Londra: l’Italia a Frieze 2015 & Co.

Frieze 2015

Ancora pochi giorni e il mercato dell’arte entrerà nel vivo con una delle settimane più eccitanti dell’anno. Cuore di tutto: Londra, che dal 12 al 18 ottobre ospiterà una delle più importanti fiere d’arte del mondo – Frieze 2015 – e la sua “sorella” Frieze Masters, dove i capolavori dell’arte del dopoguerra dialogano con le opere dei grandi maestri del passato; le principali aste di Post-War and Contemporary Art del secondo semestre e una serie interminabile di fiere minori e mostre d’arte contemporanea nelle gallerie private della città. Grande protagonista, come al solito, l’arte italiana, sempre più amata dal collezionismo internazionale e alla cui presenza in quel di Londra dedichiamo questo nostro focus.

 

L’Italia a Frieze 2015…

 

Frieze London è uno degli appuntamenti che non dovrebbe mai mancare nell’agenda di un collezionista d’arte contemporanea. E’ l’occasione per scoprire alcune delle principali gallerie d’arte del pianeta – 160 quelle presenti all’edizione 2015 – e conoscere il lavoro di oltre 1000 tra gli artisti più in voga del momento. Sei le gallerie italiane presenti nella fiera che si terrà dal 14 al 17 ottobre all’interno della struttura espositiva di Regent’s Park progettata dall’Universal Design Studio nei pressi del Queen Mary’s Gardens e che, quest’anno, dopo il lodato rinnovamento del 2014, si presenterà ulteriormente migliorata per garantire ai visitatori un’esperienza sempre più appagante. Ma procediamo con ordine. Nella Main Section di Frieze 2015 troviamo la galleria MDC – Massimo De Carlo di Milano (Stand B1) che porta in fiera un’opera di Carla Accardi e una serie di nuovi lavori di Gianfranco Baruchello. Un assaggio, questi ultimi, della più ampia personale dedicata all’artista livornese, allievo prediletto di Marcel Duchamp, che la galleria italiana inaugurerà il 12 ottobre presso la sua sede londinese: New Works. In mostra una serie di opere nuove realizzate tra il 2014 e il 2015: dipinti e tele in alluminio insieme con box e sculture, delicatamente fatti a mano dall’artista, che traducono la narrativa brillante e sofisticata di Baruchello che racchiude una critica riflessiva, politica e scanzonata della nostra società.

Gianfranco Baruchello Murmur, 2015. Indian ink and metal hinges on wooden shape. 32 x 52 x 1.7 cm (open) / 32 x 26 x 3.5. Courtesy MDC London

Gianfranco Baruchello, Murmur, 2015. Indian ink and metal hinges on wooden shape. 32 x 52 x 1.7 cm
(open) / 32 x 26 x 3.5. Courtesy: MDC London

Sempre nella Main Section della fiera troviamo poi la milanese Galleria Lia Rumma che nel suo stand (G9) presenta un interessante progetto curatoriale che mette in dialogo opere di Ettore Spalletti e di Joseph Kosuth. Da Roma arriva, invece, la Galleria Lorcan O’Neill (stand G13) che a Frieze si presenta con una ricca selezione di lavori di Luigi Ontani che vanno dalla metà degli anni Settanta al 2003.

LUIGI ONTANI HanuMan, (Jaipur) 1976 Watercolour on black and white photograph 31 x 23 cm (with frame). Courtesy: Galleria Lorcan O’Neill

LUIGI ONTANI, HanuMan, (Jaipur) 1976. Watercolour on black and white photograph. 31 x 23 cm (with frame). Courtesy: Galleria Lorcan O’Neill

La Galleria Raucci / Santamaria di Napoli porta a Londra praticamente tutti gli artisti rappresentati, tra i quali l’unico italiano è Danilo Correale presente nello stand F2 con due lavori tratti da The Missing Hour: Rhythms and Algorithms: serie di nuove opere che fanno riferimento alla ricerca dell’artista sullo spazio del sonno come campo politicamente rilevante. Un progetto artistico che prende forma da svariati apparati scientifici, storici e produttivi che rivelano la complessità sociale dell’apparentemente banale atto di dormire. Correale costruisce, così, una tesi secondo la quale da quando si è costituita l’equazione che lega la produttività all’estensione del tempo lavorativo a nuovi ambiti e contesti, il ritmo circadiano è diventato un algoritmo in continua evoluzione, diretto dal sogno capitalista di una produzione costante. L’ora mancante (The Missing Hour) del nome allude, infatti, all’intervallo di veglia che in epoca preindustriale separava i due momenti in cui il tempo del riposo delle classi lavoratrici era suddiviso e fa riferimento all’ora di sonno in meno che dormiamo rispetto al secolo scorso, prima dell’impatto capillare della rivoluzione industriale sulle nostre abitudini.

Danilo Correale, "Mr. Bojangles.......may also enjoy” 2014/15 - c-print - cornici in mogano 33,5x49 cm ognuno - 13 parti + 1 libro d'artista ( Stagione Parte IV). Immagine di repertorio.

Danilo Correale, “Mr. Bojangles…….may also enjoy” 2014/15 – c-print – cornici in mogano 33,5×49 cm ognuno – 13 parti + 1 libro d’artista (Stagione Parte IV). Immagine di repertorio.

Ci sono poi le gallerie italiane che presentano progetti speciali che non vedono il coinvolgimento di artisti italiani, ma non per questo meno interessanti. Nella sezione Focus, dedicata alle gallerie più giovani, troviamo la napoletana Galleria Fonti (Stand G22) che per Frieze punta su un solo show di Michel Auder, considerato uno dei pionieri del cinema sperimentale e dell’ uso del video nell’arte. A Londra, all’interno dello stand di Fonti sarà riproposto When things cast no shadow, progetto già presentato alla quinta Biennale di Berlino e che si compone di tre dei principali video realizzati dall’artista francese tra gli anni Ottanta e Novanta – Polaroid Cocaine; Brooding Angels; My last bag of heroine (for real) – e 16 fotografie degli stessi anni. Nella sezione Live – dedicata alle performance – la Galleria Franco Noero di Torino, in collaborazione con la newyorchese Luhring Augustine, presenterà invece Xifopagas Capilares (1984) performance dell’artista brasiliano Tunga.

Gabriele De Santis Nina, 2015 Sneaker Laces, Resin, Glass Colour, Frame 183 x 131.5 cm (72" x 51 3/4") Unique

Gabriele De Santis, Nina, 2015. Sneaker Laces, Resin, Glass Colour, Frame. 183 x 131.5 cm (72″ x 51 3/4″). Unique. Courtesy: Limoncello Gallery.

Ma l’arte italiana, a Frieze London 2015, è presente anche negli stand di altre gallerie internazionali come la Limoncello Gallery che, nel 2014, aveva portato in fiera un solo show del giovane Santo Tolone e che quest’anno punta su un altro italiano emergente: Gabriele De Santis (n. 1983). Di questo artista romano la galleria londinese porterà in fiera alcuni suoi ritratti di grande formato realizzati con lacci da scarpe e resina sintetica. Una pratica artistica, quella di De Santis, che viaggia ai confini del gioco e in cui i lacci vengono “convinti” dall’artista a prendere determinate posizioni e che, come risultato, visti i limiti posti dagli stessi materiali impiegati – la rapidità di essiccazione della resina e la “mollezza” dei lacci – costringono ad una rapida azione per rappresentare forme base, infantili, di ritrattistica. Un gesto toccante, quello di De Santis, in un’epoca, quella contemporanea, caratterizzata della proliferazione di immagini di massa consumate in millisecondi; e più la forma è elementare e più la si guarda. Allo stesso modo, i suoi dipinti-alfabeto (anche questi presenti a Frieze) usano parole di quattro lettere per creare “semplici” immagini pareidoliche.

Pietro Roccasalva, Study from Just Married Machine I, 2014. Acrylic on canvas, 272,7 x 198,2 cm. Photographer: Peter Cox. Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp

Pietro Roccasalva, Study from Just Married Machine I, 2014. Acrylic on canvas, 272,7 x 198,2 cm. Photographer: Peter Cox. Courtesy Zeno X Gallery, Antwerp

La Zeno X Gallery di Antwerp, in Belgio, presenta nel suo stand un dittico monumentale di Pietro Roccasalva (n. 1970) che a novembre sarà possibile ammirare alla Triennale di Milano. In un costante riferimento a iconografie che si ripetono in vari modi e generano nuove situazioni, il lavoro di Roccasalva, originario di Modica ma oggi residente a Milano, incarna più riferimenti – che vanno dalla storia dell’arte alla filosofia, dalla letteratura al cinema – in relazione alle circostanze e contingenze che incontra in ogni nuovo contesto. E ancora una galleria belga, la Galerie Greta Meert, porta due lavori di Carla Accardi, uno del 1956 e uno del 2008.

 

…e Frieze Masters

 

Nutrita anche la compagine italiana a Frieze Masters 2015 (14-18 ottobre) dove, all’interno della sede espositiva di Regent’s Park (vicino allo Zoo di Londra), sono presenti una decina di gallerie italiane. Visto il taglio della fiera – che mette insieme diverse migliaia di anni di arte in un unico contesto unico contemporaneo –  molte delle gallerie italiane presenti lavorano nel settore dell’antiquariato, ma in catalogo sono presenti anche alcune delle nostre teste di serie specializzate nell’arte del dopoguerra e contemporanea. Tra queste, la prima che incontriamo nella main section è la Galleria Cardi di Milano che a Londra propone una selezione di opere degna di una Italian Sale e dove, tra le altre, troviamo, un Concetto spaziale, Forma di Lucio Fontana realizzato nel 1958 e diretto precursore della celebrata serie delle Venezie (1961). Ma nello stand della galleria milanese non mancano opere di Enrico Castellani, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone e Alighiero Boetti.

Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Forma. 1958. Courtesy: Cardi

Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Forma. 1958. Courtesy: Cardi

Di assoluto pregio anche la proposta della Galleria Continua di San Gimignano che nello stand di Frieze Masters porta una serie di lavori di Michelangelo Pistoletto realizzate tra il 1959 e il 1962 tra i quali Autoritratto Oro, opera che appartiene alla prima attività dell’artista che tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta individua nell’autoritratto lo strumento per trovare una risposta personale alle questioni esistenziali che vede espresse nelle diverse correnti artistiche del tempo e su di esso inizia a concentrare la sua ricerca e produzione. L’opera portata a Londra dalla Continua, appartiene al quel momento immediatamente precedente la svolta che porta ai quadri specchianti (1961): quel 1960 in cui Pistoletto dipinge alcuni autoritratti in cui si raffigura a dimensioni reali, sempre più immobile e inespressivo, come un prototipo di comune essere umano, su fondi monocromi in oro, argento e rame.

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto oro, 1960. Courtesy: Galleria Continua

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto oro, 1960. Courtesy: Galleria Continua

La milanese Galleria Tega, invece, propone alcuni lavori di Mimmo Rotella, mentre la fiorentina Galleria Tornabuoni offre al pubblico di Frieze Masters una selezione di rare opere storiche di Enrico Castellani realizzate tra il 1960 e il 1975. Tra queste il Dittico Rosso del 1963 e Superficie blu del 1961. Oltre ad un’eccezionale Superficie Alluminio del 1972, sagomata con un telaio invece che con i chiodi e che apre alle future sperimentazioni dell’artista con la materia.

Enrico Castellani, Dittico Rosso, 1963. Courtesy: Tornabuoni Arte

Enrico Castellani, Dittico Rosso, 1963. Courtesy: Tornabuoni Arte

Nella main section di Frieze Masters incontriamo nuovamente la Galleria Franco Noero che qui porta alcuni lavori storici del brasiliano Tunga. E anche la bolognese P420, presente nella sezione Spotlight – dedicata a solo show su artisti del XX secolo – punta su un’artista straniera, la rumena Ana Lupas. Mentre la galleria fiorentina Moretti Fine Art e la londinese Hauser & Wirth si alleano per disegnare assieme una collezione ideale che vede affiancate opere italiane su tavola del XIV secolo a lavori di  Hans Arp, Louise Bourgeois, Henry Moore e Francis Picabia. Tra le opere presenti in questo particolarissimo stand congiunto, anche un lavoro di Fausto Melotti: Domino.

Fausto Melotti, Domino, 1970. Painted clay, plastic, brass 35.3 x 53 x 6.7 cm / 13 7/8 x 20 7/8 x 2 5/8 in © Archivio Fausto Melotti. Courtesy Estate Fabio Mauri and Hauser & Wirth. Photo: Romain Machefer

Fausto Melotti, Domino, 1970. Painted clay, plastic, brass 35.3 x 53 x 6.7 cm. © Archivio Fausto Melotti. Courtesy Estate Fabio Mauri and Hauser & Wirth. Photo: Romain Machefer

Datata 1970, questa opera segue le sperimentazioni dell’artista con l’ottone, il ferro e l’oro e appartiene a quella stagione delle sua produzione artistica in cui alla realtà minimalista e concettuale della scultura si aggiungono le componenti del ritmo, dell’ordine e dell’armonia. Il risultato è una visione delicatamente modellata, quasi fragile, arricchita da una narrazione che è allo stesso tempo onirica, simbolica e poetica. Una nuova stagione creativa di cui l’opera presenta nello stand del duo  Moretti Fine Art / Hauser & Wirth è un esempio perfetto.

 

Quattro mostre da non perdere

 

Usciti da Regent’s Park l’attenzione per l’arte italiana non cala e sono diverse le mostre dedicate dalle gallerie della città ad artisti del nostro Paese. Tra queste sono quattro quelle che ci piace segnalarvi: la prima, in assoluto, è l’eccezionale mostra che la galleria Mazzoleni Art London ha dedicato a Alberto Burri e che rimarrà aperta fino al 30 di Novembre 2015. L’evento, inaugurato il 2 ottobre scorso, coincide con l’importante retrospettiva dello stesso artista al Salomon R. Guggenheim Museum di New York, in occasione del centenario della sua nascita. Unico evento londinese dedicato al grande artista italiano, la mostra alla Mazzoleni mette insieme numerose opere provenienti da collezioni private, raramente esposte al pubblico, che permettono di illustrare i diversi periodi dell’opera e carriera di Burri. La maggior parte delle opere esposte provengono della collezione particolare della famiglia Mazzoleni, concepita durante decadi di incessante lavoro dedicato al mondo dell’arte. Un’opportunità unica per esplorare le innovative tecniche artistiche di Burri attraverso più di 30 straordinari esempi: da i collage tattili dei primi anni alle Combustioni e ai Cretti, fino ad arrivare alle ultime opere realizzate dall’artista.

Una vista della mostra dedicata ad Alberto Burri alla Mazzoleni Art London

Una vista della mostra dedicata ad Alberto Burri alla Mazzoleni Art London

Da non perdere, poi, la mostra che la galleria Luxembourg & Dayan in Saville Row dedicherà a Boetti: Alighiero Boetti: A Private Collection. Dal 13 ottobre al 12 dicembre saranno esposte nella galleria londinese oltre sessanta opere realizzate dall’artista italiano dalla metà degli anni ’60 fino al 1989 e provenienti, come si evince dal titolo,  da un’unica collezione privata.

Autoritratto, 1971. Photocopy on pink Xerox paper (in 12 parts). 29 x 21 cm. Courtesy: Luxembourg & Dayan

Autoritratto, 1971. Photocopy on pink Xerox paper (in 12 parts). 29 x 21 cm. Courtesy: Luxembourg & Dayan

Fino al 20 dicembre, invece, la Estorick Collection ospita la mostra More than Meets the Eye che offre l’opportunità di ammirare i risultati ottenuti da un gruppo di specialisti d’arte, storici, restauratori e scienziati che hanno esaminato opere chiave dell’importante collezione permanente di arte italiana e che, in alcuni casi, hanno rivelato la presenza di immagini precedentemente sconosciute sotto, o sul retro, di alcuni dei capolavori della Collezione. La mostra permette, inoltre, di scoprire i segreti delle varie tecniche utilizzate da artisti come Giorgio de Chirico, Umberto Boccioni, Gino Severini Giacomo Balla ed altri.

Patrick Tuttofuoco, "Diego", 30X42cm, 2015

Patrick Tuttofuoco, Diego, 30X42cm, 2015

Per concludere, il 17 ottobre prossimo alle ore 17.00, la galleria Ncontemporary presenta, all’interno del suo nuovo project space nel cuore di Knightsbridge,  Portraits, portraits, portraits, pubblicazione retrospettiva dedicata a 15 anni di carriera dell’artista italiano Patrick Tuttofuoco (n. 1974), curata da Nicola Ricciardi per Mousse Publishing, con contributi di Barbara Casavecchia, Luca Cerizza, Michele D’Aurizio, Massimiliano Gioni, e Luca Lo Pinto. Nell’occasione la galleria inaugura anche una nuova personale dell’artista milanese, con 16 ritratti di amici e compagni che, in questi 15 anni, hanno accompagnato l’artista  in modi diversi: Massimo Grimaldi, Roberto Cuoghi, Lara Favaretto, Diego Perrone, Paola Pivi, Riccardo Previdi. La mostra rimarrà aperta fino al 1° dicembre.

 

Non solo Italian Sale

 

Infine, uno sguardo alle aste che si terranno la prossima settimana nella capitale inglese. Se l’appuntamento clou con l’arte italiana, infatti, è quello delle Italian Sale di Sotheby’s e Christie’s, la nostra produzione artistica è ben rappresentata anche nei cataloghi degli altri appuntamenti in programma. In particolare nella evening sale di Phillips dove, tra i 37 lotti che la casa d’aste metterà in vendita  il 14 ottobre prossimo, troviamo un Untitled (1996-1997) di Rudolf Stingel presentato con una stima tra le 700 mila e il milione di sterline, un’opera del 1989 di Alighiero Boetti, Alternandosi e Dividendosi, (stima: 250-350.000 £) e un Concetto Spaziale, Attese del 1964 di Lucio Fontana (stima: 1.2-1.8 milioni £).

Aldo Mondino, Tappeti stesi e appesi, 1987. L'opera è inserita nel catalogo della Day Sale di Sotheby's con una stima di 10-15.000 £

Aldo Mondino, Tappeti stesi e appesi, 1987. L’opera è inserita nel catalogo della Day Sale di Sotheby’s con una stima di 10-15.000 £

Come era prevedibile, visto l’impegno con le aste di arte italiana del XX secolo, gli appuntamenti serali di Sotheby’s e Christie’s dedicati alla Post-War and Contemporary Art non vedono italiani in catalogo. Ci sono però nelle rispettive Day Sale. Il 16 ottobre da Sotheby’s, ad esempio, troviamo in catalogo opere di Enrico Castellani, Paolo Scheggi, Pietro Manzoni, Lucio Fontana e Alighiero Boetti che fanno da “cornice” ad un piccolo nucleo di lavori di Alberto Burri: due Celotex degli anni Novanta e una piccola tela del 1950. Ma in catalogo non mancano Arnaldo Pomodoro, Gino De Dominicis, Mario Merz, Piero Dorazio, Valerio Adami, Aldo Mondino e Salvatore Emblema. Una serie di nomi, questi ultimi, che lasciano intravedere come potrebbe configurarsi il futuro del mercato dell’arte italiana passata l’ondata dei vari Fontana, Manzoni, Boetti & Co. E di uno sguardo al futuro hanno tutto il sapore i lotti di Francesco Vezzoli (presente anche nell’Italian Sale di Sotheby’s) e di altri italiani emergenti  inseriti nel catalogo della Day Sale, come Matteo Callegari (n. 1979), Francesca Leone (n. 1964) e Marcello Lo Giudice (n. 1957).

Alberto Biasi, Dinamica Visuale, 1961. Est: £25,000 – £35,000

Alberto Biasi, Dinamica Visuale, 1961. Est: £25,000 – £35,000

La scena non cambia nel catalogo della Day Sale di Christie’s del 17 ottobre, dove l’Italia dell’arte è rappresentata da opere di Paolo Scheggi, Agostino Bonalumi, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Fausto Melotti, Turi Simeti, Dadamaino, Carla Accardi, Alighiero Boetti, Mimmo Rotella, Lucio Fontana, Domenico Gnoli e, con uno sguardo alla produzione più recente, Rudolf Stingel, Maurizio Cattelan e Marcello Lo Giudice. Nomi che oramai ricorrono spesso nei cataloghi delle aste tanto londinesi che newyorchesi. E anche per questo a colpire la nostra attenzione è la presenza in asta di un’opera di uno dei maestri dell’arte cinetica italiana: Alberto Biasi. Di lui, Christie’s offre Dinamica Visuale (1961, stima: 25-35 mila £)opera realizzata negli anni del Gruppo N fondato nel 1959 e con cui lavora fino al 1967 prima di dedicarsi ad una carriera da solista.  E questo lotto ci fa ben sperare per una prossima riscoperta di altri momenti chiave dell’arte italiana del dopoguerra.