Il mercato dell’arte contemporanea in Italia

Qual è lo stato di salute del mercato dell’arte contemporanea in Italia? Come si può uscire dalla crisi che lo affligge ormai da troppi anni? Sono le due principali domande a cui ho cercato di rispondere in questo mio intervento tenuto in occasione della Art & Law Conversation: “Il Mercato dell’arte oggi:  nuove sfide economiche e legali”. L’incontro, organizzato da BusinessJus, il network di avvocati partner storico di Collezione da Tiffany, si è tenuta il 5 novembre scorso  presso la Casa d’Aste Sant’Agostino di Torino. 

 Le riprese sono state effettuate dagli amici di Canale ARTE.

[box] La prossima settimana pubblicheremo l’intervento dell’Avvocato Francesco Fabris: Il restauro di opere d’arte contemporanea: problemi giuridici e prospettive.[/box]

1 Commento

  • Stefano Armellin ha detto:

    Complimenti per l'intervista, ad onor del vero va detto che nel 2013 mi ero rivolto a Sant'Agostino aste, da italiano a italiani, senza ricevere risposta, sarebbe quindi il caso, (se volete, con i buoni uffici di Tiffany), che la Signora Vanessa Carioggi rendesse finalmente concreti i suoi buoni propositi, ecco uno spunto :

    The Opera e il mercato dell'arte. Chi produce il valore, l'opera, è il genio dell'artista.

    Con il successo delle opere e delle mostre nei musei, sono aumentati anche i collezionisti. In Italia sono oggi (2012) circa tre milioni le persone che s'interessano all'arte contemporanea.

    Chi usa l'Arte per investimento, guarda solo il prezzo e le proiezioni di crescita economica, non è interessato all'Opera tanto meno all'artista. Acquista un bene che deve fruttare.

    Gli imprenditori collezionisti come Francois Pinault e Larry Gagosian dimostrano maggiore apertura culturale non disgiunta da un chiaro ed efficiente senso per gli affari. Infatti delegano le acquisizioni ad agenzie specializzate e ragionano come i banchieri. Ma fino a che punto fanno il bene dell'Arte ?

    Intorno al successo di un artista prosperano critici, curatori, mercanti, galleristi, istituzioni museali, scuole, teatri, compagnie di ballo, serial televisivi, circhi equestri, tipografie e maestranze varie dentro e fuori dal web.

    Le immagini (anche delle istituzioni) che si affermano su scala industriale (pensate a Walt Disney, al design industriale, alla Moda ai mass media ) producono lavoro per moltitudini di persone in tutto il Mondo. Ma il grande successo, il Capolavoro, è difficile e rarissimo.

    L'imprenditore perspicace sa capire quando le immagini prodotte dall'artista sono pronte per la ribalta del Mondo e investe con perizia e lungimiranza.
    Continuo a pensare a Francois Pinault e a Larry Gagosian, alla loro collezione d'arte contemporanea veramente imponente, alla quale manca solo The Opera per dirsi completa. Ma il Capolavoro non sente la loro mancanza, é autonomo.

    Oggi c'è molta concorrenza e i galleristi medi che sono la maggioranza, preferiscono ragionare con squadre di artisti, con gli stessi nomi che si fanno girare l'uno con l'altro per decenni, regolando, controllando e determinando le quotazioni di questo o di quell'artista. Quando un artista sale il prezzo deve stare su altrimenti i soldi investiti si perdono.

    Quotazioni a loro volta gestite con precisione nelle vendite all'asta, e sono i nuovi record a rimettere tutto in discussione, un vero Capolavoro é capace di riscrivere la stessa storia dei prezzi.

    Quasi mai chi investe rischia soldi su un giovane artista o su opere minori. L'artista morto si dice valga di più perchè non può più produrre opere, dimenticando quanto sia difficile anche per l'artista vivo mantenere per anni la produzione a livello del Capolavoro. I prezzi cambiano secondo i momenti storici. Certamente la vera arte é un bene rifugio.

    Ma i galleristi medi puntano al sodo, lavorano con le opere di artisti morti o molto anziani, ti senti dire con un sorriso beffardo : "Costui é molto bravo ed ha quasi 85 anni, ci pensi".

    Sovente questi galleristi sono artisti falliti oppure provenienti da altri settori, ad esempio ho conosciuto un venditore di scarpe che ha smesso di vendere scarpe, e nello stesso negozio, si è messo a vendere arte contemporanea.

    Questa logica è stupida perchè ignora il valore della persona umana creativa a tutte le età e non rispetta né il pubblico né il cliente né i giusti prezzi.

    Oggi c'è molta improvvisazione, sia negli artisti sia nei galleristi che nei curatori web.

    Si moltiplicano le fiere che mescolano rari artisti di valore con una infinità di stelle cadenti, artisti che vengono dimenticati nello stesso momento in cui viene pronunciato il loro nome.

    Così facendo le idee stagnano e non si rinnovano. Ma purtroppo, quando le idee vere ci sono non vengono viste.

    Ancora una volta l'innovazione in arte è affidata al singolo artista che con determinazione personale si avventura nel tortuoso cammino della ricerca creativa sovente senza aiuti e per lunghi anni.

    Così, per oltrepassare tutto questo schifo ho prodotto The Opera e un Capolavoro come il Poema visivo del XXI secolo, alla fine superando tutti, anche me stesso.

    Stefano Armellin
    http://armellin.blogspot.com
    Pompei, novembre 2007 aggiornato a giovedì 25 ottobre 2012 , a domenica 29 settembre 2013, a domenica 29 giugno 2014

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