Italian Sales: l’arte italiana va in “bianco”

Una settimana di ottobre può essere molto diversa da tutte le altre settimane dell’anno. Può essere anche una settimana molto fortunata, soprattutto se ci si trova a Londra e si vuole vendere arte italiana, e questo anche se di mezzo c’è un venerdì diciassette. Come avrete capito stiamo parlando delle Italian Sales che si sono tenute la settimana scorsa, negli stessi giorni e nella stessa città di una delle fiere d’arte più importanti al mondo, Frieze: giovedì 16 ottobre quella di Christie’s e  venerdì 17 ottobre quella di Sotheby’s.

Le Italian Sales sono ormai un appuntamento fisso che attira collezionisti da tutto il mondo nella capitale britannica, con un tale successo nell’ultimo anno che lascia dimenticare il rancore per non avere più una forte casa d’aste italiana in patria. Certo, potremmo farli venire tutti a casa nostra, ma vista la coincidenza di eventi fortunati non è più poi così male.

Dopo il risultato strabiliante, o meglio “risvegliante”, della precedente asta da Christie’s “Eyes Wide Open” e delle aste precedenti, dove abbiamo visto protagoniste le rivalutazioni di Agostino Bonalumi e il passaggio in asta del solito grande trio Fontana-Manzoni-Castellani, non si sono più spenti i riflettori sull’arte italiana.

 

Le due aste a confronto: Sotheby’s batte Christie’s

 

Una collezione importante non si può portare all’asta due volte di seguito. Sarà per par condicio, ma stavolta a vincere in termini di storia e provenienza delle opere è stata la casa d’aste Sotheby’s. Se a febbraio Christie’s portò la collezione tanto amata di Nerio e Marina Fossati, arricchendo di valore ogni singola opera, Sotheby’s ha presentato venerdì scorso 49 lotti da far invidia a tutti i collezionisti, non solo per le dimensioni e le perfette condizioni di ogni pezzo, ma anche e soprattutto per la loro provenienza. Solo due lotti (un Santomaso e un Bonalumi), infatti, erano già passati in asta in precedenza. Tutti gli altri, invece, provenivano da collezioni private, per la maggior parte acquistati da una galleria storica (Studio Marconi, Farsetti, Massimo de Carlo, Galleria dell’Ariete) o direttamente dall’artista  dal proprietario che li ha messi in vendita.

Un momento dell'Italian Sale da Sotheby's. Sta per essere aggiudicato l'Achrome di Piero Manzoni

Un momento dell’Italian Sale da Sotheby’s. Sta per essere aggiudicato l’Achrome di Piero Manzoni

Si trattava,  quindi, di pezzi che non sono più apparsi sul mercato dagli anni Sessanta e Settanta. L’importante e conosciuto collezionista non manca in questa occasione: dalla collezione di Alessandro Grassi, scomparso nel 2009 dopo una lunga malattia, arrivano una lunga serie di lotti tramandati agli eredi. Parte importante della sua collezione era conservata al Mart e fu esposta in una mostra nel museo di Rovereto nel 2004.

 

Il fatturato

 

Christie’s aveva annunciato il record, in termini di fatturato,  per un’Italian Sale: £27,584,000 ottenuti con la vendita di 58 lotti su 66. Sotheby’s, però, venerdì 17 ha incassato ben  £ 41.412.650 dalla vendita di soli 48 lotti, con un solo invenduto, una tela di Emilio Vedova. Da Christie’s rimangono invenduti tre Alberto Burri, tre Boetti, un Morandi e un Vezzoli.

 

Gli artisti

 

Le due case d’asta presentano una rosa di artisti in comune: Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Alberto Magnelli, Alighiero Boetti (con ben 17 opere all’asta in due giorni), Dadamaino, Domenico Gnoli, Enrico Castellani, Fausto Melotti, Giacomo Balla, Giorgio De Chirico (due opere ciascuno), Giorgio Morandi (cinque opere da Christie’s e due da Sotheby’s), Giuseppe Penone, Lucio Fontana (sedici opere di cui nessuna invenduta), Marino Marini (sei opere), Michelangelo Pistoletto, Paolo Scheggi, Piero Manzoni e Salvatore Scarpitta.

E se Christie’s ha offerto un range di artisti più ampio, con anche opere di Afro, Arnaldo Pomodoro, Carla Accardi, Francesco Vezzoli, Gabriele Basilico, Gino De Dominicis, Jannis Kounellis, Marina Apollonio, Mimmo Rotella, Nanda Vigo e Piero Dorazio. Dall’altra parte, Sotheby’s ha venduto opere di Emilio Vedova, Fortunato Depero, Mario Schifano, Tano Festa, Nicola Bolla e Turi Simeti.

Fa piacere vedere mischiarsi, in un’asta contemporanea, le opere dei futuristi Balla e Depero – dopo la grande mostra a loro dedicata al Guggenheim di New York-  con opere dei grandi De Chirico e Morandi, dal valore storico–artistico indiscusso e forse solo in attesa di essere valorizzati di più in occasione di una grande retrospettiva che veda ognuno di loro protagonisti con dei grandi pezzi. Allo stesso modo è positivo veder proporre altri artisti italiani un po’ meno scontati, come il maestro della fotografia Gabriele Basilico e la designer Nanda Vigo.

 

I record in bianco di Sotheby’s

 

Quando un artista ha un record da più di 9 milioni di sterline non è facile superarlo. Ci vuole il pezzo degno di tal valore e la seduta d’asta capace di attirare il pubblico giusto. È ciò che è accaduto venerdì scorso a Londra da Sotheby’s per Piero Manzoni. Complici la recente retrospettiva al Palazzo Reale di Milano e il tributo ad Azimut/h al Guggenheim di Venezia, l’Achrome del 1958-59, (110×150 cm), dalla stima di 5-7 milioni di sterline è stato venduto per 12.626.500 sterline (incluso buyer’s premium).

Piero Manzoni, Achrome, 1958-59. Inserito in catalogo con una stima di 5-7 milioni, questo lavoro di Manzoni è stato aggiudicato da Sotheby's alla cifra record di 12.6 milioni.

Piero Manzoni, Achrome, 1958-59. Inserito in catalogo con una stima di 5-7 milioni, questo lavoro di Manzoni è stato aggiudicato da Sotheby’s alla cifra record di 12.6 milioni.

Credo risulti naturale chiedersi perché non tutti gli Achromes di Manzoni abbiano lo stesso valore. Da Christie’s è stato battuto un Achrome dello stesso periodo, ma di dimensioni più piccole, 70×100 cm, per 2 milioni di sterline, pari a 2.322.500 sterline incluso il buyer’s premium. Entrambi sono del tipo a tela grinzata e caolino, ma l’Achrome da 12 milioni di Sotheby’s pare avere qualcosa in più: è firmato sul telaio e fa parte di una serie di soli nove esemplari di queste dimensioni e gli altri pezzi non si trovano in posti qualunque, ma parte di loro è conservata al Centre Pompidou di Parigi, alla Gam di Torino, al Museum Moderna Kunst, Stiftung Ludwig a Vienna e alla collezione Rachofsky a Dallas. Si tratta quindi di un’estrema rarità offerta sul mercato.

Per Agostino Bonalumi, invece, è quasi più corretto parlare di continua ascesa delle sue quotazioni, oltre che di record, visto che ad ogni asta importante ormai ne viene superato il precedente. Il giovedì sera da Christie’s il suo Rosso raggiunge le 386.500 sterline, ma è il Bianco del 1966 (121x190x26 cm) a essere venduto venerdì sera da Sotheby’s per 626.500 sterline.

Agostino Bonalumi, Bianco, 1966

Agostino Bonalumi, Bianco, 1966

Il bianco dà onore anche ad Enrico Castellani, che riesce a superare il precedente record di £ 1.600.000 (hammer price, per Superficie Bianca del 1966, 180×251,6 cm) con un’altra Superficie Bianca superando tutte le stime: da 1-1,5 milioni di sterline, la grandissima Superficie Bianca del 1967 (235 x 279.5 cm), viene venduta per ben 3.778.500 sterline. Ed è  record mondiale anche per Bianco di Turi Simeti, del 1965, venduto per 194.500 sterline. Le opere di Bonalumi, Castellani e Simeti provengono dalla collezione di Giobatta Meneguzzo e sono state vendute per sostenere il suo Museo Casabianca, che ha sede nella piccola Malo, in provincia di Vicenza, in un palazzotto del Settecento, dove sono contenute circa 1200 opere d’arte contemporanea, di arte grafica, della Pop-art, di Arte comportamentale/performativa, della Transavanguardia e di Arte concettuale.

Enrico Castellani, Superficie Bianca, 1967

Enrico Castellani, Superficie Bianca, 1967. Quest’opera è stata venduta nel Italian Sale di Sotheby’s per ben 3.778.500 sterline

Dal bianco si passa, infine, al nero con il nuovo record di Dadamaino, con Volume del 1958, 139,5×123,5 cm, venduto a 122.500 sterline.

 

Le rivalutazioni e i record da Christie’s

 

Christie’s ha portato all’asta ben dieci opere di Alighiero e Boetti, che pare essere stato anche il protagonista dell’arte italiana negli stand di Frieze. Il prezzo più alto mai raggiunto per una sua opera risaliva al 2010, per una Mappa del 1989 venduta sempre da Christie’s per £1.833.250 (£1.600.000 prezzo di aggiudicazione). Mai più una Mappa è riuscita a superare tale prezzo, nemmeno in questa occasione, anche se sono state vendute, a prezzi milionari, una Mappa del 1979 per £1.166.500 sterline da Sotheby’s e una Mappa del 1988 per £1.142.500 da Christie’s, senza dimenticare le Tavole pitagoriche aggiudicate per £1.142.500.

A superare il record è stata un’opera rarissima, manifesto dell’Italian Sale di Christie’s, la cui stima già anticipava questo successo: da 1,5 a 2 milioni. Colonna, 1968, composta di migliaia di fogli per torte impilati uno sopra l’altro, sopra uno dei quali è scritto “uno dei mille e mille fogli che compongono la colonna realizzata a Torino nel sessantotto, fuori e in silenzio dalla furiosa contestazione alighiero e boetti”, viene aggiudicata per 2.100.000 sterline, per un totale di 2.434.500 sterline incluso il buyer’s premium.

Alighiero Boetti, Colonna, 1968

Alighiero Boetti, Colonna, 1968

L’opera era stata acquistata dal proprietario dalla Galleria Toselli di Milano nel 1976 ed è rappresentativa dell’aderenza dell’artista al movimento dell’Arte Povera. È la prima di un gruppo di nove colonne di fogli di carta da torte che Boetti realizzò nel corso del 1968 e che culminò in una mostra di cinque colonne simili di “centrini” alla mostra personale di Boetti Shaman Showman alla Galleria De Nieubourg a Milano nell’aprile del ’68. Dei nove esemplari, questa Colonna è l’unico pezzo che contiene numerose scritte segrete e dediche fatte dai suoi amici artisti, da ospiti ed espositori che presero parte alla mostra di Roma per cui fu originariamente realizzata all’inizio del 1968.

Christie’s regala anche il record a tre artiste donneCarla Accardi, che ci ha lasciato il 23 febbraio scorso, con Verderossogiallonero del 1967 (106×106 cm), venduto per £170.500; Marina Apollonio, con DINAMICA CIRCOLARE S4 (CIRCULAR DYNAMIC S4), 1968, venduto per £92.500 e Nanda Vigo, con Cronotopo, 1965, 100x100x10 cm, venduto per £52.500.

Carla Accardi, Verderossogiallonero, 1967

Carla Accardi, Verderossogiallonero, 1967

Se da Sotheby’s avevamo pezzi rari mai comparsi in asta, da Christie’s sono state rivalutate diverse opere che erano già state vendute e acquistate in precedenza all’incanto. Si tratta di Combustione Plastica (1956) di Alberto Burri, aggiudicato per £1.300.000 (prezzo precedente 700.000); Superficie Bianca (1969) di Enrico Castellani, aggiudicata per 480.000 (prezzo precedente 139,854 da Sotheby’s, Milano, 25 novembre 2008 e £26.000 da Sotheby’s, Londra nel 2004); Trasformazione forme spiriti (1918) di Giacomo Balla, aggiudicato per £107.000 (prezzo precedente: £118,834 da Sotheby’s, Londra, 29 novembre 1989); Natura morta (1960) di Giorgio Morandi, venduta per £260.000 (prezzo precedente: £ 220.000 da Christie’s, Londra, 16 ottobre 2010); “Venez dans l’île de Cythère…”, di Jannis Kounellis, aggiudicato per £220.000 (prezzo precedente: £190.000 da Christie’s, Londra, 16 ottobre 2009); Concetto Spaziale (1957) di Lucio Fontana, aggiudicato per £1.100.000 (prezzo precedente: £630.000, Christie’s, Londra, 20 ottobre 2008); Concetto Spaziale (1962) di Lucio Fontana aggiudicato per £800.000 (prezzo precedente: £105.000 da Sotheby’s, Londra, 29 giugno 1994); Concetto Spaziale (1961) di Lucio Fontana, aggiudicato per £230.000 (prezzo precedente: 101.280 da Christie’s il 24 novembre 2008 a Milano); Magia (1953) di Marino Marini, aggiudicato per £52.000 (prezzo precedente: £24.000 da Christie’s, 24 giugno 2004, Londra); Ficus (1962-67) di Michelangelo Pistoletto, aggiudicato per £380.000 (prezzo precedente £130.000 da Christie’s, 8 febbraio 2006, Londra).

Alla luce dei risultati delle ultime Italian Sales, non ci resta che sottolineare come comprare arte italiana continui ad essere un ottimo investimento. E per chi è curioso di dare un’occhiata al momento più caldo delle aste di arte italiana di Londra eccovi un video che ci proietta nel momento dell’aggiudicazione dell’Achrome di Manzoni da Sotheby’s.