Mercato arte italiana: in cerca di ripresa (p.1)

Massimo Campigli, Gioco con filo (1946)

Giugno 2021: le grandi aste di arte contemporanea si sono concluse in questa metà anno con cifre da record per grandi artisti internazionali come Basquiat e Banksy e abbiamo visto il fenomeno della Crypto-arte in affermazione e crescita. Ma la nostra arte? E’ tempo di fare un bilancio. Iniziamo oggi uno speciale in tre puntate dedicato al mercato dell’arte italiana. In questa prima uscita ci concentreremo sull’andamento dei nostri grandi storicizzati nelle aste di arte moderna e contemporanea.

 

I grandi italiani storicizzati nelle Aste di Arte Moderna

Spesso presente nelle aste internazionali di arte moderna Giorgio De Chirico sta registrando un’ottima performance di mercato, con un’evoluzione dei prezzi del 7,4%, 87 lotti già venduti in sei mesi e un buon posizionamento nella classifica mondiale. Difficile dimenticare e difficile battere il top lot del 2020 dei 13.600.000$ che “Il pomeriggio di Arianna” ha raggiunto da Sotheby’s.

 

Meno alta è l’evoluzione dei prezzi di Marino Marini e Giorgio Morandi: hanno entrambi un aumento dei prezzi in asta del 5% e 36 lotti venduti nel 2021. Le loro opere hanno superato il milione di euro solo in poche occasioni dal 2020 nonostante il loro particolare apprezzamento in crescita nel Regno Unito, che rappresenta circa il 50% del loro fatturato.

 

Un caso particolare è Amedeo Modigliani che, con un’involuzione dei prezzi del 70%, la sua opera Jeune fille assise, les cheveux dénoués (Jeune fille en blue) (1919) viene battuta da Sotheby’s a New York a 14 milioni di dollari. Un ottimo risultato ma molto lontano dai 139 milioni raggiunti due anni fa da Nu cousché (sur le coté gauche) (1917).

 

Nelle aste su territorio italiano l’unico top lot battuto in questa metà anno è stato Gioco con filo (1946) di Massimo Campigli, venduto da Christie’s nella Thinking Italian Milan a 93.714$, che conferma l’apprezzamento per questo artista da parte del nostro mercato che rappresenta il 78% del suo fatturato.

 

I grandi italiani storicizzati nelle Aste di Arte Contemporanea

Dal 2020 vediamo un aumento di interesse per le opere di Piero Manzoni, i cui prezzi hanno avuto un’evoluzione del 150%, soprattutto sul mercato americano e inglese, con una media dei prezzi di aggiudicazione che supera i 100mila dollari. Ancora maggiore è l’evoluzione del mercato di Enrico Castellani, per il quale si stima che 100$ investiti in una sua opera nel 2000 valgono in media nel 2021 circa il 426% in più.

 

Un caso particolare è quello del mercato di Agostino Bonalumi che, nonostante la generale evoluzione dei prezzi sia scesa a – 45%, le sue opere valgono in media il 687% in più nel 2021 rispetto al 2000. Insieme ad Antonio Donghi è l’unico il cui fatturato maggiore venga dal mercato italiano e non estero. Anche Leoncillo è molto apprezzato in Italia, tant’è che il top lot degli ultimi anni lo ha raggiunto proprio a Milano da Sotheby’s con la vendita del San Sebastiano bianco (1962) a 560.671$.

 

Si conferma purtroppo quel calo di liquidità analizzato negli ultimi anni delle opere di Lucio Fontana che subisce un’involuzione dei prezzi del 36%: il numero di lotti passati in asta rimane sempre su una media di 200 l’anno, ma il prezzo medio di aggiudicazione scende dai 700mila dollari nel 2015 ai 143mila nel 2020. In negativo anche i prezzi di Alberto Burri, con un -27,5%.

 

Sia per Fontana che per Donghi e Bonalumi, l’anno di maggiore fatturato dal 2015 ad oggi è stato il 2018, mentre gli ultimi due anni hanno rappresentato un forte crollo dei prezzi.

La prossima settimana analizzeremo l’andamento del mercato di Arte Povera e Pop Art. Mentre la terza uscita di questo nostro speciale dedicato al mercato dell’arte italiana si focalizzerà sui trend di Arte Ottico-Cinetica, Pittura Analitica e Gruppo Origine. Infine, nell’ultima puntata daremo uno sguardo alle vendite di Transavangaurdia e dei nostri “super contemporanei”.