi, senza cambiare location, e si entra alla Moniker Art Fair. Qui, tra le 30 presenti, troviamo la Traffic Gallery di Roberto Gatti. La galleria bergamasca, che si sta rapidamente affermando a livello europeo, presenta a Londra i lavori di tre stencil artists famosi a livello internazionale: il polacco M-city (1978), unico writer ad essere stato invitato, nel 2008, a Manifesta7; lo spagnolo Btoy e l’italiano Orticanoodle, pseudonimo della coppia Wally e Alita, due veri maestri nella tecnica dello stencil.

 

Kinetika Art Fair (16-19 ottobre)

 

Arriva alla Truman Brewery anche Kinetika fiera che, come le grandi esposizioni universali dell’età vittoriana, unisce insieme arte cinetica, elettronica e new media arts, scienza e tecnologia. Qui però non ci sono italiani. E’ comunque un evento molto interessante per comprendere il rapporto, strettissimo, tra arte e sviluppo tecnologico.

 

Design d’epoca nel MayFair

 

Berkley Square. Qui, negli stessi giorni di Frieze si tiene una delle più interessanti fiere dedicate all’arte moderna, al design e alle arti decorative: PAD London (15-19 ottobre). Allestita nel cuore del quartiere MayFair, PAD ha un’offerta di altissimo livello, come curatissimo è anche il suo allestimento. Due elementi che ne fanno un evento veramente unico per chi è in cerca di un pezzo di qualità museale da mettersi in casa.

Uno stand all'edizione 2013 di PAD London.

Uno stand all’edizione 2013 di PAD London.

Quattro gli espositori italiani presenti: Rosella Colombari di Milano, che presenta una rara lampada da tavolo prodotta da Fontana Arte nel 1936, un tavolo da pranzo (pezzo unico) del 1950 di Ico Parisi per Fontana Arte e un letto di Giò Ponti (1948) prodotto da Giordano Chiesa; Nilufar, sempre di Milano, galleria specializzata nel design del XX secolo e, infine, la Galleria Tega e la Galleria Frediano Farsetti che propongono lavori di Fontana, Klee e Morandi.

 

Non solo Italian Sales

 

Certe volte si ha l’idea che l’arte italiana, nella aste di ottobre a Londra, sia presente solo nelle due Italian Sales in programma da Christie’s e Sotheby’s. Niente di più sbagliato. Basta dare un’occhiata ai cataloghi delle aste di moderna e contemporanea in programma la prossima settimana nella capitale inglese. Iniziamo da Phillips de Pury che il 15 ottobre ha la sua Evening Sale dove, al n. 14, troviamo un Untitled di Rudolf Stingel del 2010. Proveniente dalla Gagosian Gallery di New York, quest’opera dell’artista meranese è in catalogo con una stima tra le 350 e le 450 mila sterline. Oltre che per Stingel, l’asta serale di Phillips sarà interessante da seguire per vedere se verranno confermati o meno alcuni trend relativi ad artisti come Alex Israel e Kour Pour. Ma di questo parleremo più avanti. Nella Day Sale del giorno successo, invece, il catalogo di Phillips ha decisamente molti più italiani: da Agostino Bonalumi (2 opere) a Alighiero Boetti (2), passando per Dadamaino, Mimmo Paladino (2), Lucio Fontana, Michelangelo Pistoletto e, finalmente, una giovane italiana: Paola Pivi, classe 1971. Della fotografa italiana, oggi trapiantata a Anchorage, in Alaska, va all’asta un’opera del 2006 proveniente da una collezione privata britannica: Fffffffffffffffffff one (stima: 15-20 mila sterline).

Paola Pivi, Fffffffffffffffffff one, 2006. Estimate £15,000 - 20,000

Paola Pivi, Fffffffffffffffffff one, 2006. Estimate £15,000 – 20,000

Niente Italia, invece, nella Evening Sale del 16 ottobre da Christie’s, mentre nella Day Sale del 17 ottobre di italiani ce ne sono e non pochi: Alighiero Boetti (4 opere), Arnaldo Pomodoro (3), Mario Schifano (3), Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani, Vanessa Beecroft, Lucio Fontana, Agostino Bonalumi, Carla Accardi, Turi Simeti, Rudolf Stingel. Lo stesso giorno, l’Evening Sale di Sotheby’s – che segue di pochissimo l’Italian Sale – vede andare all’asta un’opera di Maurizio Cattelan e una di Lucio Fontana. Mentre nella Day Sale del 18 ottobre è in vendita un altro Fontana, un dipinto di Marcello Lo Giudice e opere di Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Salvatore Scarpitta, Rudolf Stingel e Emilio Vedova. Insomma, a Londra gli italiani ci sono e sono apprezzati. Quello che continua a colpirmi, invece, è come siano pochissimi i nostri giovani artisti presenti negli eventi che contano. Anche in confronto con paesi (vedi lo stesso Regno Unito), che non sono certamente più vasti del nostro.

 

e a Frieze ecco un giovane outsider…

 

Completiamo questa nostra carrellata sull’Italia dell’arte presente a Londra varcando, per un momento, le soglie della Frieze Art Fair dove, oltre all’attesissima Rosa Barba – portata in fiera dalla galleria berlinese Meyer Riegger e dalla milanese Gió Marconi – e agli altri artisti già indicati in apertura, il nostro Paese sarà tra i protagonisti della sezione Focus, curata da Raphael Gygax e Jacob Proctor e dedicata alle gallerie emergenti più interessanti a livello internazionale. Tra queste la londinese Limoncello che, per l’occasione, ha deciso di puntare sul giovanissimo artista italiano Santo Tolone,  nato a Como nel 1979 e, recentemente, salito agli onori della cronaca su varie riviste di settore (Frieze Magazine in primis) come una delle rivelazioni più interessanti della scena artistica italiana. Con interventi  che spaziano tra video, fotografia, installazione e scultura, la sua pratica artistica è, in primo luogo, un tentativo  di tracciare un percorso dalla costruzione mentale al significato e dallo schema alla realizzazione, diventando così il contrario di astrazione.

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