Maggio in Galleria: 10 mostre da non perdere aspettando la Biennale

La Biennale di Venezia con il suo infinito calendario di eventi collaterali e inaugurazioni cittadine è ormai alle porte. Prima, però, di focalizzare la nostra attenzione sulla città lagunare, è giusto dare uno sguardo alle tante mostre che, lungo tutto lo stivale, animeranno il panorama artistico italiano. Iniziamo con Luigi Veronesi 1908-1998: una retrospettiva che la Galleria 10 A.M. Art di Milano dedica, a partire dal 9 maggio prossimo, ad uno dei protagonisti dell’astrattismo italiano e internazionale del Novecento.

LUIGI VERONESI, Composizione, 1938, olio e fotogramma su tela, 30x40 cm

LUIGI VERONESI, Composizione, 1938, olio e fotogramma su tela, 30×40 cm. Courtesy: Galleria 10 A. M. Art

Curata da Paolo Bolpagni, la mostra ripercorrerà tutte le fasi e le sfaccettate “esplorazioni” di questo straordinario artista, che spaziò dalla pittura alla scenografia, dal cinema alla “visualizzazione della musica” tramite un sistema di forme e colori da lui elaborato, dall’incisione alla grafica, dalla fotografia alle arti applicate.

Riccardo De Marchi La direzione opposta, 2018 Polietilene, alluminio anodizzato, 150x75 cm Courtesy A arte Invernizzi, Milano

Riccardo De Marchi, La direzione opposta, 2018. Polietilene, alluminio anodizzato, 150×75 cm. Courtesy A arte Invernizzi, Milano

Il 23 marzo, sempre nel capoluogo lombardo, la Galleria A arte Invernizzi inaugura una mostra personale di Riccardo De Marchi dal titolo àllai opai (altri buchi), in cui l’artista presenterà le sue opere più recenti in un nuovo progetto espositivo ideato in relazione allo spazio della galleria. Il titolo della mostra, attraverso l’utilizzo del termine greco “opé” – che può essere tradotto come “buco” o “foro”, ma anche come “vista” o “orbita oculare” – vuole evocare l’idea della visione “attraverso” il foro, o i fori. Nei propri lavori, come in “Testo Infinito” o “9 pagine” esposti nella prima sala del piano superiore, l’artista mette infatti in atto, forando la materia, una continua contrapposizione tra superficie e volume, tra presenza e assenza.

Il 15 maggio prossimo Avantgarden Gallery inaugura il nuovo spazio espositivo di Milano con TUTT COUS! la prima mostra italiana di 1UP, la crew berlinese di fama mondiale che ha ridefinito il concetto di writing. In mostra opere, istallazioni interne ed esterne alla galleria, foto e video per ripercorrere le azioni più eclatanti che hanno fatto di 1UP il fenomeno internazionale che è oggi. Per l’occasione oltre alla mostra creata appositamente, Avantgarden Gallery sarà una delle tappe del tour di “One week with 1UP”, il libro di Martha Cooper, che per un’intera settimana ha seguito e documentato gli interventi della crew. In anteprima mondiale saranno proiettati 30 minuti inediti del making of di quest’ultimo.

Manu Brabo, Ukranian kids stand around a table full of cakes while an orthodox priest watch after it during an early morning mass

Manu Brabo, Ukranian kids stand around a table full of cakes while an orthodox priest watch after it during an early morning mass

Da Milano a Torino, dove la Galleria Raffalle De Chirico presenta In the wake of Poseidon, mostra personale di Manu Brabo, pluripremiato fotoreporter e vincitore di numerosi premi tra cui il Prix Bayeux – Calvados nel 2012, Premio Pulitzer nel 2013, British Journalism Award nel 2015, il POYi nel 2013, 2016 e 2017 e stimato tra le 25 personalità legate alla cultura, politica, giornalismo e sport più influenti in Spagna nel 2018. La mostra è stata inaugurata ieri, in collaborazione con Fo.To, propone una selezione di scatti dei conflitti da lui raccontati e rappresenta una sorta di retrospettiva che metta in luce i diversi momenti, difficoltà e sviluppi del suo percorso.

David Reimondo, Etimografia, 2014-2018

David Reimondo, Etimografia, 2014-2018

Semprea  Torino, la Galleria Mazzoleni ospita fino al 6 luglio, nelle nuove sale dello storico spazio di piazza Solferino, Il muscolo del pensiero è il cervello, la prima mostra personale in galleria di David Reimondo, a cura di Gaspare Luigi Marcone. L’esposizione ripercorre una parte corposa delle ricerche dedicate al ‘linguaggio’ che Reimondo ha sviluppato negli ultimi anni e segue una serie di eccellenti riscontri di pubblico e critica.

Un'opera di Alfredo Serri

Un’opera di Alfredo Serri

Dal 4 maggio al 15 giugno 2019, la Galleria Open Art di Prato ospita la mostra di Alfredo Serri, un maestro colto e discreto nella Firenze del dopoguerra. Cinque anni dopo l’antologica dedicata ad Alfredo Serri (1898-1972) presso le prestigiose sale espositive dello Spazio Mostre dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la Galleria Open Art dedica un nuovo omaggio a questo interessante interprete dell’arte toscana del Novecento, un artista colto e sensibile, ma poco portato alle pubbliche relazioni. L’esposizione raccoglie una trentina di opere su tela realizzate tra gli anni Quaranta e Cinquanta.
Una vista della mostra Scale of Permanence dell’artista portoghese Sergio Carronha attualmente in corso negli spazie della Galleria MONITOR di Roma.

Una vista della mostra Scale of Permanence dell’artista portoghese Sergio Carronha attualmente in corso negli spazie della Galleria MONITOR di Roma.

A Roma, la galleria Monitor presenta fino al 7 giugno Scale of Permanence,  la prima personale in Italia dell’artista portoghese Sergio Carronha, già presentato lo scorso anno nello spazio lisbonese della galleria in occasione della sua personale, Land and Purpose. Scale of Permanence si collega alla Terra e alla sua possibilità, attraverso diversi passaggi, di essere un sistema perfettamente equilibrato per la crescita di alberi e piante ma in maniera più profonda anche della spiritualità che si connette alla sua personale visione dell’Arte.

Ctò-nio-graphia – Duetto, dalla serie Germinazioni, cm 100×43 caduna, elementi naturali, tela marina ph Thomas Libiszewski

Renata Boero, Ctò-nio-graphia – Duetto, dalla serie Germinazioni, cm 100×43 caduna, elementi naturali, tela marina ph Thomas Libiszewski

Sempre a Roma la Galleria Gilda Lavia ospita fino al 22 giugno la mostra Tracce dedicata gli ultimi lavori di Renata Boero: le Germinazionivariante dei primi Cromogrammi. Le modulazioni cromatiche che animano le tele grezze della Boero sono costituite dalla vibrazione di elementi naturali e dai fenomeni di trasformazione e relazione che si vengono a creare tra di essi, con i quali l’artista dà vita ad affascinanti campiture cromatiche. Queste sue opere racchiudono lo studio approfondito della simbologia legata al colore e la forte relazione dell’artista con la natura e il suo ciclo vitale.

Krištof Kintera, No one has nothing, 2019, mixed media, cm 103 x 73

Krištof Kintera, No one has nothing, 2019, mixed media, cm 103 x 73

Rimanendo nella capirale, il 6 maggio prossimo la z2o Sara Zanin Gallery è lieta di presentare la prima mostra personale di Kristof Kintera negli spazi della galleria, dopo la partecipazione alla mostra collettiva Hidden Beauty (2018) a cura di Marina Dacci. La ricerca di Kristof Kintera si insinua nel tema del “post-naturale” per dare vita ad una complessa interrogazione sociale e politica sul nostro tempo, mossa dalla speranza di sollecitare consapevolezza su questioni di grande attualità. Nella cosiddetta “età del rame”, basata sulla trasmissione di energia e informazioni, la natura è paragonata dall’artista a un enorme sistema nervoso e viene ricreata attraverso materiali di scarto, elettrici ed elettronici, che costituiscono il nostro habitat quotidiano para-naturale.
Un lavoro recente di Guglielmo Castelli

Un lavoro recente di Guglielmo Castelli

Infine, in questo maggio che vede Roma particolarmente ricca di proposte, la galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea presenta, dal 21 maggio prossimo, Iposcenio, terza mostra in galleria dell’artista Guglielmo Castelli. A cinque anni dalla personale Eparina del 2014, questo progetto intende fare il punto sugli sviluppi più recenti del lavoro del pittore torinese, presentando un nucleo di opere inedite, ideate e prodotte specificamente per questa occasione. In queste ultime tele è possibile leggere una nuova, matura, fase della sua ricerca, con l’utilizzo di una gamma cromatica più accesa e una spiccata attenzione verso il dettaglio e l’ornamento, informata dallo studio della grande pittura europea del Novecento.