Londra: 70 milioni per 3 evening sales

Quest’anno l’effetto distrazione da accesso di eventi non sembra aver influito in modo particolare sui risultati del  mercato. E se le notizie trapelate da Frieze parlano di un’edizione che – complice un nuovo allestimento – ha dato buoni risultati in termini vendite, anche le aste in programma nella capitale inglese hanno fatto registare, tutto sommato, risultati apprezzabili con le tre evening sale in programma da Phillips de Pury, Christie’s e Sotheby’s che hanno realizzato un totale di 70.3 milioni di sterline (buyer’s premium escluso). Di poco al di sotto delle aspettative che avrebbero voluto un risultato finale tra i 72.8 e i 104.5 milioni, ma pur sempre superiore del +34.8% rispetto al totale dello scorso anno quando, invece, la concomitanza con Frieze e un’altra decina di fiere aveva avuto effetti pesantemente negativi sulle vendite londinesi (non solo in asta). Il risultato ottenuto quest’anno dalle aste serali di ottobre, peraltro, è il più alto mai registrato dal 2008. Si può tranquillamente affermare, quindi, che il mercato abbia brillantemente passato il primo test d’autunno. E questo nonostante un momento in cui l’economia europea non brilla e le borse sono instabili. Vederemo cosa succederà a novembre con le evening sale di New York. Ma la sensazione è che tutto filerà liscio come l’olio.

Christie’s supera Sotheby’s

Entrando più nel dettaglio Christie’s e Phillips de Pury sono le due contendenti che fanno registare il trend migliore rispetto alle evening sale degli utlimi due anni, mentre Sotheby’s, anche se fa regitrare un +31% ripetto al 2013, deve anche mettere in archivio un -38% in confronto all’ottobre 2012. Non solo, Christie’s è l’unica delle tre case d’asta a veder crescere la propria fetta di mercato in termini di aste serali: 48.8% contro il 44.7% del 2013. Sotheby’s, invece, cala al 33.5% (nel 2013 era al 34.5%) e Phillips al 17.7% (un anno fa era al 22%).

Le tre evening sales londinesi a confronto. Fonte: ArtTactic

Le tre evening sales londinesi a confronto. Fonte: ArtTactic

Percentuali a parte, Sotheby’s ha chiuso la sua evening sale a quota 23.6 milioni di sterline contro una stima pre-asta di 25.1-35.1 milioni e con 7 lotti invenduti su 59 in catalogo. Christie’s arriva a 34.3 milioni superando le minime aspettative che prevedevano un totale di 32.1 milioni, mentre la stima più alta parlava di ben 47.1milioni. 5 i lotti invenduti in King Street su un catalogo di 46. Infine Phillips de Pury: 12.4 milioni il totale realizzato con la vendita di 37 dei 46 lotti in catalogo. Risultato ben lontano dalle stime pre-asta: 15.5-22.2 milioni di sterline.

Aumentano i lotti… e la qualità?

Rispetto alle evening sale dell’ottobre 2013, nelle aste londinesi della scorsa settimana è passato il +9%  di opere (130 vs. 119) e questo, secondo gli analisti di ArtTactic, potrebbe non essere un buon segnale. «In primo luogo Sotheby’s – scrivono nella loro analisi – ha incrementato le dimensioni della propria evening sale portando i lotti in catalogo dai 38 dell’ottobre 2013 ai 52 di quest’anno». «Questo potrebbe essere indice di una difficoltà, da parte delle case d’asta, nel reperire pezzi di alta qualità – commentano da ArtTactic -. Aumentare il numero dei lotti potrebbe quindi essere un modo per compensare il calo in valore. Anche se, mediamente, i prezzi delle tre evening sale hanno fatto segnare un incremento del 26% rispetto allo scorso ottobre».

Tra aggiudicazioni milionarie e piccole sorprese

Anche se il totale finale non ha raggiunto le aspettative, le singole aggiudicazioni ci consegnano l’immagine di un mercato di fascia alta sempre più vivace. Nelle tre evening sales di Londra, infatti, sono state ben 18 le opere battute a più di un milione di sterline e che, da sole, rappresentano il 48% del risultato finale. Tra queste The Heart of Old Saint Juan, lavoro del 1999 di Peter Doig battuto a 4 milioni di sterline (stima in catalogo: 4-6 milioni). Risultati di rilievo anche tra gli artisti più giovani con Tauba Auerbach che realizza il suo nuovo record personale grazie ad Untitled (Fold), opera del 2010 aggiudicata da Phillips de Pury per 950mila sterline. Fa registrare il suo secondo miglior risultato di sempre, invece, l’artista rumeno Adrian Ghenie il cui Duchamp’s Funeral del 2009 è stato battuto da Sotheby’s per 850mila sterile (stima: 400-600 mila).

La TOP 10 delle aggiudicazioni nelle evening sale londinesi di questo ottobre.

La TOP 10 delle aggiudicazioni nelle evening sale londinesi di questo ottobre.

Tra le sorprese, se così di può dire, l’aggiudicazione per 320mila sterline di Untitled (Flat), opera del 2012 di Alex Israel inserita nel catalogo di Christie’s con una stima di 100-150mila sterline. A suo fianco, sempre da Christie’s: Brent Wadden che, alla sua prima apparizione in asta, ha visto il suo Alignment (10) battuto a 60mila sterline, ossia al doppio della stima più alta. Risultato analogo per Mark Flood da Phillips con The Commons del 2013. Sempre da Phillips interessante l’aggiudicazione di TBT, opera del 2013 dell’artista Christian Rosa battuta per 45mila sterline contro una stima iniziale di 20-30 mila.

E l’Italia…

Nelle day sales e nelle evening sales londinesi della scorsa settimana erano presenti anche varie opere di artisti italiani. Molte a firma di nomi ormai storicizzati che, in linea di massima, hanno rispettato le aspettative senza raggiungere risultati di rilievo. La cosa, d’altronde, era prevedibile nella settimana della Italian Sales. Dalle tre aste serali, però, arrivano alcune importanti conferme per due nomi che, ultimamente, stanno andando molto bene sul mercato secondario: Rudolf Stingel e Marcello Lo Giudice. Stingel era presente nel catalogo delle evening sale di Phillips de Pury con un Untitled del 2010 che ha rispettato le attese (350-450 mila sterline) con un’aggiudicazione per 361.875 sterline. Supera, invece, la massima aspettativa il suo Untitled del 2006 offerto nella Day Sale di Christie’s che è stato aggiudicato per 82.875 sterline.

Marcello Lo Giudice, Eden Blu, 2013.

Marcello Lo Giudice, Eden Blu, 2013. Inserito in catalogo nella Day Sale di Sotheby’s con un stima tra 15 e 18 mila sterline, il dipinto è stato aggiudicato per circa 31mila sterline.

Marcello Lo Giudice, invece, è in catalogo da Sotheby’s (Day Sale) e il suo Eden Blu del 2013 supera abbondatemente le stime pre-asta (12-18mila sterline) totalizzando 30.937 sterline. Sempre da Sotheby’s, ma nella evening sale, troviamo invece, un Untitled di Maurizio Cattelan, il cui mercato è in fase non proprio positiva, e che infatti viene aggiudicato al di sotto della stima minima: 145.875 contro un’aspettativa di almeno 150mila sterline. Infine, Francesca Pivi (n. 1971), la più giovane artista italiana inserita nei cataloghi londinesi che, alla sua 27 apparizione in asta, si deve accontentare di un’aggiudicazione di 13mila sterline nella Day Sale di Phillips per il suo Fffffffffffffffffff one del 2006 che partiva da una stima minima di 15 mila.

5 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    La definizione di Capolavoro nell'Arte. Nella overdose di produzione dell'Arte contemporanea dal 1980 ad oggi, è bene fare dei distinguo per comprendere se vi trovate d'innanzi ad un Capolavoro autentico oppure ad un'opera sì valida ma dozzinale.
    Ecco un elenco di 12 criteri che possono aiutarvi nella valutazione di un Capolavoro dell'Arte:

    1. L'artista deve essere un genio; infatti non può affrontare con successo la riuscita di un Capolavoro chi non è un genio.

    2. L'artista che affronta un Capolavoro opera per un impulso interiore più forte della sua natura, studia e lavora sempre anche quando sembra in ozio.

    3. L'artista produce un risultato in sintonia con il suo tempo; se non è compreso subito è perchè il tempo, non l'artista, è in ritardo.

    4. Fare un Capolavoro è rischioso anche per un genio, dopo un Capolavoro la condizione dell'artista è quella del sopravvissuto; tanto alto è il rischio di perdere la vita fisica o la salute mentale.

    Leopardi sarebbe diventato Leopardi senza lo studio matto e disperatissimo ?

    5. Il prezzo, la quotazione, vengono dopo e non condizionano il Capolavoro che ha una sua precisa autonomia anche in assenza di pubblico e di compratori. L'Artista é solo uno strumento nelle mani del Capolavoro. La quotazione poi diventa alta per la rarità del prodotto. Certamente un vero Capolavoro fa un record anche nel prezzo.

    6. Può essere realizzato in tempi brevi o in tempi lunghi, l'età anagrafica dell'artista è relativa. Ad ogni Capolavoro l'esperienza acquisita è utile ma conta poco perchè nel nuovo Capolavoro si devono risolvere situazioni nuove e inedite.

    7. Il Capolavoro, per la sua stessa natura, imprime una chiara e netta svolta nella Storia Universale dell'Arte.

    8. E' un'evoluzione nella percezione visiva umana e della stessa storia iconografica dell'umanità.

    9. Le Collezioni Armellin : The Opera 1983/1985 900 pezzi; Omaggio a Klee 2004/2005 1353 pezzi; Il Poema visivo del XXI secolo : Volto del Mondo e la Croce 1993/2013 2013 pezzi più 173 dell'Epilogo; sono tre Capolavori.

    10. Non ci sarà mai inflazione di Capolavori perchè la caratteristica del genio è quella di essere più unico che raro. Cattelan non é un genio Picasso sì.

    11. Il virtuosismo, le capacità tecniche e la stessa fantasia, aiutano ma non determinano la riuscita di un Capolavoro dell'Arte.

    12. Un Capolavoro Cattolico richiede all'artista una vocazione autentica, accompagnata da una testimonianza esemplare di vita Cristiana. Qui, il solo, Maestro dei Maestri si chiama: Gesù Cristo.

    Pace e Gioia
    Stefano Armellin

    Pompei, giovedì 4 febbraio 2010

  • armellin ha detto:

    La definizione di Capolavoro nell’Arte. Nella overdose di produzione dell’Arte contemporanea dal 1980 ad oggi, è bene fare dei distinguo per comprendere se vi trovate d’innanzi ad un Capolavoro autentico oppure ad un’opera sì valida ma dozzinale.
    Ecco un elenco di 12 criteri che possono aiutarvi nella valutazione di un Capolavoro dell’Arte:

    1. L’artista deve essere un genio; infatti non può affrontare con successo la riuscita di un Capolavoro chi non è un genio.

    2. L’artista che affronta un Capolavoro opera per un impulso interiore più forte della sua natura, studia e lavora sempre anche quando sembra in ozio.

    3. L’artista produce un risultato in sintonia con il suo tempo; se non è compreso subito è perchè il tempo, non l’artista, è in ritardo.

    4. Fare un Capolavoro è rischioso anche per un genio, dopo un Capolavoro la condizione dell’artista è quella del sopravvissuto; tanto alto è il rischio di perdere la vita fisica o la salute mentale.

    Leopardi sarebbe diventato Leopardi senza lo studio matto e disperatissimo ?

    5. Il prezzo, la quotazione, vengono dopo e non condizionano il Capolavoro che ha una sua precisa autonomia anche in assenza di pubblico e di compratori. L’Artista é solo uno strumento nelle mani del Capolavoro. La quotazione poi diventa alta per la rarità del prodotto. Certamente un vero Capolavoro fa un record anche nel prezzo.

    6. Può essere realizzato in tempi brevi o in tempi lunghi, l’età anagrafica dell’artista è relativa. Ad ogni Capolavoro l’esperienza acquisita è utile ma conta poco perchè nel nuovo Capolavoro si devono risolvere situazioni nuove e inedite.

    7. Il Capolavoro, per la sua stessa natura, imprime una chiara e netta svolta nella Storia Universale dell’Arte.

    8. E’ un’evoluzione nella percezione visiva umana e della stessa storia iconografica dell’umanità.

    9. Le Collezioni Armellin : The Opera 1983/1985 900 pezzi; Omaggio a Klee 2004/2005 1353 pezzi; Il Poema visivo del XXI secolo : Volto del Mondo e la Croce 1993/2013 2013 pezzi più 173 dell’Epilogo; sono tre Capolavori.

    10. Non ci sarà mai inflazione di Capolavori perchè la caratteristica del genio è quella di essere più unico che raro. Cattelan non é un genio Picasso sì.

    11. Il virtuosismo, le capacità tecniche e la stessa fantasia, aiutano ma non determinano la riuscita di un Capolavoro dell’Arte.

    12. Un Capolavoro Cattolico richiede all’artista una vocazione autentica, accompagnata da una testimonianza esemplare di vita Cristiana. Qui, il solo, Maestro dei Maestri si chiama: Gesù Cristo.

    Pace e Gioia
    Stefano Armellin

    Pompei, giovedì 4 febbraio 2010

  • natalie ha detto:

    gentile direttore
    complimenti per la bella rubrica d’arte che seguo sempre volentieri da mosca.
    nel citare 2 artisti italiani rudolg stingel, e marcello lo giudice presenti da sotheby’s londra ,avete dimenticato di citare un bel risultato record di lo giudice da christie’s 17 ottobre da auction dove un suo blu eden,e’ stato venduto per £ 60000, cioè’ E. 75000.
    lo dico perche’ ero presente in sala e perché’ sono una sua collezionista.
    ciao , natalie

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Cara Natalie, grazie per la segnalazione che completa, integrandola, la nostra analisi. Se avesse voglia di raccontarci la sua esperienza di collezionista ci scriva.
      Grazie ancora. A presto
      Nicola Maggi

    • armellin ha detto:

      Forse può interessare la mia esperienza di artista, nel senso che ho l’impressione che siamo considerati di serie B nella discussione del prezzo, ad esempio Bonhams mi ha fatto esaminare dai suoi specialisti a Londra, ok per l’arte ma se non sono sostenuto da un noto mercante loro non possono procedere; e sì che The Opera Collection 1983/1985 partirebbe da 900 mila euro di base; chiaro é una mia stima perciò di serie B. Con questo sistema quando si presenta una grande occasione i grandi Big della vendita la perdono. E’ un mercato miope. Chiaramente alla fine vince sempre il Capolavoro.SA

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