Da Baj a Marco Silombria: le sorprese contemporanee di Mercanteinfiera

Marco Silobria, Caravaggio I, 1994 Mixed mediaon board. L'opera è esposta a Mercanteinfiera da Giampiero Tacchinardi
Marco Silobria, Caravaggio I, 1994 Mixed mediaon board. L'opera è esposta a Mercanteinfiera da Giampiero Tacchinardi

Dopo la divertente, ed interessante esperienza di febbraio, questo fine settimana sono tornato a Parma per l’inaugurazione dell’edizione autunnale di Mercanteinfiera (1-9 ottobre), nella speranza di trovare qualche altro tesoro di arte contemporanea mescolato tra oggetti vintage e antiquariato. Una speranza più che soddisfatta e che sembra inserire la kermesse parmigiana in quel filone, ormai molto vivace, che fa sempre più spesso incontrare l’arte contemporanea con opere e oggetti che appartengono a secoli precedenti e che trova in Frieze Masters o nella nostra Flashback due esempi di alto livello. A dimostrazione che la passione per l’arte e il bello non ha età. Oltre al fatto che le contaminazioni tra antico e creatività di oggi hanno un fascino veramente particolare.

Lo stand di Lodi Arte a Mercanteinfiera con il bozzetto di Christo. Lo stand di Lodi Arte a Mercanteinfiera con il bozzetto di Christo.

Già durante il deballage del sabato tra gli stand, ancora in fase di allestimento, sbuca un bozzetto di Christo che fa bella mostra di sé all’interno del Paglione 6 da Lodi Arte (stand E 035), mentre in un altro trovo delle “stelle” di Mario Schifano degli anni Settanta, l’opera non ha ancora il certificato di autentica ma il venditore mi dice che è già in contatto con l’Archivio dell’artista dove, nel caso, si concluderà l’acquisto e relativa autenticazione. Tra un’opera di Peter Halley del 1976 (stand H 55), una tela di Scanavino e tante opere su carta di vari artisti cinetici e Pop, proseguo la mia camminata in quella che è una vera e propria cittadella dell’antiquariato e del modernariato. Da Antichità Sforza (Pad. 5, Stand B06) vedo una bella sfera  in ceramica di Saverio Terruso scomparso nel 2013. Forse il suo nome, a molti di voi, potrà dire poco, ma dopo i sodalizi degli anni Sessanta con Renato Guttuso, Aligi Sassu e Salvatore Fiume, tra la fine degli decennio successivo e gli anni Ottanta, la sua fama artistica è stata di livello internazionale. Tanto che, dal 1979 alla sua morte,  ha collezionato grandi successi in Brasile come negli Stati Uniti, per non parlare della mostra itinerante in varie città del Messico organizzata nel 1995 o di quella, e siamo  nel 2000, presso la Trigram Gallery di Hong Kong, nella quale fu l’unica presenza occidentale. Insomma un nome che andrebbe riscoperto.

La sfera di Saverio Terruso in vendita presso lo stand di Antichità Sforza a Mercanteinfiera

La sfera di Saverio Terruso in vendita presso lo stand di Antichità Sforza a Mercanteinfiera

E tutta da riscoprire è anche l’opera di Marco Silombria, anche lui scomparso da pochissimo, nel 2014. Allievo di Emilio Scanavino, Silombria  è stato uno dei pubblicitari più innovativi a cui abbia dato i natali l’Italia. Ha lavorato per Fiat, Sai e per il Riso Gallo di cui ha disegnato il marchio storico. Una creatività che dal 1985 – quando lascia definitivamente il mondo della pubblicità e della comunicazione –  ha applicato in modo esclusivo all’arte, cimentandosi con le tecniche più diverse, dalla pittura, alla scultura, dalla ceramica alla fotografia, creando opere sempre percorse da una profonda ironia e da un fare demistificante. Al momento della sua morte ha lasciato un patrimonio di 700 opere che la famiglia dell’artista ha dato in “gestione” alla Hatshepsut Antichità di Giampiero Tacchinardi che ne presenta un’ampia selezione nel suo stand di Mercanteinfiera. Mentre altre 90 sono attualmente in mostra in Francia alla galerie Erotic-Secret di Saint-Ouen nell’Ile-De-France. Tra le opere a Parma anche i bozzetti di Made in Italy, in cui l’Italia si trasforma in una panca con sgabelli.

Le opere di Marco Silombria all'interno dello stand di Hatshepsut Antichità

Le opere di Marco Silombria all’interno dello stand di Hatshepsut Antichità

Proseguendo nel mio girovagare, sempre nel padiglione 5, mi imbatto in due opere di Franco Angeli che campeggiano dietro le vetrine piene di gioielli d’epoca e le icone russe dello stand C 050: è lo spazio di Academia IkonRus’ e le due tele provengono dalla collezione privata del titolare, Giovanni Boschetti, uno dei massimi esperti (e collezionisti) di avanguardie russe del nostro Paese che ha deciso di metterli in vendita. Rigorosamente accompagnate da tutte le certificazioni necessarie le due tele sono una degli anni Ottanta e una degli anni Settanta.

I due Tano Festa da Academia IkonRus'

I due Franco Angeli da Academi IkonRus’

Un altro artista contemporaneo che incontro tra i corridoi di Mercanteinfiera è, poi, Enrico Baj di cui sono esposte alcune serigrafie con interventi d’artista molto belle. Durante l’allestimento le avevo viste sistemate in una libreria del Settecento e mi ero ripromesso di ripassare dallo stand di Beloved Chester (Pad. 5 – Stand B 042) e così ho fatto nel giorno di apertura.  Ne esce una storia affascinante che mi raccontano i due espositori, Sara e Gianluca, che si sono imbattuti nell’opera dell’artista milanese per caso, mentre facevano una perizia all’interno di una importante collezione romana.

Le serigrafia di Enrico Baj in vendita da Beloved Chester

Le serigrafia di Enrico Baj in vendita da Beloved Chester

Il collezionista era un amico di Baj, con il quale andava spesso a pranzo, e quelle opere su carta, gelosamente custodite in due cartelle con il nome dell’artista, sono solo alcuni dei lavori del precursore della Pop Art italiana presenti nella raccolta. Una preziosa eredità che assieme alla Galleria d’Arte La Bifora  (pad. 4, F049) metteranno in mostra a Roma in un evento che si terrà proprio dopo la fiera parmigiana. Intanto, per chi sarà a Parma nei prossimi giorni, le due cartelle sono in mostra (e in vendita) nei due stand assieme ad un tappeto sempre ad opera di Baj.

Un tappeto e le serigrafie di Baj nello stand dalla Galleria La Bifora

Un tappeto e le serigrafie di Baj nello stand dalla Galleria La Bifora

Infine, questo mio tour a Mercanteinfiera si conclude allo stand C 028 del padiglione 3. Qui ha “casa” Le Plasir de l’Art, galleria francese di Mentone, in attesa di ricevere due Schifano che fanno concorrenza a quelli che si vedono in tante gallerie d’arte contemporanea. Le due opere verranno consegnate questo mercoledì e, come si vede dalla foto, hanno già avuto l’ok dell’Archivio Mario Schifano.

Una "preview" dei due Schifano che arriveranno a Mercanteinfiera mercoledì prossimo

Una “preview” dei due Schifano che arriveranno a Mercanteinfiera mercoledì prossimo

Si tratta uno smalto e acrilico su tela del 1987, Orizzonte, e si una serigrafia materica sul legno dal titolo quadro severo con trenino allegro, anch’essa del 1987. Entrambe provengono dalla collezione privata di Ilaria Gori che le ha acquistate direttamente dall’artista. Peccato che non siano già lì, ma è sicuramente un buon motivo per tornare a Parma nei prossimi giorni.