MAXXI: THE FUTURE IS NOW!

The Future is Now

26 giugno del 1886: Italia e Corea firmano un trattato che dà inizio alle relazioni diplomatiche tra i due paesi. A distanza di 130 anni da quell’evento storico, una mostra al MAXXI di Roma celebra questa lunghissima amicizia: The Future is Now! Opere dalla collezione di New Media Art dell’MMCA – Museo Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Seoul. Coprodotta con il Museo romano e inaugurata il 19 dicembre scorso la mostra raccoglie 41 opere di 33 artisti coreani tracciando il racconto della New Media Art nella scena artistica del paese asiatico,  partendo dalle opere pioneristiche di Nam June Paik e dalle sperimentazioni degli anni Ottanta, per passare attraverso la rivoluzione digitale e i cambiamenti culturali portati dalla rete e dai social network.

Vista della mostra The Future is Now!, allestita al MAXXI di Roma fino al marzo

Vista della mostra The Future is Now!, allestita al MAXXI di Roma fino al 15 marzo 2015

Ispirata da una famosa frase di Nam June Paik con cui l’artista descriveva la sua idea di futuro, The Future is Now! nasce con l’obiettivo di farci riflettere sui “futuri” possibili dell’arte contemporanea analizzando la New Media Art, dalla fondazione nel 1987 ad oggi, attraverso un percorso espositivo che mette insieme le opere provenienti del museo coreano e una vasta gamma di materiali audiovisivie  e che si articola in quattro sezioni cronologiche:

 

Sezione 1
I PIONIERI DELLA NEW MEDIA ART IN COREA

 

Nam June Paik, Magnet Tv, 1963. Courtesy MMCA , Korea

Nam June Paik, Magnet Tv, 1963. Courtesy MMCA , Korea

La prima parte della mostra presenta i lavori di alcuni pionieri coreani della New Media Art come Duck Jun Kwak, Hyun Ki Park e Nam June Paik. Organizzati in modo cronologico, questi lavori illustrano lo sviluppo di questa forma artistica in Corea a partire dalla metà degli anni Sessanta grazie a lavori pioneristici di Nam June Paik come Magnet, Zen for TV, e Highway Hacker. Anche se Paik ha subito ottenuto un grande riconoscimento all’estero, all’epoca i suoi lavori furono esposti in Corea soltanto sporadicamente. Questa parte della mostra comprende anche i lavori di altri artisti che lavoravano all’estero come Kwak e quelle di artisti che vivevano e lavoravano in patria, e che stavano cercando di sviluppare una loro visione artistica come Hyun Ki Park.

 

Sezione 2
LA COMBINAZIONE DI ARTE E TECNOLOGIA:
L’EPOCA DELLO SVILUPPO E DELLA SPERIMENTAZIONE

 

Kong Sunghun, Fall,1996. Courtesy MMCA , Korea

Kong Sunghun, Fall,1996. Courtesy MMCA , Korea

Negli anni Ottanta, la diffusione della tecnologia video aiuta la diffusione della video arte anche su larga scala: dai tre progetti satellite di Nam June Paik del 1984, 1986 e 1988, l’installazione Dadaikseon (The More The Better) realizzata nel 1988 all’MMCA, passando per il Daejeon Expo del 1993 e la Biennale del Whitney. Eventi che sono stati di ispirazione per gli artisti coreani e spingendoli a considerare i new media come una disciplina artistica, tendenza che culmina nel 1992 con la mostra New Visions New Voices, dove un gruppo di artisti nati negli anni Sessanta, mettono in mostra i loro lavori sperimentali che combinano arte e tecnologia. Questi artisti tra cui Kong Sunghoon, Yook Taejin, Kim Haemin sono parte di una vera e propria “generazione video” che sviluppa una nuova sensibilità nei confronti di questo mezzo, e che si cresce guardando una grande quantità di programmi televisivi e film di Hollywood.

 

Sezione 3
LO SVILUPPO DI INTERNET
E DELLA NEW MEDIA ART

 

Kim Sejin, Night Worker, 2009. Courtesy MMCA , Korea

Kim Sejin, Night Worker, 2009. Courtesy MMCA , Korea

Con l’avvento del nuovo millennio, la rivoluzione digitale ha allargato in modo esponenziale l’accesso a internet e ha trasformato le modalità dell’arte contemporanea rendendo possibile la riproduzione illimitata di immagini, lo sviluppo di nuovi temi legati alla produzione e riproduzione delle opere, la possibilità di essere sempre connessi e raggiungibili, la globalizzazione. Gli artisti nati nel 1970, che hanno cominciato le loro carriere alla fine degli anni Novanta, hanno creato lavori che riflettono il nuovo stato dell’arte in una società in cui internet, video e altri new media sono diventati strettamente connessi alla vita quotidiana di tutti. La video arte che una volta esisteva solo legata alla performance o alle installazioni, si è evoluta in una forma di arte indipendente, mezzo di riflessione dell’artista sulla società e pilastro della cultura visiva. Questi cambiamenti traspaiono dai lavori di Kim Sejin, Im Heungsoon, Ham Yangah e di altri. Per una generazione cresciuta nella cultura dell’immagine, i new media non sono più una forma espressiva sconosciuta ma uno strumento familiare, in grado di esprimere la società in cui operano.

 

Sezione 4
LA CULTURA CREATIVA NELL’ERA DEL DIGITALE

 

BANG&LEE, Transparent Study, 2014. Courtesy MMCA , Korea

BANG&LEE, Transparent Study, 2014. Courtesy MMCA , Korea

In seguito alla diffusione dei dispositivi digitali e dei social network, la società coreana ha sperimentato grandi cambiamenti sociali e culturali, come il tentativo di superare il neoliberismo economico attraverso la condivisione, la cooperazione e le comunità locali. Per quanto riguarda la creazione artistica, i tentativi di sperimentazione integrata tra arte, design e ingegneria si sono progressivamente incrementati. In questo contesto di sperimentazione si incontrano personalità come Moon Kyung won e Jeon Joonho che lavorano con esperti in vari campi dall’architettura, alla danza, al design, BANG & LEE che lavorando contemporaneamente sia sulle possibilità sia sui pericoli dei media dal punto di vista storico e artistico, e Everyware che tentano una via tecnologica più morbida che combini la sensibilità analogica e tecnologia digitale. E’ stato grazie alla collaborazione tra discipline che il suono e la performance sono entrate nel campo artistico e nello stesso modo l’analisi di possibilità, significati e limiti dei new media li ha inseriti in un ampio contesto culturale, non riducendoli a semplici novità espressive.

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