Luigi Presicce

Luigi Presicce

Luigi Presicce

Data di Nascita: 1976

Luogo di Nascita: Porto Cesareo (LE)

Vive a: Milano e Porto Cesareo

Lavora a: Milano e Porto Cesareo

Formazione: Accademia di Belle Arti di Lecce / Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti

Sito Web:

Gallerie: Galleria Bianconi

In breve

Con una intenzione quasi liturgica, Luigi Presicce basa il suo lavoro sulla realizzazione di performance che uniscono teatralità e ritualità in un costante riferimento alla cultura e all'iconografia popolare. La sua pratica artistica ricerca una dimensione metafisica e irreale con performance dotate di una forte valenza visiva che mirano ad andare oltre a una dimensione teatrale. I suoi tableau vivant, fatti di pitture o sculture letteralmente 'viventi', vivono di immaginari resi manifesti in dialogo e connessione con simbologie più oscure e legate all'esoterismo e alla massoneria. A Milano, nel 2008 ha fondato (con Luca Francesconi e Valentina Suma) Brownmagazine e in seguito Brown Project Space, per il quale cura la programmazione. Nel 2011 con Giusy Checola e Salvatore Baldi ha fondato a Lecce Archiviazioni (esercizi di indagine e discussione sul sud contemporaneo). Nel 2012 ha preso parte a Artists in Residence al MACRO, Roma. Con Luigi Negro, Emilio Fantin, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti è coinvolto nel progetto Lu Cafausu, con il quale è stato invitato da AND AND AND a dOCUMENTA13, Kassel.
Ha realizzato performance presso la Fondazione Claudio Buziol, Venezia (2010), Thessaloniki Performance Festival, Biennale 3, Grecia (2011), Reims Festival Scènes d'Europe, Frac Champagne-Ardenne, Francia (2011), Màntica festival, Cesena (2011), MADRE, Napoli (2012), We Folk - Drodesera Festival, Centrale Fies, Dro (2012). Ha vinto l’Epson Art Prize, Fondazione Antonio Ratti, Como (2007), Premio Talenti Emergenti, CCC Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze (2011), Long Play, MAGA, Gallarate (2012).

Opere

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Presicce propone un’arte che rottama Cartesio e la sua linea moderna del “penso dunque sono”, accantonando l’Illuminismo razionale e scientifico a favore dell’esperienza della totalità dei sensi. Per lui la via non è l’Illuminismo, ma l’illuminazione, non la luce della scienza, ma quella del misticismo, non il privilegio del senso della vista, ma della molteplicità dei sensi. Non la razionalità, ma il credere nell’incredibile, in ciò che non si vede.

(Giacinto di Pietrantonio – Direttore della GAMeC di Bergamo)