Mercato: il ritorno, alla grande, di Mario Schifano

Mario Schifano fotografato da Uliano Lucas. Immagine sotto licenza CC BY-SA 4.0
Mario Schifano fotografato da Uliano Lucas. Immagine sotto licenza CC BY-SA 4.0

Dopo due anni di rallentamento, il mercato di Mario Schifano è tornato a crescere e i primi 4 mesi di questo 2019 rappresentano già un primato assoluto nella storia mercantile dell’artista di Piazza del Popolo che ha realizzato, nelle aste di Sotheby’s e Christie’s, il suo nuovo record mondiale e le sue aggiudicazioni più alte di sempre. Ma vediamo come si sta sviluppando il mercato di Schifano a poco più di venti anni dalla sua scomparsa avvenuta 26 gennaio 1998.

L’evoluzione del mercato di Mario Schifano

La storia mercantile di Mario Schifano, apprezzatissimo dal collezionismo internazionale ma penalizzato in termini economici, come molti colleghi della Pop Art italiana, da una produzione spesso non omogenea e non ordinata in un catalogo ragionato, è sintomatica di un mercato dell’arte dove la provenienza e un archivio gestito in modo impeccabile sono ormai elementi fondamentali.

Guardando l’evoluzione delle vendite del grande artista di Piazza del Popolo, infatti, non si può non notare un andamento decisamente altalenante, con prezzi medi di aggiudicazione molto bassi – che fino ad oggi non avevano mai superato i 20.000 euro -, e dei picchi periodici dovuti al ritorno sul mercato di opere provenienti da importanti collezioni private e sulla cui qualità e autenticità non vi sono dubbi. Più volte, così, ci siamo trovati a chiederci se non fosse finalmente giunto il “suo momento di mercato”. L’ultima, in ordine di tempo, risale al 2015. Poi, due anni piuttosto piatti, seguiti dai picchi del primo quadrimestre 2019. (Leggi -> Il 2016 sarà l’anno della Pop Art italiana?)

La progressione dei prezzi medi e delle aggiudicazioni record dal 2000 a 2019. © Artprice.com

La progressione dei prezzi medi e delle aggiudicazioni record dal 2000 a 2019. © Artprice.com

Un trend, quello appena descritto, che potrebbe far pensare ad un mercato effettivamente in difficoltà, ma se diamo uno sguardo d’insieme all’andamento delle vendite in asta di Mario Schifano dal 2000 ad oggi, ci accorgiamo che l’andamento è, invece, piuttosto stabile e che, negli ultimi 20 anni, il valore delle sue opere è cresciuto e non di poco. Tanto che il database artprice.com mette in evidenza come 100 euro investiti nel 2000 in un’opera di Schifano valgano oggi, in media, 174 euro (+74%).

Cifra che, peraltro, non rappresenta un picco per l’artista di Piazza del Popolo, se si considera che il primo gennaio 2008 quegli stessi 100 euro spesi nel 2000 valevano mediamente 256 euro. Questo sì, il picco più alto di sempre, culmine di un’ascesa iniziata proprio con l’aprirsi del XXI secolo e rallentata solo dalla crisi economica del 2008. Per poi tornare a crescere, seppur in maniera più discontinua, dal 2012 e raggiungere nuovi picchi nel 2014 (227 euro) e nel 2016 (215 euro), fino ad arrivare, appunto, a questo 2019.

Lot 58 - Mario Schifano - Con Anima - 1965 - EST € 500.000-600.000

Lot 58 – Mario Schifano – Con Anima – 1965 – EST € 500.000-600.000. Venduta a 972.500 euro diritti d’asta inclusi, questa opera ha stabilito, l’11 aprile 2019, il nuovo record d’asta di Mario Schifano.

Un andamento, quello appena descritto, su cui pesa ovviamente la qualità delle opere proposte, come conferma un tasso di invenduto sempre piuttosto alto negli ultimi 20 anni (attorno al 38% di media). Ma anche il fatto che in 4 mesi di mercato, il fatturato 2019 di Mario Schifano ammonti già a 2.986.662 euro, il terzo più alto di sempre e questo grazie ad un’offerta qualitativamente molto più alta che in passato. Tanto che il fatturato 2019 è stato realizzato con la vendita di 65 lotti, mentre quello record del 2016 (3.834.603 euro) fu realizzato con la vendita di ben 277 lotti.

Basta dare uno sguardo ai prezzi medi di aggiudicazione, d’altronde, per capire bene cosa intendo: 19.000 euro nel 2016 -> 66.000 euro nel 2019. Con una percentuale di incremento del +247%. Appartengono a questo periodo (2016-2019), d’altronde, ben 7 delle 10 aggiudicazioni d’asta di Schifano più alte di sempre. A partire proprio dal record mondiale realizzato l’11 aprile 2019 durante l’asta primaverile di Sotheby’s a Milano, quando la sua tela del 1965, Con Anima, è stata aggiudicata a 800.000 euro di hammer price (972.500 euro diritti d’asta inclusi).

2015: l’anno della svolta

Anno chiave del nuovo corso del mercato di Mario Schifano – post crisi del 2008 – è stato certamente il 2014, con la mostra Mario Schifano: 1960-1967, tenutasi da Luxembourg & Dayan London. Seguita, a cavallo tra 2014 e 2015, da un’edizione newyorkese dal titolo Mario Schifano: The ‘60s. Questa volta curata assieme a Giorgio Marconi e con opere dalla provenienza importantissima. Alcuni pezzi erano passati dalle mani dello stesso Giorgio Marconi e di Ileana Sonnabend, mentre altre arrivavano da importati collezioni come quella romana di Giorgio Franchetti.

Mario Schifano, Cleopatra's Dream, 1960-61. Enamel and paper laid down on canvas. 129.8 x 120 cm. Courtesy: Christie's

Mario Schifano, Cleopatra’s Dream, 1960-61. Enamel and paper laid down on canvas. 129.8 x 120 cm. Courtesy: Christie’s

È nel 2015, infatti, che arriva, il primo salto di qualità. Se il prezzo medio di aggiudicazione si mantiene costante nel tempo – attorno ai 15/16.000 euro – il nuovo record d’asta stabilito in quell’anno porta, per la prima volta, il valore di un’opera di Mario Schifano sopra i 500.000 euro: è il 10 novembre 2015 e a New York, da Christie’s, lo smalto Cleopatra’s Dream del 1960-61 e appartenuto a Ileana Sonnabend, viene aggiudicato per 687.978 € (830.222 € diritti inclusi) contro una stima in catalogo di 139.455 € – 185.940 €.

La Top 10 delle aggiudicazioni di Mario Schifano. © Collezione da Tiffany Srl

La Top 10 delle aggiudicazioni di Mario Schifano. © Collezione da Tiffany Srl

L’opera è proprio una di quelle esposte l’anno prima a Londra da Luxembourg & Dayan e ancora oggi è la sua terza aggiudicazione più alta di sempre. Meglio di questo lavoro hanno fatto solo Con Anima, battuta a 800.000 € l’11 aprile scorso da Sotheby’s a Milano e, nella stessa sta, “7 Agosto 1961”, aggiudicato per 780.000 €.

Un artista, quattro mercati

Analizzare il mercato di un artista come un fosse un blocco unico costringe sempre a grandi semplificazioni. E questo vale ancor di più quando l’artista in questione si chiama Mario Schifano, artista che in questo primo scorcio di 2019 ha fatto registrare alcune delle sue migliori aggiudicazioni d’asta. Impossibile analizzare caso per caso, considerando che dal 1987 ad oggi sono stati più di 7.000 i suoi passaggi in asta.

Per un avere un quadro il più chiaro possibile, che ci permetta di interpretare in modo corretto i dati e le suggestioni che ci arrivano del mercato, è però fondamentale, nel nostro caso, suddividere la sua produzione in 4 periodi a cui corrispondono altrettanti trend di mercato: il Mario Schifano degli anni Sessanta, apprezzatissimo dal collezionismo internazionale e a cui appartengono, non a caso, tutte le opere della Top 10; quello degli anni Settanta, discontinuo ma di grande creatività; lo Schifano degli anni Ottanta, quello della rinascita pittorica, in parte ancora tutto da riscoprire ma penalizzato da una grande quantità di falsi immessi sul mercato.

I prezzi medi di aggiudicazione in asta delle opere di Mario Schifano suddivisi per decennio di produzione. © Collezione da Tiffany Srl

I prezzi medi di aggiudicazione in asta delle opere di Mario Schifano suddivisi per decennio di produzione. © Collezione da Tiffany Srl

Gli anni Ottanta sono, infatti, quelli più critici dal punto di vista mercantile proprio per il numero di “cloni” realizzati da falsari al soldo di personaggi come la “celebre” Anna Maria Governatori Marieni, “titolare di una vera e propria fabbrica di falsi Schifano”, che aveva arruolato tra i suoi falsari un certo Giancarlo Bellesini a cui “vengono attribuite oltre cinquecento tele apocrife. La sua specialità erano le opere degli anni 80 ma pare che spingesse il suo virtuosismo di plagiatore fino a riprodurre i dipinti del periodo monocromatico” (cfr. Massimo Lugli, Ha clonato centinaia di tele preso il mago dei falsi Schifano, La Repubblica, 28 gennaio 2001).

Infine, il “quardo Schifano”, quello degli anni Novanta dove, sulla scia del decennio precedente, si sviluppa prepotentemente la tematica delle proprie origini, la cromia, il deserto, le palme della Libia, dove era nato nel 1939. Ma gli anni Novanta segnano anche il ritorno della fotografia nell’opera di Schifano. Un decennio, questo, ancora tutto da valorizzare.

L'incremento dei prezzi medi di aggiudicazioni in asta delle opere di Mario Schifano suddivise per decennio di produzione. © Collezione da Tiffany Srl

L’incremento dei prezzi medi di aggiudicazione in asta delle opere di Mario Schifano suddivise per decennio di produzione. © Collezione da Tiffany Srl

Questo stato di cose porta, come si vede dai due grafici qui sopra, relativi alle opere di Mario Schifano vendute in asta dal 2015 ad oggi, allo svilluppo, di potrebbe dire, di quattro mercati distinti dove le opere appartenenti agli anni Sessanta sono ancora oggi le uniche a raggiungere, mediamente, aggiudicazioni di un certo livello. Seguono gli anni Settanta che negli ultimi 5 anni hanno fatto registrare ottime performance in termini di prezzo medio. La produzione degli anni Ottanta e, ancor di più, quella dell’ultimo Schifano degli anni Novanta, salvo rare eccezioni, rimangono invece a livelli molto bassi.

Dati a parte, alcuni risultati, confermano come, al di là dei problemi di autenticità – Schifano è ancora oggi uno degli artisti più falsificati – e della confusione che in questi anni ha creato la presenza di due archivi e la mancanza di un catalogo generale, la provenienza delle opere vince su tutto. È così anche lavori appartenenti agli anni più critici, dal punto di vista mercantile, se hanno la “storia” giusta possono raggiungere buone aggiudicazioni anche se le cifre sono ancora molto contenute. Ad oggi, l’aggiudicazione più alta per un’opera degli anni Ottanta, ad esempio, è di 108.250 € (diritti inclusi) realizzata da Scultura arsa dal sole (1984) e risale al 2007 (Sotheby’s Milano), mentre per quelle degli anni Novanta la vendita più importante è quella di Gigli d’acqua, lavoro del 1991 aggiudicato nel 2006 da Finarte per 68.200 €, compresi i diritti d’asta.

Uno sguardo ai prezzi in gallerie e fiere

Interessante, infine, dare uno sguardo ai prezzi proposti, in questi anni, da alcune gallerie nelle principali fiere internazionali di arte moderna e contemporanea, così da avere un quadro ancor più completo del mercato di Mario Schifano. Nel 2015 a Frieze London, ad esempio, la Eykyn Maclean ha venduto la tela Propaganda del 1975-78 a 750.000 $. Mentre nel 2017 la Galleria Mazzoli ad ArteFiera chiedeva per una tela di grande formato (300×400 cm) del 1990, Tearful, 400.000 euro. Ad ArtBasel nel 2018 la Fergus McCaffrey proponeva la carta intelata del 1963, Per La Strada – Ma Tutto Finto (160×160 cm) a 525.000 $. E ancora, quest’anno a Tefaf, la Major Gallery di Londra proponeva le opere della serie Compagni, compagni (140×140 cm) del 1968 con prezzi tra i 100 e i 200.000 euro e le carte della stessa serie tra i 50 e i 75.000 euro. Ovviamente si tratta solo di prezzi che devono servire come indicazione. Per ogni opera sarebbe necessario fare una valutazione a sé.