Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi. Poetare per immagini

Mario Giacomelli, “A Silvia”, 1964. Courtesy CRAF – Centro di Ricerca ed Archiviazione della Fotografia, Spilimbergo.

Da un lato uno dei maggiori maestri della fotografia italiana, Mario Giacomelli, la cui opera è in buona parte connessa all’amore per la natura e per la sua terra, le Marche. Dall’altro uno tra i massimi scrittori della letteratura italiana di tutti i tempi, nella cui opera risulta centrale il tema dell’infelicità costitutiva dell’essere umano, intesa come legge di natura alla quale nessun uomo può sottrarsi: Giacomo Leopardi.

Ad unirli A Silvia, composta da Leopardi a Recanati tra il 19 e il 20 Aprile del 1828. Comparsa per la prima volta nell’edizione dei Canti curata dall’editore fiorentino Piatti, pubblicata nel 1831, segna ilritorno alla poesia di Giacomo Leopardi, dopo l’impegno profuso nella scrittura delle Operette morali. A questo componimento, Mario Giacomelli, dedicherò nel 1964 una serie di immagini, su proposta del critico e fotografo Luigi Crocenzi nell’ambito di un programma di “traduzione” iconica di testi poetici.

Le 34 fotografie vintage del progetto di Giacomelli, che nella sua carriera si è ispirato di frequente a componimenti poetici, sono oggi al centro della mostra Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi. Poetare per immagini che, dal 15 novembre 2021 al 31 gennaio 2022, sarà allestita presso il centro PHOS di Torino.

Organizzata in collaborazione con l’archivio CRAF di Spilimbergo, la mostra sarà accompagnata da una serie di cinque conferenze che, a partire dall’opera del grande fotografo, indagano il rapporto che la fotografia intrattiene con la letteratura, la filosofia della conoscenza, la comunicazione mediatica. 

 

 

Mario Giacomelli e la poesia: la mostra fotografica

Mario Giacomelli si è ispirato di frequente a componimenti poetici. La serie presentata in occasione della mostra al centro PHOS consiste di 34 fotografie vintage intese a rendere in immagini il canto “A Silvia” di Giacomo Leopardi. 

Tale serie fu ideata dal maestro nel 1964 su proposta del critico e fotografo Luigi Crocenzi nell’ambito di un programma di “traduzione” iconica di testi poetici. Per l’occasione Crocenzi aveva fornito un vero e proprio storyboard e Giacomelli si era impegnato a realizzare le relative fotografie. La sequenza, che aveva fini didattici, andò in onda il medesimo anno durante la trasmissione televisiva “Telescuola”, con accompagnamento della voce recitante di Giancarlo Sbragia.

L’interesse di Giacomelli per la poesia e per la sua trasposizione fotografica non si limitò però a quell’episodio, ma anzi proseguì durante tutto il suo percorso artistico; ne testimoniano le serie di immagini ispirate a componimenti di Eugenio Montale, Edgar Lee Masters, Emily Dickinson, Franco Costabile, Vincenzo Cardarelli, Mario Luzi, Sergio Corazzini e la collaborazione con Francesco Permunian.

In ogni caso, com’è noto, anche al di là della sua passione per la poesia, Giacomelli era interessato ad un approccio lirico e visionario alla fotografia, finalizzato a suscitare sentimenti ed emozioni più che a documentare fatti concreti.

Nel 1988 egli tornò ad ispirarsi alla poesia “A Silvia”, elaborando una seconda serie di immagini in cui adottò un metodo espositivo più dichiaratamente simbolico e metaforico, distante da qualunque tentativo di rendere in maniera diretta gli enunciati del componimento.


 

Mario Giacomelli, “A Silvia”, 1964. Courtesy CRAF – Centro di Ricerca ed Archiviazione della Fotografia, Spilimbergo.

Le conferenze di approfondimento

Dal doppio registro narrativo, adottato da Giacomelli in relazione al componimento “A Silvia”, e dalle dualità ad esso connesse, prendono avvio la riflessione interdisciplinare promossa da Phos e la definizione degli sfondi tematici (ideazione e curatela Elisabetta Buffa). 

Gli approfondimenti proposti dalle cinque conferenze – che avranno luogo il 15 ed il 22 novembre, il 13 dicembre, il 10 ed il 24 gennaio – indagano la relazione che la fotografia intrattiene con la scrittura, la teoria della conoscenza e la comunicazione.

L’impegno ad evidenziare le connessioni tra vari campi del sapere intende coinvolgere sia gli specialisti che il grande pubblico, nella convinzione che la fotografia possa rivelarsi un medium ideale per affrontare quel fenomeno complesso che è la cultura, fotografica e non.

 

Programma dell’iniziativa e calendario delle conferenze:

15 novembre 2021 h. 18.30; Presentazione dell’iniziativa.
A seguire, alle h. 19.30, inaugurazione della mostraMario Giacomelli “A Silvia”.
Interverranno Alvise Rampini, direttore dell’Archivio CRAF di Spilimbergo ed Elisabetta Buffa, presidente di Phos.

  • inquadramento del periodo storico
  • introduzione al doppio registro narrativo delle due serie dedicate da Giacomelli al componimento leopardiano: narrazione consequenziale o per nessi causali/narrazione analogico-simbolica.

22 novembre 2021 h. 18.30; Giacomo Leopardi: un poeta tra razionalità e sentimento.
 Dualità inconciliabili o desiderio di una diversa possibile convergenza?
Relatori: Chiara Fenoglio (Università di Torino), Fulvio Vallana (Università di Torino).

  • la relazione tra immaginazione poetica e pensiero critico nell’opera leopardiana: due anime che si intrecciano o due modi, tra loro antagonisti, di porsi rispetto alla scrittura e alla vita? Quale il ruolo della contrapposizione tra illusioni e immaginazione da una parte, resa razionale al disincanto della verità del vivere dall’altra?
  • il legame tra pensiero e figura nella poesia di Leopardi: in quale maniera il poeta dà vita nei suoi componimenti (e quindi tramite parole) a delle forme “visibili”? Che cosa ancora ci parla nella sua predisposizione a tradurre sentimenti, emozioni e concetti in immagine? 

13 dicembre 2021 h. 19.00; Giacomelli e gli anni della TV culturale. Storia e semiologia della televisione sullo sfondo dei nuovi media. Relatori: Orlando Perera (saggista, critico musicale, esperto di comunicazione), Antonio Sant’Angelo (Università di Torino).  

  • storia: come si è articolata in Italia nei primi due decenni di vita della televisione la collaborazione con gli intellettuali? Che cosa ha significato, nel contesto degli anni ’60, l’idea di poter educare a distanza? Quale panorama si è aperto con il proliferare delle reti televisive e successivamente con l’avvento dei nuovi media?
  • semiologia: che cosa comporta la trasmissione di immagini fotografiche attraverso la televisione. Quale la specificità del” televisivo” nel trasmettere i diversi messaggi e in quale maniera essa influisce sui loro contenuti? 

10 gennaio 2022 h. 19.00; Romanzi di figure: letteratura e fotografia. Una riflessione sulle forme della narrazione foto-testuale in cui il verbale incrocia il visivo. Relatore: Luigi Marfè (Università di Padova).

  • dietro ogni fotografia, secondo Roland Barthes, si celano infinite trame di romanzi. Perché oggi tanti scrittori inseriscono fotografie nei propri libri? Che relazione si instaura tra le parole e le immagini? In che modo possono contribuire insieme al racconto di una storia?

24 gennaio 2022 h. 19.00; Che cosa conosciamo attraverso le immagini? Quale idea di verità è possibile attribuire alla fotografia e in genere alle forme di espressione iconica contemporanee?
Relatori: Guido Brivio (Università di Torino), Federico Vercellone (Università di Torino).

  • a fronte della perdita di fiducia nell’esistenza di fatti semplici e obiettivi e in un loro diretto rispecchiamento nell’opera, in quale maniera le manifestazioni artistiche possono partecipare costruttivamente ad una riflessione sui problemi della contemporaneità?
  • al di là del contenuto immediatamente esibito dalle immagini, quali significati è dato di trasmettere tramite il loro aspetto formale? Quale la specificità del linguaggio iconico, e segnatamente fotografico, rispetto a quello verbale?