Il mercato dell’Arte Povera: 2000-2019

Una vista della sala dedicata all'Arte Povera alla recente mostra "Nascita di una Nazione" tenutasi dal 16 marzo al 22 luglio 2018 a Palazzo Strozzi, Firenze. Foto: Alessandro Moggi.

Londra, 31 maggio 2001, Bankside. Dopo Morandi, Fontana e Severini, la capitale del Regno Unito torna a celebrare l’arte contemporanea italiana con una mostra destinata ad avere un’influenza fondamentale anche sul mercato internazionale che, da qualche anno, ha iniziato ad apprezzare, con sempre maggior vigore, la produzione artistica del nostro Paese grazie alle neonate Italian Sales.

Si tratta di Zero to Infinity: Arte Povera 1962–1972, prima grande retrospettiva dedicata all’Arte Povera in Inghilterra organizzata dalla Tate Modern assieme al Walker Art Center di Minneapolis e che da Londra porterà in tour nel mondo l’opera dei 14 artisti del movimento tenuto a battesimo da Germano Celant: Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Piero Gilardi, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio.

Tutti nomi che, seppur con alterne vicende, tengono ancora oggi alta la bandiera della nostra arte nel mondo. A distanza di 18 anni dalla mostra londinese e a mezzo secolo dalla pubblicazione del libro di Celant, Arte Povera (1969), tracciamo un bilancio di quello che è oggi il mercato dell’Arte Povera, anche in vista dell’edizione 2019 della Thinking Italian di Christie’s che si terrà venerdì a Londra e che vede tra i 33 lotti in catalogo anche alcuni lavori di Boetti e Anselmo.

Il mercato dell’Arte Povera

 

Teorizzata nel 1967 da Germano Celant sulle pagine di Flash Art, l’Arte Povera comincia a vedere il suo declino come gruppo già alla fine del 1971, quando alle mostre collettive, lo stesso Celant inizia a preferire esposizioni personali che mettano in risalto le singole ricerche personali. Già dai primi anni Ottanta, però, e in particolare con Documenta 7 di Kassel del 1982, si torna a parlare di questo movimenti artistico italiano e nel 1985 si tengono alcune importanti mostre a MadridDell’Arte Povera a 1985 (Palacio de Cristal/Palacio de Velázquez / Parque del Retiro, dal 24 gennaio al 7 aprile –  e New York: The Knot. Arte Povera at P.S.1 (ottobre – dicembre 1985). Non mancano, perlatro,  tappe espositive in Francia, Germania, Norvegia che ci guidano verso il nuovo millennio e quel 2001 quando, con la mostra Zero to infinity: arte povera 1962-1972, curata da Richard Flood e Frances Morris, l’Arte Povera rientra non solo nell’interesse artistico, ma anche in quello del mercato dell’arte.

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