Benetton tra i collezionisti più innovativi del mondo

Collezionare arte è diventato ormai una moda e la globalizzazione, tra le tante cose, ha portato alla ribalta collezionisti da tutto il mondo che spesso si avvicinano all’arte – meglio se contemporanea – perché vista come status symbol. Non sempre è così, però, e fortunatamente non tutto il mondo del collezionismo si muove seguendo le mode del mercato o in cerca del nuovo “giovane” su cui puntare i propri “risparmi” nella speranza di un lucroso investimento. Ecco allora il lato buono del collezionismo, quello più innovativo in cui i protagonisti cercano di distinguersi dalla “massa” attraverso un approccio decisamente personale. C’è chi, attraverso il suo collezionistmo, lotta per una causa importante – come Leonardo di Caprio con il suo attivismo ambientalista – e chi cerca, invece, di vuole rappresentare i tutti i colori del mondo. E’ il caso di Luciano Benetton, unico italiano inserito nella TOP 20 dei collezionisti più innovativi del mondo redatta da ArtNet.

 

Collezionare il mondo: Imago Mundi

 

C’erano una volta gli United Colors of Benetton, le discusse campagne di Oliviero Toscani e le pecorelle colorate in mezzo ai pascoli italici. Oggi, tutto questo è diventato Imago Mundi, progetto di arte contemporanea ideato da Luciano Benetton che, lasciata la guida del Gruppo Benetton Spa, ha trasposto la stessa filosofia aziendale in una collezione d’arte molto particolare. Nato inzialmente come progetto collaterale alla 55esima Biennale di Venezia, Imago Mundi si è nel tempo evoluto come una vera e propria mappa delle razze che intende raccogliere in sé tutte le culture artistiche – da quella degli aborigeni australiani a quella degli Inuit – e che, alla fine del 2015 conterà più di 10.000 opere da 85 paesi diversi. Tutte opere commissionate direttamente da Benetton in occasione dei suoi viaggi attraverso il mondo e che comprendono lavori realizzati  sia da artisti emergenti che affermati.

La mappa globale delle opere di Imago Mundi. (Fonte: www.imagomundiart.com)

La mappa globale delle opere di Imago Mundi. (Fonte: www.imagomundiart.com)

«Imago mundi – come spiega, infatti, lo stesso Luciano Benetton – è un progetto culturale, democratico e globale che guarda alle nuove frontiere dell’arte nel nome della coesistenza delle diversità espressive». «Il nostro intento – aggiunge Benetton – è quello di far girare la collezione, di farla conoscere, con mostre, cataloghi e il sito web, ad un numero sempre maggiore di persone, per incoraggiare un dialogo sincero con l’arte e con il mondo, ricordando che il significato, le idee, la ragione e l’ispirazione non sono monopolio di pochi, ma frutto dell’interazione e della comunicazione». Parole d’oro, in un modo dell’arte dove sembrano molto spesso dettar legge ben altre istanze.

Ma ecco il progetto Imago Mundi raccontato direttamente da Mr Benetton:

1 Commento

  • Stefano Armellin ha detto:

    Sono stato selezionato dalla Fondazione Benetton e tutto é finito lì. Nessuno si é degnato di prendere atto di The Opera Collection che é la punta dell'arte contemporanea internazionale prodotta in Italia. Un po' miopi questi Benetton (padre e figlio). SA http://armellin.blogspot.com P.S. Più che un dialogo con l'arte il loro, dei Benetton, mi sembra un monologo, il solito, per scaricare le tasse…

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