Mercato: la rivincita della fascia media

Dopo anni in cui la fascia alta del mercato dell’arte navigava in acque fin troppo serene a dispetto della crisi economica in atto, le evening sale londinesi di giugno fanno registrare una significativa inversione di tendenza.  Gli appuntamenti serali con l’arte contemporanea nelle sale room di Christie’s, Sotheby’s e Phillips de Pury del mese scorso, infatti, hanno totalizzato 136.6 milioni di sterline centrando le aspettative pre-asta (tra i 115.7 e i 162.5 mln) ma osservando una calo di fatturato del 4.7% rispetto a febbraio e di addirittura il 31% rispetto al giugno del 2012. Un risultato che sembra dipendere da due fattori: un eccesso di competizione che, come già visto a maggio in occasione delle evening sale di New York, sta letteralmente stressando il mercato; e una crescente resistenza dei buyer nei confronti delle opere con un prezzo di catalogo tra 1 e 3 milioni di sterline. Sono ben 11, infatti, le opere quotate oltre il milione rimaste nei magazzini delle tre case d’asta, lasciando per strada 20.8 milioni di fatturato potenziale.

A differenza di un anno fa, il prezzo medio delle aste londinesi di giugno si è tenuto ben sotto 1.5 milioni di sterline.

A differenza di un anno fa, il prezzo medio delle aste londinesi di giugno si è tenuto ben sotto 1.5 milioni di sterline. Fonte ArtTactic Ltd.

Una piccola rivincita per le fasce bassa e media del mercato che vedono impennare la fiducia nei propri confronti da parte degli operatori di settore e del collezionismo internazionale, convinti in una loro prossima crescita di valore. Convinzione che corrisponde anche una maggior attenzione per i lavori quotati tra le 100mila e le 500 mila sterline. Cala del 15.6%, invece,  la fiducia in una possibile ulteriore crescita della fascia più alta. Un recente sondaggio realizzato da ArtTactic rileva, infatti, come il 31% degli operatori sia convinto di una sostanziale stabilità del mercato nel secondo semestre del 2013. E se per tutti il livello di rischio rimane ad di sotto della soglia media storica, oltre il 43% degli intervistati dall’Istituto fondato da Andres Petterson è convinto che la paura per comportamenti speculativi sia il più serio pericolo per la tenuta del mercato.

L'Art Market Confidence Indicator di ArtTactic per segmento di prezzo mette in evidenza una netta inversione di tendenza per le opere con un prezzo superiore al milione di dollari.

L’Art Market Confidence Indicator di ArtTactic per segmento di prezzo mette in evidenza una netta inversione di tendenza per le opere con un prezzo superiore al milione di dollari.

Un’indagine, quella condotta da ArtTactic, confortata oggi, appunto, dai risultati delle aste serali di Londra durante le quali sono ben 37 i lavori quotati sotto le 500mila sterline che hanno superato ampiamente la stima media pre-asta, confermando che i buyer sono sempre più alla ricerca di opere di qualità nei segmenti di prezzo più bassi. Non a caso, se Sotheby’s, con un catalogo di 68 lotti e un prezzo medio di aggiudicazione di 1.2 milioni di sterline,  ha realizzato il 48% del totale delle evening sale e Christie’s (64 lotti e un prezzo medio di poco inferiore a 1.2 mln) il 44%, Phillips de Pury, con 27 lotti e un prezzo medio di 419mila sterline, ha raggiunto quota 8%, aumentando di due punti percentuali il suo peso sul mercato. E pur essendo decisamente inferiore rispetto alle aste delle due rivali, la serale di Phillips supera le aspettative proprio grazie ad un catalogo incentrato su un gruppo molto interessante di giovani artisti come Rob Pruitt, il cui Untitled (2011) è stato battuto per 85mila sterline contro una stima iniziale di 50mila, o Tauba Auerbach che con un Untitled del 2010 ha totalizzato 320mila sterline a fronte di un’aspettativa sulle 250 mila.

Le performance dei tre appuntamenti serali di giugno a Londra: Sotheby's, Christie's, Phillips de Pury. Fonte: ArtTactic Ltd.

Le performance dei tre appuntamenti serali di giugno a Londra: Sotheby’s, Christie’s, Phillips de Pury. Fonte: ArtTactic Ltd.

Nonostante il suo risultato sia il più alto di tutti (65.3 mln di sterline), fallisce il suo obiettivo Sotheby’s che, con il suo catalogo di 68 opere, puntava a realizzare tra i 67.9 e i 93.9 milioni di sterline. Il totale realizzato, comunque, è in linea con quello di febbraio e dell’8.9% superiore a quello di giugno 2012. Cala, rispetto all’inizio dell’anno, il prezzo medio (1.2 mln) che però risulta superiore del 41% rispetto a dodici mesi fa. Sono 15 i lavori rimasti invenduti, mentre il 61% delle opere vendute non ha raggiunto la stima media. Tra questi anche Three Studies of Isabel Rawsthrone (1966) di Francis Bacon – battuto a 10milioni contro un aspettativa di 12.5 – e un Abstraktes Bild (1992) di Gerard Richter, aggiudicato per 2.1 milioni invece che a 2.5. Invenduto Hoax (1993) di Jean-Michel Basquiat, in catalogo con una stima media di 3 mln.

Tauba Auerbach Untitled (Fold) XV, 2010. In catalogo da Phillips nella evening sale del 27 giugno con una stima tra £200,000 - 300,000, è stata venduta per  £386,500

Tauba Auerbach
Untitled (Fold) XV, 2010. In catalogo da Phillips nella evening sale del 27 giugno con una stima tra £200,000 – 300,000, è stata venduta per £386,500

Centra le aspettative, invece, l’asta serale di Christie’s: 60.8 milioni di sterline a fronte di un risultato atteso tra i 51.8 e i 66.3. Nonostante un totale inferiore del 48% rispetto alla straordinaria evening sale di giugno 2012, l’evening sale del 25 giugno scorso rimane un risultato solido per la casa d’aste di King Street. Il prezzo medio di vendita è di circa 1.2 milioni di sterline, superiore del 10% rispetto a febbraio ma a -39% se confrontato con un anno fa. Clamorosa la mancata vendita di Coloured Compbell’s Soup Can (1965) di Andy Warhol, appartenente alla collezione Sonnabend e in catalogo con una stima tra i 2.2 e i 3.2 milioni. Delle 64 opere in vendita solo 13 hanno superato il milione di sterline guidate da un Untitled del 1982 di Jean-Michel Basquiat battuto a  16.7 milioni.

Uno scenario, quello emerso dalle ultime aste londinesi, dove il prezzo di aggiudicazione, nonostante alcuni picchi sopra i 10 milioni, non supera mediamente quota 950 mila sterline e dove a rimanere nelle casse sono, nel 37% dei casi, i pezzi più quotati. Stress da competizione e rischi di speculazione stanno orientando gli sguardi dei collezionisti verso lidi di qualità ma dai prezzi più accessibili. La giostra del mercato continua a girare ma la musica sembra che stia cambiando, preferendo un ritmo più calmo e offrendo anche all’Italia un’opportunità interessante a patto di risolvere alcuni dei nostri problemi strutturali e di offerta. Speriamo che le calde notti estive portino consiglio…

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2 Commenti

  • cecilia ha detto:

    questo mi fa piacere . Quello che avevo previsto da tempo.
    i territori sove stiamo andando nelle esposizioni ci hanno permesso con una crisi di mercato a vendere le nostre opere. noi abbiamo fatto la fattura al cliente e quando saremo un gruppo di artisti consistenti pubblicheremo il registro artisti nella rivista Arte Mondadori.Forse i collezionisti si sveglieranno chiedendo a cosa noi artisti del mercato nazionale cosa stiamo costruendo non solo per la categoria ma anche per tutelare l’investimento di coloro che ci hanno dato fiducia del nostro progetto.Il registro artisti sta avendo un suo percorso dettato da delle vendite reali anche in tempo di crisi. grazie per questo articolo mi conferma che quello che stiamo strutturando è buono per la categoria che punta a volere avere opere di qualità,costi accessibili e garanzia di vendita. nel caso in cui le case d’asta non accettassero un domani un accordo abbiamo ideato ugualmente un qualcosa al di fuori che garantirà i futuri collezionisti che verranno e aderiranno a gli artisti della martinelli-art

  • Antonio Giordano ha detto:

    Se un Basquiat viene battuto a quasi 17 milioni, un Tiziano o un Raffaello quanto dovrebbero valere?

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