Tra record e trend: uno sguardo al mercato di Giorgio De Chirico

Giorgio De Chirico (1888-1978)

Il 28 ottobre Sotheby’s ha mette in asta un’opera di Giorgio De Chirico unica sul mercato, Il pomeriggio di Arianna: una delle otto tele della prima fase metafisica dell’artista. La casa d’asta punta in alto e pone una stima minima di 10.000.000$ con una massima di 15.000.000$.

L’opera viene dipinta a Parigi, città che ha accolto Giorgio De Chirico, ma lui non dimentica la sua terra natale, la Grecia, e in questo ciclo rende protagonista “Arianna addormentata”, una scultura di epoca antica ammirabile in Vaticano, la cui origine e ritrovamento rimangono sconosciuti.

Prima di lui, la dolce fanciulla con il braccio rivolto all’indietro aveva stimolato la creatività di altri grandi artisti, come Giorgione e la sua Venere dormiente.

In quest’opera Arianna si abbandona alla solitudine di una piazza assolata, con ombre decise e un paesaggio che celebra la vita moderna con un treno che passa, una ciminiera, una torre.

Con il suo stile riconoscibile e unico, Giorgio de Chirico conferisce al dipinto una surrealtà eterna che rende il sonno di Arianna profondo e che ritarda all’infinito il momento della rivelazione del suo abbandono da parte di Teseo.

Giorgio de Chirico, Il Pomeriggio di Arianna (Ariadne’s Afternoon), 1913. Courtesy Sotheby’s.

Il Pomeriggio di Arianna conquista l’asta serale di arte moderna e impressionista con un risultato di 15.890.400$, raggiunto dopo una serie di rilanci da parte di due acquirenti al telefono.

Un record d’asta per l’artista metafisico e un risultato encomiabile per la casa d’asta. Questo influenzerà anche il valore di mercato di De Chirico, la cui evoluzione dei prezzi era scesa del 19% nel 2019 e che non vedeva un record d’asta del genere da undici anni.

Nel 2009 infatti era stato battuto all’asta a 12.570.460$ Il Ritornante dalla collezione Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, un’opera più matura nello stile della serie dei manichini dell’artista. Prima di questa, le sue opere non superavano i 10.000.000$.

Nel 2017 Sotheby’s aveva tentato di avvicinarsi all’allora record d’asta con Il sogno di Tobia (1917), ottenendo però “solo” 8.000.000$. I precedenti record di De Chirico non sono dipinti raffiguranti le piazze enigmatiche, ma manichini, gladiatori o composizioni metafisiche.

GIORGIO DE CHIRICO, Il Ritornante, 1918. Olio su tela, 94 x 77.9 cm. Nel febbraio del 2009 questo dipinto fu battuto a Parigi da Christie’s nell’asta dedicata Collection Yves Saint Laurent et Pierre Bergé. Venduta per 12.6 mln $ stabili il record d’asta per l’artista.

Le opere maggiormente apprezzate di Giorgio De Chirico sul mercato sono quelle del 1917, appartenenti alla fase ferrarese in cui il pittore abbandona temporaneamente le piazze assolate per dedicarsi a manichini e nature morte.

Alcuni esempi emblematici di questa serie sono Ettore e Andromaca, Il grande metafisico e Testa di manichino. Un grande successo di mercato lo hanno anche le opere dell’anno 1913, appartenenti alla prima stagione Metafisica, come quella del record d’asta della settimana scorsa, e dell’anno 1960, la fase di manierismo, di maturità della metafisica.

Paragonando stilisticamente l’Ettore e Andromaca del 1917 e del 1960, possiamo notare come ci sia stata una grande evoluzione nell’artista, ma anche come in questo ultimo stadio si sia reso più scultoreo, i colori più saturi e i dettagli più acuti.

Ciascuno di questi periodi va a rappresentare il 7% del fatturato totale di De Chirico in asta, che ammonta a circa 271.000.128$.

Il 17% delle opere in asta di De Chirico superano il milione di dollari e un altro 17% supera i 5 milioni di dollari.

La fascia di prezzo più diffusa però è quella che va dai 100.000$ ai 500.000$, che l’hanno portato ad ottenere in asta circa 90 milioni di dollari.

Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca, 1917. Venduto da Christie’s nel 2002 a 331.560$

Negli ultimi cinque anni, più della metà delle sue opere in asta erano stampe e multipli, mentre il numero minore di dipinti sul mercato rappresentano comunque il 93% del suo fatturato.

Un trend caratteristico del suo mercato è infatti l’aumento di anno in anno della percentuale di stampe che vengono vendute in asta rispetto ai dipinti, sia per il loro essere più economiche sia per la loro maggiore disponibilità sul mercato.

Si passa da un 30% nel 2000 a un 70% nel 2020. La stampa che raggiunse un prezzo più elevato in asta fu Metamorphoses del 1930, venduta in Francia a 23.572$. Queste vengono maggiormente comprate in Italia e in Europa.

Giorgio De Chirico, Metamorphoses, 1930, stampa.

In generale, le opere di Giorgio de Chirico sono maggiormente vendute in Italia, che negli ultimi venti anni ha investito circa 104.683.292$ per aggiudicarsi i suoi lotti in asta; seguita dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, le grandi capitali del mercato dell’arte.

Le sue opere però sono vendute ovunque nel mondo e negli ultimi anni hanno destato l’interesse anche dei collezionisti asiatici.

LOTTO 96 – Giorgio de Chirico, Ritratto del nonno paterno Giorgio Maria de Chirico, 1936.olio su cartoncino applicato su cartone, cm 27×15,3. Estimate: EUR 30,000 – EUR 50,000. Courtesy: Christie’s

Proprio oggi (5 novembre), peraltro, Christie’s presenta in asta un altro capolavoro di de Chirico, il Ritratto del nonno  paterno  Giorgio  Maria  de  Chirico  (1936) che torna sul mercato dopo oltre settant’anni passati in una collezione privata, il 5 novembre. L’opera, inserita nel catalogo della Thinking Italian Milan, è valutata  30.000-50.000€.

Il 24 novembre da Wannenes, invece, passerà in asta una versione anni degli anni Sessanta delle Muse inquietanti di Giorgio de Chirico con una stima di 350.000 – 450.000 euro.

Mentre Farsetti Arte, nella sua asta di arte moderna e contemporanea dell’11 e 12 dicembre, proporrà in vendita una Piazza d’Italia del 1951 dove ritroviamo nuovamente la statua di Arianna dei Musei Vaticani. Questo lavoro è valutato 200.000 – 250.000 euro.

3 Commenti

  • martina ha detto:

    Meraviglioso De Chirico, probabilmente molto sottovalutato visto che molti artisti decisamente meno importanti spuntano prezzi di molto superiori!!!

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Assolutamente vero. Meriterebbe molto di più. Paga una certa gestione, non impeccabile, della sua produzione e un carattere non semplicissimo, ma è un grandissimo artista. Il valore di mercato, d’altronde, non sempre rispecchia la qualità.

  • Deborah D'Agostino Deborah D'Agostino ha detto:

    Sono d’accordo, anche con Nicola nel dire che il valore di mercato non sempre rispecchia la qualità!
    E’ un’artista incredibile e questo record d’asta gli fa onore!

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