Mercato arte italiana: in cerca di ripresa (p. 3)

Giorgio Griffa, Orizzontale, 1977 Acrilico su tela, cm. 100 x 148. Courtesy: Martini Studio d'Arte

Dopo aver visto l’andamento del mercato dei nostri artisti storicizzati più importanti e dei maestri dell’Arte Povera e della Pop Art nostrana, il nostro report sul mercato dell’arte italiana prosegue oggi con l’arte ottico-cinetica, la Pittura Analitica, il gruppo Origine e gli altri artisti storicizzati presenti nelle aste di tutto il mondo.

 

Arte ottico-cinetica

Dopo il boom del 2015-6, gli artisti ottici-cinetici italiani hanno avuto un generale calo nel mercato, affermando il loro apprezzamento soprattutto in Italia e Austria. Il 2021 è stato l’anno del top lot per Alberto Biasi che ottiene 54.627$ per il suo CO 238 (1965-70) a Brno, Repubblica Ceca. I suoi prezzi sono in evoluzione del 2% rispetto all’anno precedente e si stima che 100$ investiti in una sua opera nel 2000 valgano oggi in media un +461%, circa 561$. Anche Getulio Alviani raggiunge il top lot di carriera nel 2021 con Superficie a testura vibrante II 14 1-2-4 (1961-3) venduto da Pandolfini a Firenze a 199.120$.

 

Quasi nullo il mercato nel 2021 di Marina Apollonio, il cui trend è in netto calo, con una differenza di prezzo medio di aggiudicazione che va dai 26.975$ del 2016 ai 7.292$ del 2020, mentre nel 2021 è stata praticamente assente in asta.

 

Anche la presenza di Franco Grignani in asta sta calando, con sempre meno opere negli ultimi anni e un tasso di invenduto maggiore. Dopo il 2016, il trend è in negativo nonostante il fatto che gli investimenti realizzati nel 2000 sulle sue opere valgono oggi in media il 1358% in più.

 

Più costante il mercato di Bruno Munari e di Grazia Varisco che, pur registrando un’involuzione dei prezzi, sono più presenti sul mercato e il trend negativo non è brusco.

 

Pittura analitica

Mercato quasi completamente italiano per i pittori analitici che confermano il loro apprezzamento sul nostro territorio che rappresenta in media l’80% del loro fatturato. Negli ultimi anni i fatturati sono più bassi rispetto agli altri ma costanti e forti. Il 2021 è stato l’anno del top lot maggiore, dopo il boom del 2015, di Giorgio Griffa, che ottiene 42.292$ per Orizzontale (1977), venduto dallo Studio d’Arte Martini, Brescia.

 

I prezzi delle opere di Griffa hanno subito un’evoluzione del 23% con un basso tasso di invenduti del 7%. Altrettanto positiva l’evoluzione dei prezzi delle opere di Rodolfo Aricò, circa del 21%: il suo fatturato rimane costante con una media di 90 mila dollari totali l’anno e una media di 20 lotti venduti. Il prezzo di aggiudicazione medio si mantiene a 4.000$, buono ma ben lontano dai 13 mila di media ottenuti nel 2016 e 2017.

 

Leggermente in calo il mercato di Pino Pinelli, i cui prezzi subiscono un’involuzione del 20% con un prezzo medio di aggiudicazione che scende da 5.000 a 2.000$ di media. Nonostante la minore presenza in asta, si stima che 100$ investiti nel 2000 valgono in media oggi 1.539$.

 

Gruppo Origine & CO

Il trend di questi artisti è in discesa ma comunque positivo rispetto agli altri: Giuseppe Capogrossi chiude il 2020 con un fatturato di 554.936$ e sul 2021 ha già ottenuto quasi 230 mila $ di fatturato. I suoi prezzi hanno subito un’evoluzione del 10%, con un tasso di invenduto in calo.

Più altalenante è il trend di Ettore Colla, che negli ultimi anni alterna fatturati molto alti con crolli netti. Nel 2021 il suo Senza Titolo viene battuto da Farsetti a più di 90 mila dollari, molto vicino ad essere il suo top lot di carriera. Negativo è invece il mercato di Mario Ballocco i cui prezzi scendono del 20% rispetto agli anni precedenti. Fattore positivo è il maggiore apprezzamento delle sue opere all’estero, specialmente in Austria. Si stima però che 100$ investiti nel 2000 valgano oggi la metà.

 

Tra gli altri grandi artisti italiani storicizzati presenti nelle aste di arte contemporanea troviamo anche Ettore Spalletti, che nel 2021 ottiene un ottimo risultato con la vendita di Grigiazzurro, tiepido (2005) a 97.089$ da Studio d’Arte Borromeo, Senago. Apprezzatissimo anche sulla piazza inglese, il suo trend è in ascesa nonostante i pochi lotti presenti: solo nel 2021 ha venduto due lotti per un totale di fatturato di 148.171$.

 

Ottimo anche il posizionamento sul mercato di Carla Accardi che chiude il 2020 con un fatturato maggiore del milione di dollari: il suo trend è decisamento positivo e costante, con un tasso di invenduti in calo e un numero di lotti venduti di 70 all’anno in media. Molto buono anche l’andamento delle opere di Emilio Vedova, apprezzatissimo anche all’estero, che subiscono un’evoluzione del 23%.

 

A differenza degli altri, Vedova non ha avuto il boom degli anni 2015-6-7, ma si mantiene costantemente in ascesa da prima, fino ad arrivare al top anno nel 2019. A metà del 2021 ha venduto circa 32 opere per un totale di fatturato maggiore a 600 mila dollari: un risultato che lancia in positivo la seconda metà dell’anno.

 

Apprezzatissima dal mercato inglese, Carol Rama è sempre più presente sul mercato, anche se al ribasso rispetto al 2017-8, anni in cui il suo fatturato supera i 2 milioni di dollari. In quegli anni il prezzo medio di aggiudicazione in asta per le sue opere superava i 40 mila dollari; oggi invece il prezzo medio è di 17 mila dollari circa.